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Il 5G come rivoluzione di paradigma

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l’evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Gigabit LTE e LTE Advanced Pro aprono la via al 5G, destinato a cambiare nel tempo la fruizione di dati e contenuti e a offrire il boost all’IoT e all’automotive. Già nel 2019 in arrivo smartphone multimode 5G. L’analisi di Qualcomm

Siamo in un’interessante e importante fase di passaggio nell’evoluzione delle reti LTE destinata ad approdare al pieno compimento con lo standard 5G nel 2020, ma con una serie di importanti opportunità di mercato, anche in Europa e in Italia, a partire dal 2019. Ce ne parlano Fabio Iaione Country Manager Qualcomm per l’Italia, con Emiliano Sottani, Telecommunication Engineering Product Marketing.

Lo scenario di partenza è conosciuto: siamo di fronte ad un’evidente esplosione del traffico dati (250X negli ultimi dieci anni) che proseguirà per i prossimi, soprattutto per la parte video e i servizi real time.

Fabio Iaione, Country Manager Qualcomm Italia
Fabio Iaione, Country Manager Qualcomm Italia

L’intero ecosistema si dovrà quindi attrezzare a supportare questa crescita, Qualcomm in questi ultimi mesi ha lavorato sul parametro “velocità” con l’annuncio di soluzioni 1 Gigabit e il nuovo modem Qualcomm X20 per Snapdragon 845 che tocca 1,2 Gigabit.

Il nuovo chip presenta due migliorie la prima legata al pick data rate, un altro avanzamento è stato abilitare flessibilità e uno scenario Gigabit LTE a molti più operatori, perché il chip è in grado di aggregare porzioni di spettro licensed con porzioni di spettro unlicensed. 

La piattaforma Gigabit LTE non rappresenta solo una milestone tecnologica, ma è già declinata in una serie di use cases e documenta la possibilità di sfruttare la rete in modo molto più efficace, per esempio in situazioni di traffico congestionato ed ha abilitato scenari di Unlimited Cloud Storage con velocità equiparabili in rete a quelle di lettura e scrittura su memorie locali.

La crescita senza limiti di dati in mobilità ha portato gli operatori a strutturare servizi e tariffe sulla base del modello Unlimited Data e Gigabit LTE permetterà di utilizzare queste tariffe in modo ancora più vantaggioso. Si tratta di un ecosistema in crescita, senza dubbio (38 operatori in 23 Paesi); nel 2017 abbiamo visto l’arrivo in commercio dei nuovi device con il relativo supporto e nel 2018 il parco dei terminali si amplierà ulteriormente.

Il viaggio verso il 5G
Il viaggio verso il 5G

La piattaforma è vantaggiosa soprattutto in termini di efficienza, dicevamo. in uno scenario Unlimited Data, il 70 percento del traffico è costituito da video; Gigabit LTE in questo caso si qualifica come piattaforma ideale per gli operatori che possono permettere download in tempi ridottissimi coadiuvando l’alleggerimento del traffico rete per ogni download (fino al 40 percento).

Bisogna inoltre considerare l’approdo già nel 2018 su Windows 10 con architettura ARM dei chip Qualcomm Snapdragon 835 con il modem X16 (già Gigabit LTE), anche questa tipologia di device non potrà che beneficiare di architetture tipiche del mondo mobile su dispositivi di computing completi (a partire dalla riduzione dei consumi).

Qualcomm, anche in uno scenario 5G multiGigabit, a bassa latenza, con i suoi chip Gigabit LTE potrà assicurare un’esperienza ancora ottimale a seconda dell’infrastruttura e della banda disponibile non appena si uscisse dalla copertura migliore. 
Al proposito, una ricerca condotta da Qualcomm con Nokia già documenta come il pubblico sia effettivamente già pronto ai benefici delle reti di prossima generazione.

Oltre la metà dei 6mila intervistati (possessori di smartphone) pur senza aver ancora conosciuto le nuove tecnologie dichiara già interesse per l’acquisto di uno smartphone in grado di supportare il 5G. Si chiedono velocità, connettività senza limiti,alta qualità nella connessione senza interruzioni e ovviamente una copertura pressoché universale. Anche in ambito 5G, Qualcomm dispone già di un modem specifico.

Gigabit LTE al servizio del 5G
Gigabit LTE al servizio del 5G

Si tratta del modem Qualcomm X50, prodotto multimode quindi in grado di supportare anche gli scenari precedenti. Soprattutto si parla di un modem in grado di supportare le frequenze sotto i 6 GHz, così come le bande target mmWave pronto per gli smartphone 5G che dovrebbero arrivare sul mercato già entro il 2019. Qualcomm non si sbottona ovviamente su quale sarà la piattaforma Snapdragon a dare loro vita, ma in coerenza con la strategia aziendale si tratterà di una piattaforma multimode.  

 Qualcomm lavora in ambito 5G NR (New Radio) con tutta la filiera infrastrutturiera per fare in modo che i prodotti 5G arrivino prima possibile. Ha effettuato a fine novembre test di interoperabilità tra device, chip e infrastrutture, con ZTE e China Mobile. Perché – sottolinea Qualcomm – se lato standard il 5G NR è in fase di standardizzazione, non esisterà un vero scenario 5G “distribuibile” se non quando standard, device e reti diventeranno interoperabili.

Qualcomm 5G NR
Qualcomm 5G NR

Nel 2018 Qualcomm proseguirà test e trial, e già nel 2019 si assisterà a una serie di lanci importanti anche in Europa. Lo standard 5G è stato definito come risorsa unificata pur lavorando su diverse frequenze.

Qualcomm lavora sia sotto i 6Ghz sia su mmWave come accennato. E’ ques’ultimo l’aspetto nuovo importante, è questo lo spettro di frequenza in grado di consentire un deployment multiGigabit per una crescita della capacità di rete in grado effettivamente di abilitare scenari futuristici per IoT e Automotive.

Scenari sub-6 e scenari mmWave
Scenari sub-6 e scenari mmWave

mmWave permette un’alta densificazione di rete, quindi permette ampia disponibilità di connessione soprattutto in località con alta densità di domanda, perché offre ottime possibilità di orientamento delle trasmissioni in modalità multi-user MIMO.

5G New Radio
5G New Radio

Qualcomm evidenzia proprio come la capacità di lavorare su un mix di tecnologie offrirà effettivamente un vantaggio competitivo in ambito 5G agli operatori. Infatti tra le soluzioni più verticali, alcune tecnologie già oggi ci indirizzano in questa direzione, per esempio Cellular V2X. 

Rappresenta la possibilità di utilizzare tecnologie per l’interconnessione tra auto, ma anche tra auto e device indossabili, tra auto e infrastrutture pubbliche in modo da consentire scambio di dati informativi anche sul traffico effettivamente in tempo reale anche per evitare rischi di collisione o incidente, con l’indicazione di manovre pericolose. Qualcomm propone per CV2X il chipset 9150. 
Anche in questo ambito non mancano i trial, e anche in Europa tra Qualcomm, gestori di autostrade, Audi, Ericsson con la possibilità di testare le tecnologie anche su tratti stradali.

Il percorso 5G quindi è sostanziato non solo da New Radio, ma da una serie di tecnologie su cui già è possibile lavorare oggi, sfruttando inizialmente le reti LTE. Europa e Italia sono già in corsa su tutto lo “spettro” evolutivo.

Non solo in ambito LTE Advanced e Gigabit LTE,  Grazie alle iniziative del MISE l’Italia è già Paese precursore anche in Europa e la maturazione di scenari 5G anche mmWave porterà ad annunci importanti in tempi relativamente brevi.

Lo scenario è comunque chiaro dal punto di vista tecnologico. Il mondo 5G sarà un mondo in cui le reti saranno – per “modellizzare” – fatte a strati con un layer LTE, quello sub-6 e quello mmWave ognuno in grado di soddisfare specifiche esigenze e Qualcomm ha approcciato l’implementato a livello di silicio in modo da abbracciarle nella complessità.

All’inizio la diffusione del 5G evidentemente sarà per “capacità”, non necessariamente nelle grandi città (proprio sfruttando mmWave), ma in scenari dove magari anche in modo puntuale ci sia bisogno di servizi o use cases ad hoc.

Il limite della diffusione non sarà comunque tecnologico, perché il 5G è tecnologia assolutamente flessibile e, come si sa, gestibile anche attraverso small-cells, certo la massa di dati trasmessa resta un criterio di valutazione importante,fatto salvo ovviamente tutto lo sviluppo dei servizi mission critical in cui è invece la latenza ridottissima a rappresentare il vero fattore critico.