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L’Unione Europea contro la frammentazione del mercato delle Tlc

Silicon è il sito di tecnologia dedicato alle strategie delle aziende IT che cavalcano i nuovi trend di mercato, dal cloud computing alla virtualizzazione, dal mobile al byod. Analisi, approfondimenti, prove di app e prodotti, oltre alle notizie quotidiane, fanno di Silicon l’appuntamento giornaliero per i manager che vogliono capire come la tecnologia possa aiutarli nel fare business. Su queste tematiche Silicon realizza interviste agli attori del mercato e reportage dai principali eventi, sia in Italia sia all’estero.

I costi delle comunicazioni mobili sono ancora troppo variabili all’interno dell ‘Unione Europea

Aziende e consumatori in tutta l’Unione Europea sono ancora vessati da tariffe di comunicazione troppo alte a causa di un’applicazione poco coerente delle normative Ue sulle telecomunicazioni. E’ questa l’opinione ufficiale della Commissione Europea che in un rapporto segnala che i costi di una chiamata telefonica variano da 0,04 euro al minuto in Lettonia fino a 0,24 a Malta. Queste grandi differenze di prezzo stanno danneggiando lo sforzo di creare un unico mercato europeo delle telecomunicazioni.

Spetta ancora una volta a Neelie Kroes, commissario Ue per l’Agenda Digitale a dichiarare come “ la rapida crescita della banda larga mobile e i prezzi di accesso più accessibili per Internet sono buone notizie per i consumatori. Ma i progressi verso un vero un unico mercato sono limitati e scoraggianti. Gli stati membri devono fare di più per assicurare un’appropriata implementazione delle regole delle telecomunicazioni “
In alcuni paesi poi le autorità regolatorie nazionali controllano l’intero mercato della banda larga, mentre in altri la regolamentazione si limita alle vecchie reti basate su rame. Per le statistiche, nel gennaio scorso i collegamenti a banda larga fissi avevano un penetrazione sulla popolazione del 24,8%, pari a 123 milioni di linee. Quando alla banda larga mobile , essa raggiunge il 5,2% della popolazione Ue, con picchi del 15% in Finlandia, Austria e Portogallo.