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I trend IT per il 2018 – AI, robotica e finalmente Blockchain

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Dimension Data ha pubblico la lista delle principali previsioni IT per il 2018. La regina tra le tendenze per il prossimo anno è l’adozione di Blockchain

Gli analisti di settore non hanno la sfera di cristallo. Studiano i dati, conoscono i mercati e sulla base di quello che effettivamente “si muove” provano e interpretare i trend più importanti. E’ però un dato certo che oramai almeno da un paio di anni, machine learning, robotica e Intelligenza Artificiale rappresentano “previsioni” quasi scontate.

Dimension Data - Infografica relativa ai trend IT 2018 (fare clic sull'immagine per renderla leggibile)
Dimension Data – Infografica relativa ai trend IT 2018 (fare clic sull’immagine per renderla leggibile)

Anche Dimension Data, che offre servizi ai clienti a supporto del loro percorso tecnologico evolutivo per quanto riguarda l’infrastruttura digitale, il cloud ibrido, le tematiche workspace, la cybersecurity, e la rete come piattaforma, ha provato sulla base della propria prospettiva operativa a individuare “cosa si muove”.

Secondo l’azienda a rimodellare il digital business del 2018 sarà, oltre ai soliti noti, l’adozione della Blockchain, conosciuta inizialmente perché alla base di Bitcoin, ma in verità funzionale a una serie infinita di business (è di questi giorni la prima applicazione addirittura per le certificazioni dei Notai).

Dimension Data vuole sottolineare proprio la portata di questa “rivoluzione” in grado di rimodellare l’economia, le aziende e la società stessa, sulla base di una molteplicità di applicazioni, e lo fa tramite il proprio CTO Ettienne Reinecke che ripercorre in parte le previsioni per l’anno che stiamo vivendo: “In occasione del rilascio delle previsioni IT più rilevanti per il digital business per il 2017, avevamo previsto che i modelli per le transazioni centralizzati sarebbero stati soggetti ad attacchi. E non ci siamo sbagliati. Nel settore dei servizi finanziari, abbiamo assistito al passaggio dei mercati finanziari Statunitensi ed Europei verso piattaforme di Blockchain e la tendenza si manifesta anche in altri mercati quali il Giappone. Considerando il fatto che questo settore è estremamente conservatore e incentrato sulla conformità, questa apertura risulta sorprendente”.

Il fatto che Blockchain, insieme proprio ai modelli di AI sia destinata a rappresentare non solo un trend ma un fulcro tecnologico è decisamente condiviso, anche da analisti indipendenti, per esempio da Gartner. Vi ci siamo quasi naturalmente portati, per esempio, quando pensiamo alla mole sterminata di dati generati in ambito IoT, dai sensori distribuiti, la cui sicurezza non è perseguibile ricorrendo a un modello di certificazione delle transazioni centralizzato, ma necessita in verità di una tutela distribuita, tra più attori, in modo che il costo in sicurezza di ogni transazione sia quasi nullo e il livello di sicurezza maggiore. Ci muoviamo quindi in un ambito decisamente indipendente, quello del manufacturing,  da quello finanziario che per primo ha accolto i benefici di questa tecnologia.

Il terreno fertile per lo sviluppo della tecnologia Blockchain, come di IoT sarà senza dubbio legato ai più recenti sviluppi delle tecnologie di rete, senza fili – con il Gbps Wi-Fi e le tecnologie Mesh – e 5G, mentre per quanto riguarda gli attori, secondo Dimension Data, proprio le tecnologie più sfidanti consentiranno anche a piccole realtà di rappresentare nel tempo un valido asset a supporto delle realtà che desiderano trasformarsi, magari anche solo per rientrare in gioco in un mercato che le ha viste in difficoltà. Certo essere nativi in cloud pur non essendo garanzia di nulla rappresenterà un punto di forza per fare bene.  

A nostro avviso è però ancora sottovalutata la mancanza di competenze. Se infatti le cifre per esempio quantificano in circa 150 miliardi di dollari il business legato a realtà aumentata e virtuale per il 2020 è a fattor comune di una serie di ricerche come la preoccupazione maggiore sia proprio relativa alla possibilità e alla capacità di mettere a terra quanto offerto dalla tecnologia. E la sfida consiste proprio nel riuscire a “rimodellare” il business digitale secondo un modello chiaro, con le giuste competenze.