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Ancora NGN al centro del dibattito

Giornalista. Ha collaborato con TechWeekEurope IT fin dal suo inizio

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Si parte con un censimento sulla fibra. Ma l’accordo tra gli operatori non c’è. Si parla di un modello di transizione dal rame alla fibra che prenderà il via con un completamento previsto a tre anni. Quasi un’infrastruttura unica, ma con due tecnologie di accesso

Si riunisce il tavolo tecnico per lo sviluppo della futura rete NGN e parte una strategia di compromesso commerciale e tecnica tra Telecom Italia come incumbent e gli altri operatori alternativi. Si parla di un modello di transizione dal rame alla fibra che prenderà il via con un completamento previsto a tre anni.  Quasi un’infrastruttura unica, ma con due tecnologie di accesso (Gpon e Ftth per to peer ) per la fibra ottica e ancora un largo uso del rame.

Dalla settimana che inizia partirà un censimento delle risorse attuali già posate sulla fibra ottica.  Secondo il comunicato ufficiale governativo, gli operatori italiani delle telecomunicazioni hanno raggiunto un accordo sull’infrastruttura necessaria per portare anche in Italia la banda larga ultraveloce.  E’ il punto provvisorio di arrivo di un lungo dibattito sulla NGN bloccato sul piano operativo da problemi di finanziamento e dal rifiuto dell’ex monopolista Telecom Italia di aggiungere le sue forze a quelle degli operatori alternativi (Wind, Fastweb, Vodafone con Tiscali e BT) su un progetto comune che si prevede costosissimo e che entrambe le parti non hanno la forza finanziaria di completare.

Fastweb, Wind e Vodafone avevano annunciato un piano per la messa in funzione di una rete a fibra ottica da 2,5 miliardi di euro aperta a partner pubblici e privati, ma Telecom Italia aveva rifiutato di aderire. Poi qualche giorno fa l’uscita dei provider alternativi dal comitato consultivo su i piani della banda larga Erano a confronto due piani per un accesso aperto : 15 grandi città nei prossimi cinque anni oppure una proposta sull’ultimo miglio per portare l’acesso a 100 Mbps al 50 per cento di residenti e aziende entro il 2018.