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Amdocs con la Linux Foundation accelera l’adozione di standard Sdn e Nfv

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

La società ha un approccio omnicomprensivo per trasformare l’azienda al fine di essere pronta per affrontare la multicanalità

Amdocs è un’azienda che da oltre trent’anni si occupa di sviluppo e fornitura di servizi e soluzioni software per l’ottimizzazione della customer experience per i service provider. La società si rivolge a realtà che operano in diversi settori tra cui service provider di tecnologie wireless, wireline, a banda larga, via cavo, via satellite e di servizi finanziari mobili.

Stefano Canepa, responsabile di Amdocs per l’Italia, ha sottolineato come l’esigenza, anche per AT&T, di portare molte intelligence che si trovano nella rete di singoli dispositivi a un livello superiore. “Operiamo con orchestrator software Nfv che è il cappello su cui lavoriamo e a cui aderiscono realtà come Orange e altri operatori ; è un’iniziativa open source e per queste realtà siamo dei system integrator, ecco perchè abbiamo sottoscritto l’accordo per essere parte della Linux Foundation”.

Stefano Canepa, Amdocs
Stefano Canepa

Amdocs ha siglato la partnership con Linux Foundation per accelerare l’adozione globale della piattaforma ECOMP (Enhanced Control, Orchestration, Management and Policy) e contribuirà all’utilizzo degli standard Sdn e Nfv. Questo nuovo progetto renderà la piattaforma ECOMP open source disponibile per service provider e sviluppatori cloud nel 2017. Inizialmente fu AT&T ad annunciare di voler costituire una community globale su ECOMP e di voler lavorare con Linux Foundation, quale promotore di questa iniziativa open source.

Dall’annuncio sia Bell Canada sia Orange hanno supportato lo standard. Amdocs, nel nuovo progetto di Linux Foundation, porterà le competenze nello sviluppo software assieme alla conoscenza del settore per favorire l’adozione di OpenECOMP da parte del mercato. Il 2016 è finito bene per la società. “Sviluppo del business e attività di recruitment di personale che va da personale per progetti di system integration, testing a personale di consulenza perché il nostro ruolo è anche quello di consulenza organizzativa e non solo tecnologica del cliente service provider. Abbiamo come obiettivo quello di installare anche in Italia un centro di sviluppo perché riteniamo ci siano le risorse di un certo livello. Oggi – prosegue – gli operatori italiani devono trasformare il loro business per passare a legacy telco che siano al passo con i tempi. Le telco stanno cercando di attrezzarsi per diventare più agili e migliorare l’esperienza utente che non è a livello dell’azienda utente. In Italia, i clienti sono quasi tutti service provider, lavoriamo direttamente con gli operatori telefonici e oggi vedremo le evoluzioni del mercato dopo la recente fusione Wind-Tre, l’arrivo di nuovi operatori e un’ipotesi che l’evoluzione del mercato non sia finita qui”, spiega Canepa.

La società ha un approccio omnicomprensivo per trasformare l’azienda, il business e i sistemi It al fine di essere completamente nuovi o quasi per affrontare la multicanalità: si pensi a un call center o negozi che vendano sia fisicamente sia attraverso l’e-commerce. “Il 2017 sarà un anno cruciale. La velocità tecnologica impone alle aziende di maturare e trasformarsi per poter rimanere competitive sul mercato e rispondere di conseguenza alle esigenze dei nuovi consumatori connessi. Se la parola chiave in questo ultimo periodo è “digitale” le aziende non possono prescindere da questo” afferma Canepa.  E dunque, in linea con gli obiettivi aziendali, ecco quali sono secondo la società le linee guida di quest’anno iniziato da un mese.fattura digitale

Rompere gli schemi per continuare il percorso di crescita digitale. “If it ain’t broke, break it!” è questo il mantra delle aziende che vogliono rimanere rilevanti nell’attuale mondo digitale. La maggior parte dei service provider ha già compreso l’importanza di rompere gli schemi tradizionali e sta già lavorando per creare strategie che guardano al digitale come primaria fonte di nuovi profitti, al fine di sviluppare modalità innovative di coinvolgimento degli utenti. Questo processo imporrà la realizzazione di un ambiente operativo agile e automatizzato.

Velocità e convergenza leve fondamentali per la trasformazione. La digitalizzazione dei servizi si traduce nel fatto che differenti tipologie di connettività e servizi verranno venduti: attualmente si focalizzano per lo più su servizi di comunicazione e media, ma probabilmente si estenderanno progressivamente ad altri mercati quali retail ed energia.

L’affermazione dell’intelligenza artificiale. I service provider stanno iniziando ora a sperimentare le tecnologie di intelligenza artificiale emergenti per migliorare il customer engagement, già fortemente richiesto e implementato attraverso i canali digitali, soprattutto per quanto riguarda la messaggistica. Inoltre, con la diffusione degli assistenti virtuali nei call center e sui social media questo trend continuerà a crescere.

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Esempi virtuosi di trasformazione. Un’azienda che sta già raccogliendo i frutti della trasformazione intrapresa è Telefónica, che punta a diventare entro il 2020 la “Onlife Telco” – ossia un’azienda che promuove una vita connessa per le persone che scelgono un mondo di infinite possibilità – attraverso un piano strategico focalizzato sui clienti e su aree strategiche quali connettività eccellente, offerta integrata, esperienza differenziante, Biga Data e innovazione, digitalizzazione end-to-end e semplificazione. Un altro esempio di trasformatore promettente è Orange, che con il suo nuovo piano strategico Essentials2020 si pone l’obiettivo di connettere le persone con tutto ciò che per loro è fondamentale strutturando servizi digitali che possano aiutare i consumatori a farlo in maniera sicura e abilitando una customer experience unica su base quotidiana. Infine, un pioniere nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale è Kyivstar Ukraine, che ha lanciato a luglio il chatbot di Facebook Messenger chiamato “Zoryana”, capace di rispondere alle domande dei clienti in russo e ucraino e la cui conoscenza cresce sulla base delle interazioni.