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HP: ricavi in flessione, bene solo i portatili

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HP chiude il terzo trimestre con meno ricavi di un anno fa ma più utili per azione: brillano solo i portatili e il segmento consumer

HP ha chiuso il suo terzo trimestre fiscale con un giro d’affari di 11,9 miliardi di dollari rispetto ai 12,4 dello stesso periodo di un anno fa, il che equivale a una flessione dei ricavi di circa il 4 percento. Molto meglio è andata se valutiamo il trimestre dal punto di vista dell’utile per azione, che è stato di 0,49 dollari rispetto ai 0,39 di un anno fa e soprattutto rispetto ai 0,44 previsti dagli analisti finanziari.

Separatasi da HPE per focalizzarsi principalmente sulla vendita di computer e stampanti, HP vede al momento la gran parte del suo business provenire dai portatili. I ricavi della business unit Personal Systems sono infatti nel complesso stabili anno su anno per effetto di una crescita nelle vendite di notebook (+12 percento in volumi) che ha equilibrato la flessione dei desktop (-6 percento).

HP Spectre
HP Spectre

I segnali positivi vengono dal mercato consumer (+8 percento anno su anno in valore) e non da quello business (-3 percento) a causa, secondo l’azienda, dei minori investimenti delle imprese. In campo consumer HP dovrebbe aver sfruttato le vendite di prodotti con margini relativamente elevati, come i notebook premium e i PC da gaming.

Brutte notizie invece dal segmento stampanti, che mostra solo segni negativi. Calano infatti i ricavi di tutta la divisione Printing (-14 percento anno su anno) e delle sue componenti: consumabili (-18 percento), stampanti business (-2 percento in volumi) e modelli consumer (-14 percento in volumi).

Nonostante i commenti del management non siano negativi (il CEO Dion Weisler parla di “solido progresso” e di “aver mantenuto gli impegni finanziari”) le previsioni di HP per il quarto trimestre sono piuttosto prudenti, nell’ordine dei 0,23 dollari di utile per azione, e questo ha influito negativamente sull’andamento del titolo HP in Borsa.