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Carlesi (Blue Coat): La accelerazione delle WAN diventa virtuale

Giornalista. Ha collaborato con TechWeekEurope IT fin dal suo inizio

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Le appliance ProxySg di Blue Coat diventano virtuali in ambiente Windows Server. Ne parliamo con Davide Carlesi, responsabile per l’Italia di Blue Coat Systems

Come Riverbed, anche Blue Coat ha imboccato decisamente la strada della virtualizzazione come strumento per ottenere i massimi risultati nella ottimizzazione dei collegamenti su rete geografica ( WAN). E ancora una volta la piattaforma di virtualizzazione scelta è quella di Vmware , che attraverso il suo programma Vmware Ready sta attirando la collaborazione di molte terze parti attorno a vSphere. Nel caso di Blue Coat si parla della realizzazione di una appliance virtuale tramite la quale i dispositivi fisici della gamma ProxySg sono messi in grado di funzionare in maniera virtuale su un server standard in architettura X86 , meglio se multicore, sul quale gira il sistema operativo Windows Server 2008.

Come spiega a Eweekeurope.it Davide Carlesi, che ha la responsabilità per l’Italia di Blue Coat Systems, non si tratta di una sostituzione delle appliance fisiche che portano lo stesso nome, quanto di offrire un’opzione alternativa di accelerazione delle WAN che trova applicazioni interessanti negli uffici decentrati la cui gestione è resa difficile dai costi crescenti della banda, dai costi di gestione dell’infrastruttura IT di filiale ( server e backup dei dati ), fin alla mancanza di disponibilità di personale tecnico esperto . Una situazione che nei piani di Carlesi potrebbe trovare riscontro di mercato in una realtà come quella italiana formata da imprese medio piccole, spesso organizzate su sedi diverse.

Dave Ewart, product marketing manager di Blue Coat per la regione Emea , si incarica di spiegare l’inserimento della nuova appliance virtuale Provxy Sg nel listino della società come il primo passo compiuto all’interno di una strategia di espansione di Blue Coat ( che sta anche migliorando le sue prestazioni finanziarie) oltre la semplice offerta di appliance . Il software che concretizza la ProxySg virtuale si appoggia sui servizi IT compresi nel server di Microsoft ( Printing, DNS, DHCP, Active Directory) per accelerare diverse applicazioni aziendali centralizzate come l’accesso da remoto ai file , la posta elettronica, le operazioni di backup, fin all’ottimizzazione di SharePoint ed Exchange, sia che risiedano su server interni sia che operino in ambiente cloud. Ma anche soluzioni di sicurezza UTM come firewall, intrusion prevention e VPN che fanno parte dall’altra offerta classica di Blue Coat prima della acquisizione di Packeteer.

Le ProxySg sono disponibili diverse taglie e possono essere installate in filiali di aziende con un numero variabile da 10 a 300 utenti simultanei. Ora che l’appliance virtuale ha ottenuto lo stato Vmware Ready verrà inclusa nel Virtual Appliance MarketPlace di Vmware.

A livello commerciale, ricorda Carlesi, le appliance aprono nuove opportunità anche per il canale italiano. L e tecniche di virtualizzazione permettono ai partner di avvicinare nuovi clienti e costruire demo o casi pilota in modo molto veloce senza dispendio di risorse di personale. Carlesi punta su quella quota di partner Blue Coat che dispongono di una doppia certificazione Vmware e Blue Coat. E ricorda due fatti : le appliance virtuali ProxySg son state sottoposte a test di collaudo presso Dell sui sevrer Poweredge (ma l’accordo di commercializzazione con Dell vale solo per gli Usa), mentre l’altro partner globale per l’offerta di accelerazione di Blue Coat è Dimension Data.