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IBM server eX5, più scalabilità sulla piattaforma x86 per le esigenze enterprise

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Presentati in anteprima al CeBit, i nuovi sistemi Ibm eX5 espandono la flessibilità di utilizzo della piattaforma x86,  grazie alla capacità di svincolare la memoria dal processore per una dotazione fino a sei volte superiore

Nel mondo dei server x86, Ibm detiene un market share del 28%, frutto di un lavoro che ha consentito a BigBlue di guadagnare quote più degli altri vendor, registrando una crescita di 3,5 punti anno su anno(fonte IDC). Il 2009 appena concluso ha visto Ibm al primo posto nel mercato dei server blade, con una crescita dei ricavi del 61,5 per cento rispetto al 2008 e del 17,3% relativamente alle sole unità blade consegnate.

In questo scenario si collocano gli annunci di anteprima al CeBit dei nuovi sistemi eX5 i cui primi modelli saranno disponibili alla fine di questo mese. In dettaglio: dopo l’annuncio relativo ai sistemi Power, con la famiglia eX5 si rinnova la gamma server ideati per specifici carichi di lavoro. La novità più importante è il sistema di disaccoppiamento della memoria dal processore (la tecnologia di scalabilità di memoria indipendente denominata Max5) che segna il superamento dell’altro collo di bottiglia importante, dopo quello relativo alla disponibilità di potenza di calcolo e quindi dei core. Spiega l’offerta Massimo Chiriatti, Technical Sales Support Manager per Ibm Italia: “Per ridurre i costi dopo le procedure di consolidamento dell’infrastruttura fisica x86 con la virtualizzazione, si è presentato il problema della capacità di memoria a disposizione delle Cpu, ora superato dalla declinazione dell’offerta di tre nuovi sistemi tutti con tecnologia Max5: Ibm System X3850 X5 a quattro socket con 64 Dmm (e possibilità di espansione a 96 DDR3 Dimm), System X3690 X5 e il server Blade HX5 (da 2 a 4 socket)”.

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Massimo Chiriatti, Technical Sales Support Manager Ibm Italia

Ibm ha deciso di proporre al mercato non un unico server hi-end, non un unico contenitore per i futuri processori che Intel annuncerà a breve, ma più sistemi hi-end, scalabili, per soddisfare la domanda dei clienti, ed è infatti parte integrante dell’annuncio di oggi anche la possibilità di aggregare blade a blade. Il software vede tutto il sistema e l’hardware sottostante, e da un semplice pannello è possibile il controllo della scalabilità verticale nell’ambito di uno chassis di server, mentre prima ogni lama doveva essere gestita separatamente dall’altra. Nell’insieme si tratta di annunci importanti.

Riprende Chiriatti: “Max5 segna la possibilità di guadagnare spazio Dimm e questo vuol dire più moduli Ram o tanti moduli Ramdi minor capacità, e di conseguenza più macchine virtuali o macchine virtuali più grandi, con un minor numero di operazioni meccaniche e senza aumento nel numero delle licenz,e perché il numero dei core di ogni macchina virtuale non subisce incrementi”. I vantaggi di scalabilità per i clienti sono evidenti. Solo per fare un esempio: un’azienda potrebbe avere un server standard con due socket X3690 a 32 Dimm e aver bisogno di crescere aumentando la Ram. Con Max5 potrà arrivare ad avere fino a 64 Dimm, magari ognuno da 4 Gbyte invece che da 8 Gbyte con un risparmio consistente. I guadagni di efficienza e di performance sono collegati inoltre alla nuova tecnologia di utilizzo di drive allo stato solido eXFlash e alla funzione FlexNode che consente a un solo sistema lo ‘sdoppiamento’ dinamico a seconda dei carichi di lavoro.

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Ornella Bricchi, System x Business Unit Leader Ibm Italia

La strategia di indirizzamento dell’offerta x86 al mercato, per il 2010è messa ben a fuoco da Ornella Bricchi, System x Business Unit Leader: “Ibm ha alla base Dynamic Infrastructure e “in testa al cappello” Smarter Planet, in questo quadro il must per quest’anno è l’integrazione cross-branding nell’offerta, in modo da dare al cliente visibilità a tutti i brand del portafoglio e spostare l’attenzione dal PC server al datacenter. Nello specifico bisogna tenere presente che, anche quando si parla di virtualizzazione, si parla in realtà di una necessità sentita da tutte le imprese, ma in modo diverso a seconda degli ambiti operativi (telco, bancarie etc.) per cui ognuna di esse sfrutterà in modo diverso software e soluzioni. La disponibilità di personale ‘skillato’ e preparato nella conoscenza non solo del listino, ma soprattutto del prodotto, è l’unica possibilità di arrivare al cliente con un’offerta che sia riconosciuta come adeguata e su misura ed è quello che ci ha fatto crescere in questi anni.