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Gartner, di device per lavorare non ce n’è ancora abbastanza

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Una ricerca Gartner evidenzia come l’adozione di dispositivi mobile sul luogo di lavoro non sia ancora matura. E il pc da scrivania la fa ancora da padrone

Tablet, smartphone, device indossabili sono alla portata di tutti, tutti li utilizziamo, tutti ne apprezzano le qualità per lavorare meglio e comodamente. Beh, non proprio tutti! Per esempio le aziende sembrano rimanere riottose al cambiamento, almeno a leggere tra le righe di una ricerca Gartner che mostra come l’adozione dei device mobile sul luogo di lavoro non sia ancora matura. Da questa survey risulta come per quanto i lavoratori nell’80 percento dei casi abbiano ricevuto uno o più device dalla propria azienda, sia ancora il desktop il device più popolare con oltre il 50 percento dei lavoratori che quello hanno e utilizzano per il proprio lavoro.

E questo è lo scenario su una ricerca condotta in Usa, Uk e Australia, Paesi considerati spesso di riferimento in questo ambito. La ricerca è stata condotta questa estate su un campione di circa 10mila rispondenti: appena il 36 percento ha ricevuto un laptop, o un convertibile, e l’adozione di un sistema convertibile, come device corporate per lavorare, è ancora molto lenta (abbiamo analizzato i motivi più di una volta sulle pagine di TechWeek).

Prova
Si parla di mobilità di device per essere più produttivi, ma ad oggi sono le aziende le prime a non crederci e il pc desktop resta l’unico device assegnato ai lavoratori in oltre il 50 percento dei casi

Dovrebbe accelerare nei prossimi tre anni, e Windows 10 dovrebbe guidare questo passaggio, secondo Gartner. Noi pensiamo che prima debba evolvere la proposta da più punti di vista, e ci sentiamo di andare controcorrente continuando a suggerire, ad oggi, che per lavorare il sistema migliore attuale è ancora il laptop.

Contando desktop, laptop e convertibili insieme circa il 75 percento dei lavoratori nei Paesi di riferimento avrebbe ricevuto almeno un sistema di computing equiparabile a un pc, i cosiddetti PCe (dove la e indica la parola “equivalente”). La sorpresa arriva proprio quando iniziamo a parlare di device per lavorare in mobilità: solo il 23 percento del campione di intervistati ha ricevuto uno smartphone, i rimanenti fanno parte dei lavoratori che contribuiscono ad alimentare il mondo Byod. Solo uno su cinque degli intervistati ha dichiarato di utilizzare un tablet per lavorare.

Il commento del ricercatore di Gartner Mikako Kitagawa è quanto mai pregnante e condivisibile: “Continuiamo a parlare di lavoro in mobilità di information e mobility worker, ma è il pc da scrivania ancora il dispositivo più utilizzato”. Vince la paura della crescita dei costi, rispetto ai benefici che si potrebbero ottenere, non solo in termini di produttività, ma anche relativamente al semplice piacere di lavorare con un dispositivo all’altezza fornito dall’azienda. E così ben il 39 percento degli intervistati utilizza smartphone e tablet per lavorare, ma sono i loro.