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Euro 2020: ecco come l’Uefa sta preparando l’infrastruttura It

Daniel Marion, Cio dell’Uefa, spiega le infrastrutture a sostegno del calcio e dei piani per il campionato europeo di calcio del 2020 e come ci si sta preparando, dal punto di vista It, a Uefa Euro 2020

Daniel Marion è Cio dell’Union of European Football Associations (Uefa) e ha raccontato a Silicon di infrastrutture a sostegno del calcio e dei piani per il campionato europeo di calcio del 2020. Infatti, il 2020, oltre a essere l’inizio del nuovo decennio, è anche l’anno in cui si tengono le celebrazioni del calcio di tutto il continente e, anche, per questo, si deve fare attenzione alle infrastrutture. Se per la Francia, nel 2016, si parlava di un solo host tenuto dalla stessa nazione, quattro anni prima erano Ucraina e Polonia a detenerne uno a testa.

Oggi, Marion ha una bella sfida da intraprendere: fornire l’infrastruttura It che colleghi città sparse in tutto il mondo e a distanze non proprio ravvicinate, come per esempio Dublino e Baku. Il Campionato europeo di calcio 2020 o UEFA Euro 2020 sarà la sedicesima edizione e, in occasione del sessantesimo anniversario dalla nascita del torneo, la fase finale non avrà luogo in una singola nazione, ma in 13 distinte città europee. Le semifinali e la finale si disputeranno al Wembley Stadium di Londra. Sarà il primo europeo a sedi miste, pertanto tutte le squadre dovranno passare dalle qualificazioni e nessuna sarà qualificata come squadra ospite. Solo pensare a venti anni fa, questo compito sarebbe stato scoraggiante, l’avvento del cloud e i miglioramenti del networking, hanno dato una scossa interessante a tutto il mondo dell’infrastruttura It.

UEFA

A differenza della FIFA, l’UEFA non affida l’IT per i suoi eventi alla commissione organizzatrice perché necessita di partner, ogni anno, per le competizioni UEFA Champions League e UEFA Europa League. E a Marion ha un mandato copre ogni area dell’organizzazione. “Il lavoro da fare andrà dall’IT aziendale standard fino all’area B2B”, dice a Silicon. Internamente, Marion e il suo team di soli 100 persone con sede a Nyon, in Svizzera, sono responsabili di ogni singolo servizio IT. Lavorano con i club, le autorità antidoping e altri organismi, gestiscono servizi come l’accreditamento e la biglietteria, le emittenti e gli sponsor. Questo gruppo di lavoro fornisce piattaforme digitali, come per esempio il sito ufficiale, le applicazioni e i social media, e offrono anche servizi di streaming per le emittenti televisive che non lo offrono. Oltre ai campionati europei più senior, la UEFA gestisce tornei per diverse categorie di età. Tutti potrebbero utilizzare il Football System Erp di UEFA, anche se le esigenze che avrebbe un Campionato U-17 potrebbero differire da un Campionato Europeo come lo fu Euro 2016.

Uefa Euro 2020
Uefa Euro 20

Euro 2016

I Campionati Europei sono un grande evento che vede coinvolte migliaia di persone in più in staff e anche l’ambito It ha le sue esigenze. Marion ritiene che il modello UEFA sia più semplice rispetto a quello della FIFA, in quanto non ci si deve mettere mano e reinventare da capo ogni quattro anni. “In linea generale, cominciamo a pianificare gli investimenti  cinque anni prima del torneo”, spiega, così ci si può dare un’idea del bilancio. Tre anni prima cominciamo a pensare al progetto pronto per tutte le aree e come l’IT supporterà le attività a tutti i livelli e il lavoro con i fornitori. Da un anno e mezzo a un anno prima, iniziamo l’implementazione perché gran parte delle apparecchiature informatiche sono pronte. “La maggior parte degli investimenti sono nell’infrastruttura. Stiamo costruendo una società da 9mila persone per sole sei settimane. Otteniamo gli stadi un mese prima e dobbiamo fare tutto il cablaggio e poi gli accessi. Sembra facile, ma non è sempre così semplice mantenere questi ritmi. Costruiamo una rete: una rete in Francia con Orange, rete da 100Gbps (80Gbps) per i segnali TV e per gli ultimi 20Gbps per altro contenuto. Su questa rete abbiamo tutte le attrezzature nello stadio. Tutti i router e le reti sono di solito testati alcuni mesi prima”.

Sicurezza e infrastrutture

Euro 2016 è stato un evento importante per avere un maggiore accento sulla sicurezza della rete, non solo in termini di come la UEFA ha affrontato le minacce da un punto di vista tecnico, ma come ha indottrinato il personale e i volontari.

“La sicurezza informatica non sparirà,” dice Marion. “Dal 2012, è diventato un punto molto importante per noi, quindi lo stiamo esaminando in tutti i settori: da come influenza i nostri sistemi interni a come proteggiamo contro likes of DDOS. Per il 2016, questo è stato uno dei maggiori progressi. Nel 2012 avevamo delle contromisure, ma ci sono servite molto per il 2016. Per sei settimane abbiamo volontari, reti e computer ovunque dentro e fuori. Abbiamo persone che gestiscono queste cose, quindi è difficile per loro comprendere questi concetti. Facciamo sedute di sensibilizzazione ma è difficile”. Con un mandato che comprende tutta l’Europa, spunti temporanei richiesti dai fan e un rapido lancio di tornei, avreste pensato che UEFA fosse il candidato ideale per il cloud computing? La UEFA sta abbracciando il cloud ma a un ritmo più lento e crede che un approccio ibrido in futuro sia il giusto modo.

Per molti anni abbiamo avuto processi in outsourcing come un servizio gestito” aggiunge Marion. “Qualche anno fa guardammo verso il cloud ma era troppo presto. Nel momento in cui abbiamo trovato una soluzione SaaS l’abbiamo usata. IaaS come AWS o Azure, lo utilizziamo soprattutto per i siti web. I nostri sistemi di base sono gestiti da hosting, ma saranno gradualmente spostati verso il cloud, soprattutto quando troveremo il giusto servizio. Quando abbiamo bisogno di elasticità usiamo il cloud”.

Euro 2020

La connettività sarà il più grande problema in Euro 2020, secondo Marion. Quando UEFA si occupa di un singolo host o di un co-host, di solito lavora con i più grandi fornitori di reti (Orange in Francia o BT nel Regno Unito)  per gli stadi e gli altri servizi chiave come i Broadcast Centers International (IBC).

“Trovare un fornitore per tutte le 13 nazioni rappresenta una sfida che UEFA non è abituata ad affrontare. Euro 2020 sarebbe stata un’esperienza molto diversa 20 anni fa!” afferma. “Produciamo un sacco di contenuti e li spingiamo all’IBC tramite la fibra poiché il satellite non è abbastanza veloce e dobbiamo trovare un modo per farlo nel 2020. Per noi nel 2020 non esiste operatore in tutte le 13 città e l’IBC potrebbe non essere nemmeno in uno dei paesi ospitanti. Penso che sarà un progetto interessante e stimolante. Quest’estate dovremo avere una buona idea e quest’inverno avremo la risposta definitiva”, dice Marion.

a cura di Steve McCaskill di Silicon UK