Mobility

Mazzola (T.net): le società di credito potrebbero essere più ‘amiche’

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

Ritratti 4.0 – Francesco Mazzola, ceo di T.Net Italia, si racconta e spiega, tra le altre, le ragioni per le quali considera le società di credito, abbastanza nemiche. Ecco un quadro completo, anche personale del manager

Francesco Mazzola, nel 2015, ha avviato la Business Unit IOT di T.net Italia e attualmente è impegnato nella costruzione di un Middleware per l’orchestrazione delle informazioni nei progetti di Smart Mobility e Smart Agricolture. Mazzola, ceo di T.net Italia, ha le idee molto chiare sul ruolo delle società del credito e non si esime dal raccontarlo, sottolineando soprattutto il ruolo del personale all’intero delle stesse. Alla domanda se le stesse siano più amiche o nemiche delle imprese, Mazzola spiega che secondo lui sono “…abbastanza nemiche. Non hanno personale qualificato in grado di comprendere il nostro business e sono più abituate ad altri tipi di finanza. Quello che abbiamo fatto lo abbiamo raggiunto nonostante tutto; se avessimo avuto maggiore sostegno avremmo fatto di più“. Per saperne di più e per conoscere la ‘persona’ Francesco Mazzola, oltre al manager, ecco qualche spunto…

Chi è Francesco Mazzola?

Ingegnere elettronico laureato al Politecnico di Milano e “arricchito” da corsi di formazione specialistici in giro per il mondo, dall’Università di Tsukuba in Giappone al San Diego Supercomputer Center negli USA. Dopo un’esperienza in Snamprogetti (ENI) a San Donato Milanese e in Agip Petroli, dal 2002 è CEO e CIO di T.net Italia che ha guidato verso progetti ambiziosi come la Rete Oncologica della Sicilia Orientale o il progetto di cloud ibrido realizzato nel 2014, diventato un caso studio Emear di Cisco Systems. Dal 2007 si occupa di sviluppo cognitivo, machine learning (HIS, Pollution Air Modeling) e Software Defined Network. 

Cosa ne pensa del rapporto tra IoT e sicurezza?
È un tema che sto tenendo d’occhio; una volta che un gran numero di dispositivi sarà connesso sarà imprescindibile occuparsi di chi può avere accesso ai dati sia per motivazioni legate strettamente alla sicurezza, ma anche peggio. C’è poi il tema della gestione di tutti questi dati che deve avvenire nel rispetto delle esigenze di salvaguardia e non di mercato per cui occorrerà ottenere appositi consensi. Sara certamente un aspetto su cui porre attenzione nel prossimo futuro; il middleware che stiamo sviluppato rappresenta una risposta quanto meno nei costi di applicabilità dei nostri progetti.

Francesco Mazzola

Se le dico cloud, cosa le viene in mente?
Dati, ottimizzazioni dei costi, maggiore sostenibilità nell’erogazione dei servizi, efficienza, sicurezza.

Quali sono le possibili applicazioni dell’Intelligenza artificiale nell’industria italiana?
Intelligenza artificiale è un concetto importante che risuona dai tempi in cui studiavo al Politecnico o a Tsuckuba, ma di fatto oggi preferisco avvicinarla al concetto di machine learning e al mondo degli algoritmi cognitivi e predittivi. La strada per l’intelligenza artificiale è ancora lunga, figuriamoci le implicazioni in Italia, tipicamente assai più lenta di tutti i Paesi UE nelle adozioni delle più recenti tecnologie.

Società di credito: più amiche o nemiche del mondo It?
Direi abbastanza nemiche. Non hanno personale qualificato in grado di comprendere il nostro business e sono più abituate ad altri tipi di finanza. Quello che abbiamo fatto lo abbiamo raggiunto nonostante tutto; se avessimo avuto maggiore sostegno avremmo fatto di più.

Cosa chiederebbe a una società di credito?
Chiederei di dotarsi di persone in grado di comprendere nuovi modelli di business. Non ha senso chiederci di presentare un Business Plan, se poi il funzionario non capisce nemmeno i meccanismi di aumento di capitale con esclusione del diritto di opzione…
Chiederei anche tempi compatibili con il mercato: un’operazione non può essere perfezionata dopo sei mesi.

Crede che il rapporto con queste società limiti lo sviluppo del suo business?
Sicuramente, ogni volta che ci siamo aggiudicati un nuovo contratto il problema principale è stato quasi sempre di ordine finanziario. Se non fosse stato per i soci o i fornitori, il Sistema Creditizio non avrebbe reso possibile il raggiungimento di nostri traguardi importanti, due dei quali diventati case study Internazionali, che qui cito: Elabora, la società in house di Confcooperative per cui abbiamo realizzato un Cloud Data Center a Milano e Concessioni Autotradali Venete, per cui abbiamo ridefinito il sistema di Comunicazione Unificata.

Francesco Mazzola

Cosa frena le aziende nell’adozione di strategie e strumenti digitali?
In Italia direi una pigrizia congenita nell’adozione della tecnologia e uno scetticismo di fondo sulla sua capacità di ottenere efficienza, unita all’inadeguatezza del personale che è rimasto “indietro”, un po’ anche per colpa delle aziende che non investono in formazione e vedono l’IT come un centro di costo e non come un’opportunità.

Industria 4.0: nuova linfa al piano Calenda. Cosa ne pensa?
Un primo approccio all’innovazione ma di cui credo non vedremo grandi risultati. La tassazione in Italia resta troppo alta e sottrae risorse agli investimenti. Il prossimo governo dovrebbe occuparsi di efficienza, riduzione delle spese inutili e di una sostanziale riduzione delle tasse alle imprese e del cuneo fiscale.

I robot ci ruberanno il lavoro?
Tutti i lavori ripetitivi saranno sostituiti da macchine e circa il 70% della forza lavoro attuale in uno scenario a 20 o più anni verrà rimpiazzato dai robot. Ma nel frattempo nasceranno nuove professioni per l’uomo.

Che idea ha dello smart working?
Legislazioni e mentalità sono tutt’altro che smart per cui anche se l’idea è di per sè interessante l’applicabilità in ambiti aziendali è ridotta.

Come deve comunicare oggi un’azienda nell’era dei social network?
Deve raccontare in modo più semplice possibile, utilizzando i mezzi più fruibili. Noi ad esempio utilizziamo molto youtube che, tra i canali di comunicazione di massa, è uno dei più utilizzati indipendentemente dall’età del pubblico.

Quali sono i suoi hobby?
Ho quattro figli di cui due di 4 e 2 anni, dedico a loro tutto il mio tempo libero. Una volta adoravo sciare (acqua e neve) e andare sott’acqua. Sono un terzo grado CMAS e ho girato quasi tutte le barriere coralline… Ogni tanto qualche immersione riesco a farla ancora.

Qual è il pregio che ammira di più nelle persone e quale è il difetto che proprio non le va giù?
L’onesta e la trasparenza sono quanto prediligo, tradire la fiducia dell’altro è il peggio secondo me.

Direbbe grazie a…e perché?
A Giulio Mussone, il mio capo in Snamprogetti; un uomo di grande cuore che da giovane mi ha dato l’opportunità di partecipare a un progetto importante e che mi ha sostenuto quando all’età di 25 anni ho perso mio padre.

Come si è avvicinato al mondo dell’Ict?
Non mi sono avvicinato al mondo dell’ICT, sono sempre stato nel mondo dell’ICT! A 14 anni ho “portato” mio padre negli USA per farmi comprare un modem e a 16 ho pubblicato il mio primo software su una rivista specializzata.

A cosa deve il successo nel suo lavoro?
Allo studio e agli approfondimenti continui che tuttora svolgo.

Francesco Mazzola

Qual è l’oggetto più tecnologicamente avanzato che ha in casa sua?
A casa preferisco godere delle persone, della mia famiglia. E della natura.

Quanto tempo passa davanti alle mail sul cellulare, la mattina appena sveglio o la sera prima di coricarsi?
Dalla mattina appena sveglio alla sera prima di coricarmi 😊

Se fosse un piatto che piatto sarebbe?
Una chateaubriand.

Se fosse un quadro?
Non ho preferenze specifiche, ma adoro i pittori Rinascimentali.

Se fosse un film?
Schindler’s list.

Se fosse una stagione?
Autunno.

Se fosse una tecnologia?
Supercomputer.

Se non facesse il lavoro che fa, che lavoro farebbe?
L’economista.

Se avesse una bacchetta magica…
Sono membro dell’IEEE il cui payoff è ‘Advancing Technology for Humanity’, ma lavoro nel settore dell’Internet of Farm che ha l’obiettivo sfidante di non avere più gente affamata nel mondo entro il 2030. È uno dei più importanti, un Global Goals, il numero due dopo l’eliminazione della povertà, “0 Hunger in 2030”, spero di essere strumento per questo obiettivo. Spero non serva la bacchetta magica, ma solo buona volontà e passione da parte di tutti. Se però la trovassi….