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Gartner, nel 2019 il 20% delle interazioni con l’assistente virtuale

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

… E noi non ci crediamo! La percentuale indicata da Gartner è ottimistica e si riferisce a tre soli mercati (US, UK e China). Ecco come evolverà lo scenario dell’interazione con device e servizi

Nessuno mette in dubbio l’autorevolezza dei dati, anzi. Anche se proprio in ambito mobile è proprio di Gartner uno dei granchi più significativi. All’esordio sul mercato di Windows Phone infatti, dopo tre anni secondo gli analisti Microsoft avrebbe dovuto raggiungere globalmente circa il 14 percento di market share.

Pensiamo invece che la previsione di oggi, per cui nel 2019 un’interazione umana su cinque con lo smartphone sarà fatta attraverso gli assistenti personali virtuali sia davvero ottimistica. Anche se contestualizzata – come effettivamente Gartner fa – su tre soli mercati e cioè quello americano, quello inglese e quello cinese, e quindi in pratica sostanzialmente su appena due lingue.

E’ vero, il riconoscimento vocale in lingua inglese sta compiendo passi in avanti davvero notevoli, anche senza alcun specifico addestramento o apprendimento iniziale. Se proiettassimo però questa percentuale sugli idiomi mondiali ci accorgeremmo come, probabilmente, nel 2019 l’interazione con VPA non raggiungerebbe nemmeno l’un percento della popolazione mondiale. Da qui la nostra riflessione sul fatto che sia sì importante sottolineare il trend, ma che questo stesso trend resterà ancora per i prossimi 5 anni almeno davvero circoscritto. 

Bot e Intelligenza Artificiale - La comunicazione uomo-macchina è a una svolta. Nel 2020 meno voce e meno touch. Basteranno i gesti
Bot e Intelligenza Artificiale – La comunicazione uomo-macchina è a una svolta. Nel 2020 meno voce e meno touch. Basteranno i gesti

La ricerca di Gartner è stata condotta nel quarto trimestre del 2016 su un campione di circa 3mila utenti di questi Paesi (Uk, Us, China), e le risposte indicano che il 42 percento degli americani e il 32 percento da UK ha usato i Virtual Personal Assistants (VPA) con i propri smartphone.

Si parla prevalentemente di Apple Siri e Google Now, con il 50 percento di utenti americani e inglesi intervistati che ha risposto di avere utilizzato Siri negli ultimi tre mesi, mentre Google Now è utilizzato rispettivamente dal 41 percento di chi ha risposto da UK e dal 48 percento di chi ha risposto dagli Usa. 

Secondo Gartner nel 2019 gli assistenti virtuali in ambito consumer avranno già cambiato la modalità con cui gli utenti utilizzano i propri device. Al momento i VPA vengono utilizzati per impostare sveglie e ottenere spicce dal Web, ma sempre di più in futuro questi sistemi dovrebbero essere sfruttati su task complessi.

La ricerca Gartner diventa invece più interessante quando indica non solo la voce, come strumento di interazione, e allora anche noi siamo più ragionevoli nell’attribuire il giusto consenso alla ricerca.

la rappresentazione iniziale di Cortana, l'assistente personale virtuale secondo microsoft
La rappresentazione iniziale di Cortana, l’assistente personale virtuale secondo Microsoft, ora integrata in un numero sempre maggiore di servizi

I VPA per esempio sono utilizzati già con Facebook Messenger, nelle chat con i customer service. E’ infine quello cinese, un po’ a sorpresa, il mercato più maturo dove il dominio crescente delle piattaforme di messaging sta mettendo in crisi il mercato delle app tradizionali: un esempio è l’integrazione di Cortana in Skype, che permette già l’interazione con VPA e lascia intuire una prossima integrazione con bot di terze parti.

Allo stesso modo è da tenere d’occhio anche la crescente modalità di interazione con i dispositivi tramite i gesti. Anche in questo caso abbiamo imparato a usarla con gli smartphone e le consolle di gioco,  nel 2020 avremo in circolazione 7 miliardi di personal device, di cui 1,3 miliardi wearable e 5,7 miliardi saranno endpoint consumer in ambito IoT. Gartner si spinge oltre: nel 2020 saranno 2 miliardi i device IoT che funzioneranno con tecnologie “zero-touch”.