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Connecting Europe Broadband Fund: un nuovo fondo UE per la banda larga

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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Il Connecting Europe Broadband Fund vuole favorire i piccoli progetti per la creazione di reti a banda larga nelle aree meno coperte dell’Unione

La Commissione Europea e la EIB (European Investment Bank) hanno annunciato la creazione del Connecting Europe Broadband Fund, un fondo di investimento che raccoglierà contributi pubblici e privati per poi investirli in progetti che incrementino la copertura delle reti a banda larga nelle zone meno servite dell’Unione. Il fondo si avvia con la partecipazione di tre enti promotori: l’italiana Cassa Depositi e Prestiti, il KfW Bankengruppe per la Germania e la Caisse des dépôts et consignations francese.

La nascita del Connecting Europe Broadband Fund è legata al fatto che i piccoli progetti di sviluppo delle infrastrutture broadband non hanno facilmente accesso ai fondi europei e per questo le iniziative di copertura di aree poco popolate dipendono dalla presenza di investitori privati. Questi però devono avere il loro ritorno economico e non sempre ciò è possibile nelle aree più svantaggiate. Questo gap del mercato è proprio l’elemento che il fondo vuole colmare.

European-Commission-flags_1Nelle intenzioni il Connecting Europe Broadband Fund dovrebbe raccogliere almeno 500 milioni di euro nella sua prima fase di coinvolgimento degli investitori. Cento milioni verranno direttamente dalla Commissione attraverso la Connecting Europe Facility, i tre enti promotori nazionali coinvolti nel lancio potrebbero anch’essi dare il loro contributo in questa fase iniziale.

L’obiettivo del Connecting Europe Broadband Fund è investire in 7-12 progetti di sviluppo delle reti a banda larga ogni anno, dal 2017 al 2021. Ogni investimento potrà essere da 1 a 30 milioni di euro, in progetti che comunque non potranno superare i 150 milioni di euro di valore complessivo. Entro il 2021 il fondo dovrebbe aver investito in venti nazioni diverse della UE.