Mobility

Il traffico di rete nell’era del video

Giornalista. Ha collaborato con TechWeekEurope IT fin dal suo inizio

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Arbor Networks: l’analisi del traffico di rete migliora il servizio e il fatturato dei carrier

Quando si tratta del traffico di rete , i grandi operatori del mondo delle telecomunicazioni sono alle prese con le esigenze di garantire ai loro utenti non solo un accesso soddisfacente , ma anche accettabili livelli di qualità per i servizi che passano sulle loro reti. Se da un lato ci sono applicazioni che, come la voce su Ip , richiedono poca banda ma qualità garantita, ce ne sono anche altre, come il media streaming per siti come Youtube o come l’IpTv, per le quali la banda è importante per garantire all’utenze una esperienza corretta.

In mezzo sta l’annosa questione del consumo di risorse indotto dalle attività peer-to-peer. E su tutto il problema di proteggersi contro minacce di vario tipo, che vanno dalla ‘pulizia’ dei collegamenti agli attacchi di Dos distribuito , dai botnet allo spamming. Soprattutto negli Stati Uniti poi è forte la pressione da parte di alcuni provider per utilizzare le informazioni che possiedono a livello aggregato sul traffico per le loro reti in modo da segmentare la banda in funzione del traffico di rete fino a proporre ( come sta avvenendo in Gran Bretagna con un piccolo provider legato a BT) tariffe differenziate in funzione del traffico che l’utente predilige o tende ad utilizzare. “La popolarità del video via web – hanno dichiarato i tecnici di Ellacoya, una società che fornisce soluzioni di ottimizzazione della banda carrier grade – sta avendo un impatto significativo non solo sul consumo globale di banda, ma anche sulla distribuzione del traffico delle applicazioni sulla rete. I modi in cui le persone usano Internet sta cambiando molto velocemente , passando dal browsing allo streaming dei dati in tempo reale. E nuove applicazioni sono dietro l’angolo”.

Per il suo lavoro di analisi del traffico di rete Ellacoya Networks fa leva sulla tecnologia dell’ispezione dei pacchetti ( Deep Packet Inspection) per fornire ai fornitori di servizi a banda larga la visibilità e il controllo necessario per ottimizzare i loro servizi Internet a favore dei clienti. Ellacoya propone ai carrier , in alleanza con Nokia Siemens Networks, due tipi di piattaforme hardware basate su processori proprietari per reti a 1 Giga ( e30) e a 10 Giga (e100). Esse, installate sulla rete e corredate di software applicativo, identificano i clienti, classificano e controllano le applicazioni fino al livello di singola utenza e hanno anche l’ambizione di permettere agli operatori di mettere a punto nuovi servizi IP a incremento del loro fatturato.

Come spiega in un incontro con Network News Marco Gioanola, Consultant Engineer di Arbor Networks , Ellacoya dallo scorso gennaio è sta acquisita da Arbor Networks. Dal 2004 questa società opera in Italia in stretta alleanza con Italtel e proponeva già con la sua soluzione Peakflow SP un sistema di scoperta delle anomalie nelle reti degli operatori e di analisi del traffico sulla base della tecnologia di monitoraggio Netflow di Cisco. Dunque ancora analisi del traffico e servizi di sicurezza, ma questa volta sulla base di una serie di sensori di rete che forniscono anche a un team di ricerca i dati dai quali generare regole e fingerprint da attivare all’interno dei prodotti installati sulla rete. Utilizzato tra gli altri in Italia da Telecom Italia Sparkle e in Svizzera da Swisscom , “Peakflow SP – dice Gioanola – consente ai clienti di monitorare l’attività di rete in tempo reale e di segnalare rapidamente eventuali anomalie di comportamento che potrebbero essere la conseguenza di violazioni di procedure stabilite, deconfigurazione dei router o attività ostile come attacchi Ddos (Distributed Denial of Service).”

I segmenti di mercato che Arbor Networks serve con le soluzioni Peakflow SP e Arbor Peakflow X sono rispettivamente i service provider e le aziende. Adottata anche da ISS IBM con il marchio Proventia , Peakflow X è una soluzione progettata per rispondere alle richieste delle grandi reti aziendali e consente di risolvere i problemi legati agli attacchi alla sicurezza interna garantendo la continuità operativa. Commentando una breve analisi del mercato di questo tipo di soluzioni, Gioanola dichiara di sentirsi sicuro di una soluzione come Peakflow che, nata nel 2000 in ambiente universitario, è presente nel 70% dei provider mondiali: “ Abbiamo anni di vantaggio e forse anche l’80% del traffico Internet complessivo passa per le soluzioni di Arbor Networks”.

Ora l’esplosione, prevista a breve, dei volumi di traffico e della varietà dei servizi richiesti dall’utenza, compreso l’accesso a Internet in mobilità, ha portato Arbor Networks a completare al sua offerta con l’acquisizione di Ellacoya .Parte un cammino di integrazione che però sarà molto veloce: “ Entro la fine di quest’anno con la versione 5.0 di Peakflow ci sarà il primo passo e il 2009 vedrà l’integrazione totale”.