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Assintel Report 2018, cresce l’IT ma si fa Digital Transformation al risparmio

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l’evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Luci e ombre per l’IT italiana, il mercato ICT cresce del 3,1 percento, ma l’idea di Digital Transformation che pervade le nostre realtà nel complesso non è ‘disruptive’. Solo un’azienda su dieci punta ad accelerare i processi. I dati di Assintel Report 2018

Emergono luci ed ombre dai dati di Assintel Report 2018, perché a fronte di un ottimismo quasi necessario, che emerge dalla presentazione dei numeri, Fabio Rizzotto, Head of Local Research & Consulting di IDC Italia, non può fare a meno di raccontare anche le evidenze degli stessi, che a nostro avviso non sono quelli di una rivoluzione digitale in corso.

Sì, l’Information Technology cresce, con un buon segno positivo, del 3,1 percento per il 2017, con il mercato ICT che complessivamente vale 30 miliardi di euro, ma con una stima per il 2018 del tutto ridimensionata al +1,9 percento (vogliamo ricordare che nel 2011, in piena crisi pur con il rimbalzo da -7,7 percento dell’anno precedente si chiuse con +2,2 percento). Cresce l’hardware (+6,2 percento), crescono software e servizi (+3 e +1,5 percento), in decrescita invece le Telecomunicazioni (-1,6 percento). L’ottimismo dovrebbe quindi arrivare dalle tecnologie chiave legate alla terza piattaforma, dove si investe spostandosi dalle voci di spesa dell’IT tradizionale.

E’ così ma la crescita a doppia cifra per IoT (16,4 percento), Cognitive Computing (+20,5 percento), Cloud (+27,8 percento), Big Data e Analytics (+20,9 percento) e Realtà Aumentata e Virtuale (addirittura +335,6 percento) è facile comprendere come sia rappresentata da percentuali bulgare in parte ingannevoli, da un lato perché si parte oggettivamente quasi da zero, dall’altro perché rappresentano uno spostamento, appunto, dall’IT tradizionale a quella del futuro, all’interno di una crescita che invece c’è, ma è quella che è, in parte ridimensionata già nel 2018, proiettata su questi ordini di grandezza, anche per gli altri due anni successivi.

Dallo spaccato quindi dei dati emergono i rilievi positivi. Si cresce perché effettivamente si contraggono prodotti e servizi dell’ICT tradizionale, consolano quindi gli “spaccati” dei quattro macro segmenti, mentre c’è tanto lavoro da fare ancora anche per quanto riguarda la sensibilizzazione culturale, considerato come il 48 percento della spesa ICT prevista sarà riconducibile alle grandi aziende, con le nostre PMI prudenti, ma per nulla ferme.

Assintel Report 2018 - Il mercato ICT
Assintel Report 2018 – Il mercato ICT

Molto bello e positivo il dato degli investimenti per quasi un quarto degli investimenti (7 miliardi) da attribuire al comparto Manifatturiero, seguito dal Finance. C’è più fiducia per il 2018, ma allo stesso tempo non mancano le incognite.

E così le preoccupazioni prime restano relativamente conservative, per esempio con oltre il 60 percento del campione (1000 aziende) che pone tra le priorità per il proprio business 2018 il miglioramento della soddisfazione/fidelizzazione dei clienti, mentre più di una realtà su quattro dichiara come secondo obiettivo assoluto la riduzione dei costi aziendali, ma anche l’incremento della produttività del lavoro e della redditività.

Solo un’azienda su dieci pensa di aggredire nuovi mercati o accelerare i processi e meno di due su dieci pensano di sviluppare nuovi prodotti e servizi. Sembra evidente come si possa parlare ancora di una Digital Transformation decisamente “zoppa”, che pensa ancora a ridurre costi e incrementare la produttività e i margini, tra l’altro dopo anni di cure da cavallo, mentre solo in pochi casi è volta rivoluzionare i propri modelli e processi (circa uno su dieci). 

I settori più ottimisti restano quello del Turismo, il Commercio al Dettaglio e le Banche, ma i nodi vengono presto al pettine: quasi il 50 percento delle grandi aziende espanderà con decisione gli investimenti ICT dei prossimi anni, ma una microimpresa su 5 assolutamente no.

E non solo per la mancanza di risorse. Insomma, da noi la Trasformazione Digitale per ora è quella che altri Paesi in Europa e gli Usa hanno affrontato con la prima ondata di cloud computing, volta quindi all’efficientamento e alla razionalizzazione delle risorse IT che drenano ancora troppo denaro per la gestione ordinaria.

Giorgio Rapari, Presidente Assintel
Giorgio Rapari, Presidente Assintel

Ecco quindi che il bilancio sui dati del rapporto di Giorgio Rapari, Presidente di Assintel, dovrebbe suonare ancora come un campanello di allarme, un pungolo, anche se da questa edizione, dopo un certo numero di anni di monito, necessariamente serviva un messaggio positivo e di azione, che arriva: “Siamo in un Paese a più velocità in cui ancora ampie sacche di aziende, inclusi alcuni operatori ICT, restano in una zona comfort pericolosa ai margini della trasformazione per questo la nostra azione associativa percorre tre binari principali: sensibilizzare e dare supporto concreto alle nostre aziende ICT, fare pressing politico per sostenere la strategia digitale sia nei confronti delle imprese, sia della Pubblica Amministrazione, e infine lavorare a stretto contatto con la Domanda attraverso iniziative di sensibilizzazione culturale” .