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Chinelli (Avanade): “La migrazione a Windows 7 sarà utile e non traumatica”

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Il chief technical officer della filiale italiana di Avanade analizza punti di forza ed elementi di attenzione per le aziende che vogliono innovare introducendo la nuova versione del sistema operativo Microsoft

Dopo l’infelice esperienza di Vista, Microsoft ha prestato la massima attenzione al nuovo sistema operativo, Windows 7, nella speranza di favorire la migrazione dai vecchi ambienti, che non è avvenuta con il rilascio del precedente Os. Le aziende, inevitabilmente, stanno prestando la massima attenzione alle caratteristiche del nuovo ambiente, per capire se la migrazione da Xp e Windows 2000 sia effettivamente consigliabile.

Qualche indicazione arriva da Roberto Chinelli, chief technical officer (Cto) di Avanade: “Vista proponeva evoluzione anche interessanti, ma non prestava attenzione al contingente. Introdurre una nuova piattaforma desktop è costoso e l’analisi sul Tco faceva emergere come l’investimento non fosse destinato a ripagarsi e il beneficio era troppo basso rispetto alla dolorosità dell’operazione nel suo complesso”.

Resta però il fatto che molti parchi hardware sono vecchi e anche mantenerli così come sono ha un prezzo destinato sempre più a crescere in termini di manutenzione e risorse. Quindi, un’evoluzione è inevitabile. Sarà Windows 7 a rendere più agevole il passaggio? “Certamente, Microsoft ha posto una maggior attenzione al rapporto costi/benefici, consentendo un processo di migrazione più graduale e focalizzato innanzitutto sulle applicazioni che effettivamente si usano in azienda”, risponde Chinelli

Una cosa è certa: prima di procedere, è altamente consigliabile censire il parco applicativo presente in azienda e comprendere quello che effettivamente viene usato (spesso non più del 20% di quanto installato): “Rispetto a Xp, che generava un legame stretto fra Os, applicazioni e dati, Windows 7 e l’ambiente di virtualizzazione consentono di separare maggiormente questi elementi – aggiunge il Cto di Avanade -. E poi c’è sempre la possibilità di passare all’Xp mode, per ritrovare il look and feel di Xp e mantenere la compatibilità con il pregresso”. Va aggiunto che Microsoft ha fatto parecchio lavoro anche per rendere possibile l’installazione e l’utilizzo di Windows 7 anche su hardware vecchio, naturalmente accettando l’idea che le prestazioni non saranno il massimo.

Produttività, sicurezza e gestione sono invece gli aspetti portanti del nuovo sistema operativo. Nel primo caso, Chinelli sottolinea l’integrazione forte con i motori di ricerca, grazie alla funzione integrata già nell’Os, che rende più agevole reperire documenti o file all’interno o all’esterno dell’azienda. “Ma Windows 7 presta attenzione anche all’accesso ai dati. Con Direct Access è più facile arrivare ai dati aziendali per gli utenti medi, quindi non esperti, mentre per chi ha filiali o uffici distribuiti, la funzione Branch Cache avvicina la periferia al centro”. Sul fronte della sicurezza, ritroviamo Bit Locker, già presente in Vista, per la salvaguardia dei contenuti del disco, molto utile in caso di furto di pc, per esempio. Windows 7 la estende anche alle chiavi Usb. Inoltre, è stata rafforzata la possibilità di installare applicazioni seguendo group policy, arrivando a impedire che determinate applicazioni vengano eseguite se non se ne ha titolo. La gestione, infine, è diventata più semplice da remoto, soprattutto per quanto riguarda le configurazioni.

Secondo Avanade, in ultima analisi, chi deve pensare per primo a una migrazione verso Windows 7? “Chi ha un parco applicativo da verificare e non consolidato – risponde Chinelli -. Le aziende che hanno installato tante applicazioni possono prendere l’occasione del passaggio a Windows 7 per vedere cosa si ha in casa ed eliminare quello che non serve, ma comunque costa in termini di manutenzione. Così, l’investimento si ripaga rapidamente e ci si può concentrare sul cuore dell’It a supporto del business”.