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CIO italiani: Tendenza ad investire, anche se con poco budget

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

Segnali di flessione del fenomeno di razionalizzazione dei costi, a favore di un atteggiamento più propositivo che guarda all’IT per innovare, nonostante la spesa IT sia in calo del 4,1% per i 70 Cio delle più grandi aziende private italiane. E’ quanto emerge dalla ricerca Cio Survey 2010 di NetConsulting

La forte razionalizzazione dei costi, che ha caratterizzato la strategia delle aziende nel biennio appena passato, non è più l’unica arma dei  Cio italiani per far fronte alla difficile situazione economica, nonostante rimarrà strategica ancora per tutto il biennio  2010-2011 (dal 90% è scesa al 62,9%). 
E’ un segnale da leggere in modo positivo anche se le strategie di cost saving continueranno,  perché i 70 Cio delle grandi aziende private coinvolti nella ricerca “CIO Survey 2010” condotta da NetConsulting  (promossa da HP, Microsoft e Telecom Italia) sembrano privilegiare quest’anno nuove strategie per far fronte alle difficoltà palesi del mercato.  Prioritarie per il 62,9% del campione diventano le scelte di business legate al miglioramento dei processi e le relazioni con i clienti, il che si traduce nella volontà di adottare strumenti di IT Governance e Web 2.0, e nella ridefinizione continua di una offerta commerciale che risponda alle esigenze della clientela.

Nel biennio appena trascorso la crisi ha coinvolto tutti i livelli e tutte le business unit delle aziende, inclusi i sistemi informativi. I Cio, senza budget e ristretti in uno spazio di manovra delimitato dalle scelte dei Cfo e dei Ceo, hanno dovuto rinegoziare continuamente i contratti con i vendor hardware e software, in molti casi rinviare la decisione di rinnovare il parco hardware, chiudere commesse con piccole strutture a vantaggio di fornitori importanti di servizi. La gestione attenta dei partner li ha portati a privilegiare contratti di outsourcing  (+4,4% rispetto al 2009) soprattutto per la parte infrastrutturale, legata alla gestione dei posti di lavoro, e li ha costretti ad avviare processi per bilanciare risparmio e innovazione.  Una via obbligata.

Così ora i Cio spingono per migliorare l’efficienza economica delle propria divisione IT, nonostante i loro budget siano in contrazione del 4,1%. Per la parte infrastrutturale il 35,7% del panel ha progetti legati al rinnovo e all’aggiornamento del client, dei server (sempre il 35,7%) dimostrando molta attenzione per le tematiche di virtualizzazione e sicurezza. In ambito applicativo, invece, c’è un costante impegno verso progetti di Business Intelligence (54,3%), Amministrazione, Finanza e Controllo (38,6%) e, quasi a sorpresa, in ambito documentale (35,7%) perché il costo della gestione del ciclo completo del documento, dalla nascita all’archiviazione, non può essere sottovalutato. L’allineamento dell’IT al business privilegerà anche strumenti di cloud computing, un’area ad alto potenziale di crescita nel medio periodo.

Ma, nonostante gli investimenti si muovano, l’ultimo dato riporta l’attenzione sull’intero mercato: il 60% delle aziende del panel stima che la ripresa economica non sarà prima del 2011 e poco meno del 19% attende il ritorno della crescita solo a partire dal 2012.  E se lo dicono i 70 Cio più importanti, che gestiscono il 40% della spesa IT nel nostro paese, un po’ di preoccupazione ancora rimane nell’aria.