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Extreme : lo switch virtuale va gestito con le macchine virtuali

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Da Extreme Networks una demo a 40 GbE , ma anche tool di gestione della rete dei data center a grande virtualizzazione

E’ il momento in cui le imprese più grandi sono alle prese con la gestione di una marea montante di dati sulle reti , proprio in un momento in cui stanno anche avviando attività di consolidamento e di semplificazione delle infrastrutture di data center. Non si tratta solo di prestazioni e di scalabilità , ma anche di consolidamento e semplificazione delle attività di I/O del fabric di rete. Passare da 10 GbE a 40 GbE promette di aumentare la banda riducendo il numero di porte. A questo proposito il recente evento americano di Interop è stata l’occasione per Extreme Networks di dare una dimostrazione pratica a 40 Gbps di una soluzione per i suoi switch di tipo stackable. L’uplink VIM3-40G4X permette infatti di aggiungere collegamenti a 40 GbE agli switch della serie Summit X650 e mantiene compatibilità con quelli della serie X480. Commentando per Eweekeurope.it questa demo , Marco Pinna, Presales System Consultant di Extreme per il sud Europa, sottolinea il collegamento tra la crescita nei data center dei server con connettività a 10 GbE e l’esigenza di salire ai 40 GbE nei rack . A breve, entro l’estate, saranno disponibili le schede per questo aggiornamento.

Ma la disponibilità nei data center di nuova potenza e di banda , insieme con le attività di virtualizzazione e la crescente attività di creazione e migrazione di macchine virtuali mette in luce , secondo Pinna ,anche la necessità per i gestori della rete aziendale di poter gestire il traffico di rete generato dalla migrazione e dalla creazione di macchine virtuali. Pinna sottolinea la stretta integrazione delle soluzioni di Extreme con l’ambiente Vmware , ma dichiara la posizione di massima apertura e interoperabilità con altre soluzioni di virtualizzazione ,come quelle in ambiente Red Hat. In questo caso Extreme porta a compimento una serie di annunci di architettura e prodotti di rete a supporto delle attività di virtualizzazione dei data center   con due nuove offerte . La prima , che porta il nome di XNV, è una suite di tool software per la gestione delle macchine virtuali che consente agli amministratori di rete di gestire gli switch virtuali che risiedono all’interno dei server virtuali. La seconda offerta, chiamata Direct Attach, fornisce alle macchine virtuali la capacità di connettersi direttamente alla rete facendo affidamento unicamente sull’hardware di switching senza passare attraverso il software che gira su server sempre più carichi di lavoro applicativo.
Come spiega Pinna, si tratta di estensioni software al sistema operativo di rete degli apparati Extreme che permette di ovviare a una situazione possibile in cui “ ci sono troppi ambienti virtuali nel data center e le attività degli switch virtuali soffocano il software applicativo. Questo introduce ritardi nei data center nel senso che le macchine virtuali si spostano in modo veloce, ma i virtual switch non seguono. Si tratta di ottimizzazioni per vendor specifici, ma le soluzioni sono utilizzabili in ambienti eterogenei. E le attività di tracking delle macchine virtuali esistono in pochi data center”.
Le organizzazioni che hanno adottato in misura massiccia la virtualizzazione stanno sperimentando che la rete può diventare un collo di bottiglia per le prestazioni s e non si adottano misure per ridurre la latenza introdotta dal legame di ciascuna macchina virtuale con l’implementazione del suo switch virtuale. Inoltre le due novità , che completano il progetto avviato tempo fa, permettono una migliore integrazione del layer dei servizi di rete con il software di gestione delle macchine virtuali. In questo modo non solo i gestori di rete ottengono migliore visibilità sulle VM in rete, ma dispongono della capacità di gestione e controllo degli aspetti di networking delle VM senza dover coinvolgere gli amministratori dei server .