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Deutsche Telekom pronta a sfidare Google davanti all’Antitrust UE?

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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Secondo il New York Times, Deutsche Telekom starebbe per reclamare contro Google presso l’Antitrust europea: il nodo sono le regole imposte a chi vuole usare Android sui propri smartphone

Deutsche Telekom starebbe per presentare un reclamo formale all’Antitrust europea in merito a come l’inclusione dei servizi di Google all’interno di Android favorirebbe appunto l’offerta di Big G rispetto a quella di altri player. Lo riporta il New York Times, secondo cui il reclamo potrebbe essere presentato nel giro di qualche giorno e far rientrare anche l’operatore tedesco in una più ampia indagine che l’Antitrust europea sta portando avanti sul tema.

Questa mossa obbligherebbe Deutsche Telekom a motivare la sua accusa e l’operatore potrebbe quindi presentare come prove i profili di traffico, ovviamente resi anonimi, dei suoi clienti. Deutsche Telekom controlla anche l’operatore americano T-Mobile e altri operatori minori. In questo modo potrebbe mostrare quanto i servizi di Google sono usati rispetto ai potenziali concorrenti e l’Antitrust europea avrebbe più informazioni utili per le sue indagini.

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Il punto chiave della – per ora presunta – accusa di Deutsche Telekom sta nel cosiddetto MADA, o Mobile Application Distribution Agreement: è il contratto a cui deve sottostare qualsiasi produttore di smartphone o tablet che voglia includere app di Google sul proprio prodotto. È importante notare che il MADA non riguarda il sistema operativo Android ma in modo specifico le app di Google.

Quando afferma che Android è liberamente utilizzabile e modificabile da chiunque, Google dice la verità. Ma secondo i suoi critici le cose cambiano quando si vuole installare su un prodotto un’app di Google: in questo caso si deve accettare il MADA e ciò impone – sintetizzando – che insieme all’app voluta si installino tutte le applicazioni di Google previste dal documento, che certe app siano poste in particolare evidenza e che Google sia il motore di ricerca predefinito. Il MADA è in teoria un documento riservato ma è stato reso pubblico durante la causa di Oracle contro Google. Benjamin Edelman, docente della Harvard Business School, ne ha fatto una disamina approfondita a questo link.

Le indagini dell’Antitrust europea su Android si affiancano a quelle già avviate lo scorso aprile sulla presunta posizione dominante di Google nel mercato dei motori di ricerca. L’azienda americana ha già risposto formalmente alle accuse europee – ovviamente negandole – e parte delle sue motivazioni dovrebbe essere resa pubblica a breve in modo che altre parti interessate, in primo luogo i concorrenti di Google, possano dare la loro versione dei fatti.