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Cisco aggiorna i sistemi convergenti UCS per data center

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Cisco con server e switch rinnova UCS e la strategia per i data center. Sono 400 le organizzazioni che hanno adottato una soluzione UCS dal luglio dello scorso anno

Cisco ha presentato una serie di nuovi server , blade e rack, tecnologia di input output e switch multilivello come parte di una nuova generazione – la seconda- del suo Unified Computing System (UCS), l’architettura per il data center che ha sparigliato le carte del mercato , mettendo Cisco in piena concorrenza con HP, Ibm e Dell. I server di Cisco si basano sui nuovi processori Xeon 7500 di Intel e ne sfruttano a pieno le capacità di virtualizzazione
A poco più di un anno dal primo annuncio  della sua nuova visione per il data center , ancora una volta computer, storage, networking e software di gestione convergono in un’unica soluzione realizzata con l’appoggio di Intel, Vmware ed Emc. I medesimi partner che hanno formato nel novembre dello scorso anno   il consorzio VCE—Virtual Computing Environment— per creare quei sistemi per il cloud computing che integrando hardware e software hanno preso il nome di vBlock.  

La strategia di Cisco per il data center evolve in funzione delle nuove esigenze delle imprese e dei service provider che stanno adottando molto rapidamente le tecnologie di virtualizzazione . Secondo dati resi noti da Cisco sono 400 le organizzazioni che hanno adottato una soluzione UCS dal luglio dello scorso anno.

L’impatto della mossa di Cisco aveva provocato soprattutto la reazione di HP , che da partner si è trasformata in una soluzione alternativa per i data center costruita, lato networking, sull’evoluzione dell’offerta Procurve e con l’acquisizione di 3Com. In conclusione Cisco non ha poi rinnovato il suo accordo di partnership di canale e di system integration con HP.  
Una caratteristica importante dei nuovi server di Cisco che si basano sui processori Xeon della serie Nehalem EX a 4 e 8 core ( B440 M1 e C460 M1) è il supporto di un’architettura di I/O , chiamata FEXlink, che ottimizza prestazioni e larghezza di banda .L’intento è di portare lo switching del fabric dei data center più vicino ai sistemi : si arriva a 160Gbps per ogni blade server , quattro volte le prestazioni tradizionali. Anche altri componenti di storage e switching già supportano FEXlink,che permette il collegamento di switch a 8Gbps su Fiber Channel. Altri sistemi rack e server utlizzano gli Xeon 5600 Westmere EP a sei core .
Nuovi anche due extender Nexus della serie 2000 che arrivano a 32 porte Ethernet a 10 Gbps e abilitano i collegamenti FCoE. Al centro delle novità per San vi è il nuovo switch Mds 9148 che supporta fino a 48 porte FC a 48 Gbps.   Il software di gestione ( UCS manager) si integra con i tool di provisioning dei principali vendor: Bmc Software, CA, Emc, HP e Ibm.