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La svolta di Colt verso i managed services via cloud

Giornalista. Ha collaborato con TechWeekEurope IT fin dal suo inizio

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Colt sta scommettendo il suo futuro sul graduale passaggio, anche in Italia ,a provider di servizi gestiti in modalità cloud

Dal maggio scorso Colt ha cambiato formalmente il suo nome da COLT Telecom a Colt ( semplicemente). Il cambiamento incide profondamente sul modello di business della società. Come si è espresso Rakesh Bhasin, Chief Executive Officer : “Colt non è più di una società di telecomunicazioni . E’ una società europea che attraverso la sua “information delivery platform” permette ai suoi clienti di condividere , elaborare e conservare informazioni vitali per il loro business. Cambiando il nome , indichiamo di cambiare il mix delle attività di business di Colt”
Colt , che opera in Europa con un network che comprende anche reti metro in fibra e 19 data center di proprietà ( tre in Italia a Milano, Torino e Roma) , sta scommettendo il suo futuro sul graduale passaggio, anche in Italia ,a provider di servizi gestiti in modalità cloud. Il traffico voce su internet è ancora gran parte del bilancio , ma in declino nella contribuzione al fatturato. I dati di bilancio che indicano un fatturato 2009 di 1622 milioni di euro, di cui solo 156 milioni in managed services , indicano però per questi ultimi una crescita di poco inferiore al 25% rispetto all’anno 2008. Secondo Achille De Tomaso , presidente di Colt Italia, insieme con la situazione positiva del cash flow , è un indice che Colt è sulla buona strada . In qualche misura la forza del bilancio indica il giusto posizionamento di mercato di Colt per cogliere anche le opportunità che potrebbero riaprirsi in caso di una qualche ripresa economica.
Sul piano tecnologico Colt sta utilizzando il momento di grande interesse verso le soluzioni di cloud computing e relativi metodi di erogazione di applicazioni e di risorse di infrastruttura in modalità as a service per mettere a frutto un investimento di 780 milioni di euro per rinnovare nei tre anni scorsi i suoi 25 mila chilometri di rete Ethernet paneuropea in fibra ottica.
Conversando con Eweekeurope.it, De Tomaso, pur ricordando il suo coinvolgimento in diversi comitati sulle possibili reti NGN nostrane, ha dichiarato la non volontà di Colt , per il suo modello di business orientato alla clientela aziendale , di essere coinvolta nei progetti e nelle trattative in corso in questo momento in Italia. Ma questo non significa rinunciare a investire nel nostro mercato : “ Non abbiamo debiti e continuiamo a fare investimenti in Italia”.
Dei 35 mila clienti di Colt , in Italia si contano 170 società servite dalla rete Ethernet di nuova generazione, e un quarto delle nuove installazioni avviene già sulla rete IP. Colt mira a capitalizzare la sua infrastruttura per portare la clientela a servirsi di soluzioni di cloud privato o ibrido per dotarsi di infrastrutture e servizi in funzione delle necessità di business.
Nelle attività di cloud computing la rete ha un ruolo speciale e fondamentale – basti pensare alla sicurezza di dati e applicazioni in ambienti virtuali. In questo senso è fondamentale la disponibilità di una rete, come quella di Colt, sia dotata di “consapevolezza” delle applicazioni che ospita per comportarsi dinamicamente nelle prestazioni per garantire gli SLA più opportuni.