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Pixel 2 XL, la sfida di Google a Apple e Samsung e l’esempio per gli altri

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Tutta l’intelligenza artificiale Google, una fotocamera ben ingegnerizzata e le caratteristiche che ci si aspetta da un top di gamma. Il salto nel futuro di Google con Pixel 2 XL è offrire la tecnologia che già c’è ottimizzata

Google ha definitivamente svelato il nuovo smartphone che punta a sfidare i top di gamma della concorrenza il nome era già noto, Pixel 2 XL aggiunge a tutte le caratteristiche che spiegheremo in dettaglio il beneficio di essere commercializzato anche in Italia e chi volesse spendere la mitica cifra di 989 euro (questo è il prezzo) più aggiungersi già ora alla lista d’attesa, mentre non è previsto al momento l’arrivo nel nostro paese dell’altro modello presentato semplicemente Pixel 2 (identico in tutto tranne che per la diagonale del display e la capacità della batteria).

L’aspetto esteriore non stupisce, più di tanto, ma è difficile inventare qualcosa di strabiliante ancora, per esempio non è disponibile la doppia fotocamera e tuttavia i primi commenti sul Web, anche con un unico obiettivo sembrano rilevare stupore e piena soddisfazione, e allora entriamo nei dettagli.

Google Pixel 2 XL
Google Pixel 2 XL

Pixel 2 XL arriva ovviamente con l’ultima versione del sistema operativo Android 8.0.0 Oreo (aggiornamenti tempestivi garantiti per almeno tre anni). Ha il display protetto da Corning Gorilla Glass 5, con la diagonale da 6″, schermo pOled in rapporto 18:9, risoluzione 2880×1440 un QHD+ quindi.

Il display occupa quasi tutto lo schermo, Google ha scelto quindi una soluzione non innovativa, già sperimentata per esempio anche da smartphone di fascia più bassa (LG Q6 per esempio, che resta il vendor di riferimento cui Google si è affidata anche per Pixel 2) e tuttavia decisamente comoda.

Lo smartphone è largo 7,62 cm e alto 15,7, lo spessore è di 7,6 mm per 175 grammi di peso, non sono pochi ma non è una caratteristica che disdegniamo perché offre la conferma di una buona solidità.

Niente record, anche perchè la filosofia di fondo di tutto lo smartphone è stata badare alla praticita. La scocca è in metallo, con il dorso in due colorazioni (la parte superiore dove è presente la fotocamera sembra in vetro) e al tatto rivela una finitura lievemente vellutata, la parte superiore è nera e quella inferiore bianca.

Lo smartphone è resistente all’acqua secondo il grado di protezione IP67, anche in questo caso con il semplice allineamento ai top di gamma più conosciuti (non parliamo di IP68). Interessante notare come si sia scelto di evidenziare il pulsante di accensione con una diversa colorazione, lo stesso profilo vede appena sotto il bilanciere per il controllo del volume.

Sul dorso è presente inoltre il sensore di impronte digitali. Scelta classica, nessuna rivoluzione. Sull’altro profilo è evidente invece un unico cassettino per la Sim. Il profilo inferiore ospita il connettore USB Type C, di rigore.

Soluzione interessante: Google ha predisposto una serie di tutorial per “cambiare famiglia” e per esempio passare anche da un iPhone al nuovo Pixel 2 XL con l’aiuto di un cavetto Quick Switch Adapter.

Google Pixel 2 XL - Resistente secondo lo standard IP67
Google Pixel 2 XL – Resistente secondo lo standard IP67

Il cuore pulsante è il processore top di gamma di Qualcomm, quindi Snapdragon 835 e gpu Adreno 540. Sono disponibili ben 4 Gbyte di Ram e 64 Gbyte di spazio di archiviazione (oppure 128 Gbyte), non è prevista possibilità di espansione.  Per quanto riguarda la batteria, Pixel 2 XL arriva equipaggiato con un sistema da 3520 mAh, Google vanta la possibilità di arrivare fino a sette ore di autonomia con appena 15 minuti di ricarica ma vuol dire avere l’opzione display sempre attivo disabilitata.

Il comparto della comunicazione radio prevede Bluetooth 5.0 (non è prevista la possibilità di utilizzare cuffie o accessori con la presa mini jack assente), e WiFi ac con 2×2 Mimo. Pixel 2 Xl è davvero universale per quanto riguarda la ricezione dei segnali di posizione con il supporto per Gps, Glonass, BeiDou, Galileo, previsto il supporto per NFC.

Il segnale di rete è da vero top di gamma, con supporto fino a CAT 15, ecco, l’universalità dell’approccio di Google in questo comparto è davvero più che completa. Completa anche la dotazione dei sensori, con anche il barometro, Active Edge e il sensore delle impronte Pixel Imprint che rientra nel solco della tradizione, rispetto alla scelta di autenticazione tramite lettura del volto e quindi foto/videocamera.

Google Pixel 2 XL, basta un’unica fotocamera posteriore

Arriviamo alla parte più importante anche per gli esperti di Google. E’ senza dubbio la fotocamera.

Unica e senza dati di specifiche da record, ma sotto il cofano c’è molto. Per esempio il sensore della fotocamera posteriore è da 12,2 MP, con apertura apprezzabile f/1.8, non è il sensore più sensibile sugli smartphone ma riserva importanti sorprese.

Come nei top di gamma più apprezzati è disponibile lo stabilizzatore ottico di immagine (oltre a quella elettronica di solito di serie), e la messa a fuoco automatica avviene tramite laser, a rilevamento di fase. Pixel 2 Xl sfrutta la tecnologia Dual Pixel quindi prevede l’utilizzo di un doppio fotodiodo per ogni singolo Pixel.

La qualità degli scatti, dai primi commenti è data da una raffica di scatti in sequenza, senza che il fotografo faccia nulla, che vengono poi confrontati per ottenere lo scatto migliore da proporre. E’ possibile riprendere infine video 4K fino a 30 fps e come per gli smartphone top di Apple saranno utilizzabili funzionalità relative alla realtà aumentata, e in questo campo spetta agli sviluppatori fare del proprio meglio. 

Il comparto multimediale infine prevede la dotazione di altoparlanti frontali stereo opposti, proveremo sul campo la loro bontà. Sono disponibili tre microfoni di cui uno utilizzato per la riduzione del rumore. 

Google Pixel 2 XL, la strategia e l’intelligenza… 

Non è stata per nulla breve la gestione di Google Pixel 2, il risultato è però uno smartphone di estrema concretezza, anche se dal prezzo oggettivamente stupefacente. Google ha voluto offrire uno strumento “universale” con caratteristiche da top di gamma, ma senza rivoluzioni tecnologiche.

Google Pixel 2 XL
Google Pixel 2 XL

La fotocamera è perfettamente ottimizzata, ma la tecnologia Dual Pixel non è nuova, così come l’idea di offrire lo scatto migliore tra i tanti proposti. Non è nuova nemmeno la tecnologia di autenticazione. E i dati di targa complessivi riconducono allo standard dei top di gamma. Per questo mille euro forse sono eccessivi.

Di sicuro, e qui sta il valore, possiamo pensare che Google 2 XL non deluderà per nulla per quanto riguarda l’integrazione hardware e software. Già all’epoca Nexus avevamo dichiarato la nostra predilezione per uno smartphone che garantisse aggiornamenti tempestivi, questo è un valore di cui tenere conto.

Google Pixel 2 XL - Con Connettore USB Type C
Google Pixel 2 XL – Con Connettore USB Type C

In più da Pixel 2 XL bisogna aspettarsi l’efficienza dell’assistente personale integrato, con una piattaforma hardware/software sviluppata “in casa”, non si può ricorrere ad alibi poi nel fornire i propri servizi allo stato dell’arte e ora Google – a differenza di Microsoft, ma come Apple invece – ha davvero un dispositivo all’altezza in questo senso. Già in questo caso specifico la prima sorpresa è la possibilità di attivare l’assistenza digitale semplicemente stringendo il telefono, e poi Pixel 2 XL è pronto per sfruttare Google Daydream View.