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Bevilacqua (Cisco): Restituire valore alla società

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent’anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

Una chiacchierata con David Bevilacqua, amministratore delegato di Cisco Italia, su agenda digitale, sensibilità sociale, cloud e comportamento delle aziende. Passando per il video, che abiliterà la rete

C’è un po’ di rammarico nella voce di David Bevilacqua, amministratore delegato di Cisco Italia, nel dare un giudizio sull’Italia digitale di oggi, ripensando alle eccellenze nella ricerca e all’Italia del 2000, “che era un paese moderno dal punto di vista tecnologico, come dimostrano i centri di ricerca sulla tecnologia ottica a Vimercate, e che ora un paese moderno non sembra più”. Il punto è l’agenda digitale, che è fondamentale per lo sviluppo del paese e che necessita di essere stesa al più presto, a vantaggio della competitività del Paese: “E’ necessario – esordisce Bevilacqua – che l’Italia si doti di un’agenda digitale per trattenere investimenti  e investitori e riportare l’entusiasmo e l’eccellenza di dieci anni fa”.

David Bevilacqua, amministratore delegato di Cisco Italia
David Bevilacqua, amministratore delegato di Cisco Italia

Snocciola dati il manager su rapporto tra pil e innovazione tecnologica  (“l’Italia è a 27esimo posto”), sullo scarso livello di educazione al Web (“Si pensa spesso  solo ai mali di Internet, quali pedofilia o pirateria”), sul ruolo delle aziende del settore che “ormai non devono vendere semplicemente tecnologia ma produttività”.

Un concetto che è stato bene recepito anche dai partner che lavorano con Cisco (“Soffre chi si concentra sul volume e sul pricing dei prodotti, va bene chi punta al valore), e da alcuni settori del mondo enterprise: banche, retail e logistica integrata (“tre mondi che guardano all’Ict come  a un fattore abilitante”).  E incalza Bevilacqua: “Per le pmi è stato toccante il tema del credito in questi anni difficili, e per questa ragione l’attività di Cisco Capital a supporto della crescita degli investimenti ha ben funzionato. Pubblica amministrazione e privati continuano a muoversi con logiche diverse: la prima con interessanti esperimenti in alcuni settori, come nella Sanità, dimostrando la voglia di fare, i secondi spingendo la consumerization dell’IT in azienda, un fenomeno  che cambia le policy aziendali ma che porta maggiore flessibilità e competenze, agevolando nuovi talenti e il business”.

Per le aziende strategici sono già i temi di virtualizzazione e data center sui quali Cisco sta investendo e, “considerando che era un mercato dove tre anni fa non eravamo presenti, il 10,5% di market share attribuitoci da Idc non può che essere un buon  segnale, ottenuto anche grazie alle alleanze strategiche, come quella con Wmware e Emc. Come, sempre più centrale, diventa il tema del risparmio energetico: in questo ambito Cisco ha avviato l’iniziativa EnergyWise che coinvolge 14 aziende italiane dell’elettronica e dell’IT per sviluppare una soluzione di Energy management  per la gestione del consumo energetico.

E poi – continua Bevilacqua – tutto questo parlare di cloud, che “non è altro che il mainframe di 30 anni fa, ma ai tempi la rete non aveva l’intelligenza per distribuire i dati su qualsiasi device, a differenza di oggi. Il cloud funziona solo se si ha una infrastruttura adeguata che lo supporta, ma questa dipende dagli investimenti  broadband che si vogliono fare, richiede un approccio sistemico che riguarda operatori, pubblico e privato”. E si ritorna al punto di partenza, a parlare di agenda digitale, di banda larga (“il video e la video collaboration saranno le applicazioni abilitanti della banda”), di carenze strutturali. Insomma, un gatto che si morde la coda…

Ma c’è molto da fare sin da subito nel sociale. L’attenzione di Cisco si declina in diverse attività, dalla Networking  Academy (“l’85% dei 12.000 studenti italiani che la frequentano trovano lavoro entro l’anno o migliorano la loro posizione”), ai corsi  presso le scuole elementari (“80 dipendenti Cisco sono impegnati nel formare 2.600 studenti delle 4° e 5° elementari, oltre a genitori e docenti“),  all’iniziativa di solidarietà Donation Bay a sostegno di onlus, seguendo il principio che “un’azienda deve restituire valore alla società”. Restituire alla società, un bel concetto: si riparte da qui (anche in una fase in cui Cisco sta rifocalizzando le sue attività, ritornando alle origini).

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