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Google si prende un pezzo di HTC per 1,1 miliardi di dollari

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Trasfusione di team e competenze da HTC a Google, per 1,1 miliardi di dollari. Mountain View intensifica il proprio impegno nella produzione hardware

A borsa Taiwanese ferma, Google ha firmato un accordo con HTC volto a potenziare la propria divisione hardware. La notizia arriva in prima battuta da Rich Osterloh, SVP Hardware di Google, da circa un anno e mezzo in Google che esplicita l’intenzione: “Pixel, Google Home, Google WiFi, Daydream Views e Chromecast Ultra hanno rappresentato la prima generazione della nostra proposition, e il 4 ottobre è in arrivo la seconda ondata di device, per questo rafforziamo il team con le competenze HTC”.

Proprio a questa intenzione di aggredire il comparto hardware in modo più deciso bisogna riferire l’accordo con HTC che riguarda di preciso una parte dei talenti del team HTC (duemila ingegneri, in pratica il comparto Ricerca e Sviluppo). Non una novità di per sé, si sapeva che Pixel già contenesse tecnologia di competenza HTC, non solo. I veterani ricorderanno bene che il primo smartphone Android fu proprio l’HTC Dream (era il 2008), cui seguirono nell’era Nexus il Nexus One, il tablet Nexus 9 e il primo Pixel, appunto. Ora la collaborazione si fa molto più stretta, con un “pezzo” di HTC che entra a pieno titolo nello staff hardware di Google.

Osterloh nel suo intervento sul blog lancia anche quasi un avvertimento: “Siamo focalizzati nel potenziare il nostro core business mentre creiamo un portafoglio prodotti in grado di offrire la migliore esperienza possibile con il software Google”.

Il primo smartphone al mondo con sistema operativo Android. Lo riconoscete?
Il primo smartphone al mondo con sistema operativo Android. Lo riconoscete?

Sarà il caso quindi di analizzare meglio le mosse di Google che nel 2011 ha acquisito Motorola per 12,5 miliardi di dollari, l’ha spolpata e poi l’ha rivenduta a Lenovo per un sesto del suo valore iniziale, ora si sta muovendo in linea più che con Apple, a nostro avviso, con Microsoft.

Quindi una propria proposizione, quasi di riferimento, e poi mano libera agli OEM con i propri software e i propri servizi; arriverà probabilmente anche un Chromebook targato semplicemente Google. Non c’è dubbio che non siano piaciuti a Google negli anni gli interventi a “mano libera” sul software, e fors’anche – proprio per le personalizzazioni troppo spinte – la lentezza degli aggiornamenti sugli smartphone anche solo con un anno di vita.

Non pensiamo però che Google con questa mossa voglia mantenere un maggior controllo sull’hardware o spingere più di tanto la propria proposizione a scapito degli OEM, non farebbe gioco e se così fosse probabilmente non si sarebbe persa l’occasione di insistere anche su mercati interessanti come il nostro (dove Pixel non è in vendita). 

Invece sembra segnato, almeno nei comparti di interesse a Google, la sussidiarietà di HTC nei confronti di Mountain View. HTC è stata di riferimento sui Nexus su Pixel, ma negli stessi anni è sparita come brand riconosciuto nel mercato degli smartphone. Tuttavia secondo l’accordo HTC sembra continuare il proprio business, oramai di risulta (0,9 percento, era l’8,8 percento nel 2011), nel comparto smartphone.