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Fibra per l’Italia , il progetto aperto di Fastweb, Vodafone e Wind

Giornalista. Ha collaborato con TechWeekEurope IT fin dal suo inizio

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Verso la NGN proposta da Fastweb, Vodafone e Wind con un progetto pilota a Roma. La scelta tecnologica è di un collegamento FTTH punto a punto in fibra ottica. Per l’Italia un ‘unica NGN in fibra ottica

Sulla scia dell’anticipazione di dichiarazioni di apertura da parte dell’incumbent Telecom Italia e dopo aver presentato la loro proposta alle autorità di governo ,   Fastweb , Vodafone e Wind hanno illustrato pubblicamente il loro progetto aperto ( anche a BT o Tiscali o enti pubblici locali) di NGN su fibra ottica in Italia. E lo hanno fatto dichiarando di essere pronte a realizzare a Roma un progetto pilota ( “non un test di fattibilità”) della nuova rete.

Al di là degli appelli alla politica e delle richieste di revisione delle condizioni economiche esistenti per i costi wholesale con Telecom Italia, le richieste espresse dal tre aziende unite in un progetto chiaramente in una fase di precompetizione sono di tipo regolamentare e di mercato. Le hanno rese note i dirigenti di vertice delle tre aziende ( Carsten Schloter, Paolo Bertoluzzo e Luigi Gubitosi): garantire meccanismi efficienti di transizione dalla rete in rame a quella in fibra per poi favorire una competizione tra gli operatori sulla rete di accesso in fibra sull’esempio più volte citato di quanto avvenuto con il Digitale terrestre.

Le condizioni richieste sono : divieto di lancio di offerte al dettaglio su fibra non replicabili dagli altri operatori, piena applicazione della “equivalence of inputs” ( in pratica la parità tra gli operatori) definizione di un’offerta di unbundling ULL per la fibra e – premessa tecnologica , dato che i costi principali di una nuova rete non sono di tecnologia e apparati , ma di scavo e posa della fibra – accesso disaggregato ad elementi attivi e passivi come canaline e fibra spenta.

Le premesse dell’esperimento pilota che viene messo in atto nell’area della Collina Fleming a Roma, e porterà alla realizzazione di collegamenti ottici in modalità Fiber to the Home a 7 mila abitazioni entro il prossimo luglio, sono anche alcune scelte di tipo tecnologico. La rete in fibra deve raggiungere direttamente le abitazioni e le imprese . Per questo i tre operatori , sulla scia di quanto deciso nei paesi più avanzati , hanno scelto un’architettura di tipo FTTH punto a punto come modello tecnico a prova di futuro che permetta a sua volta un modello operativo e di business semplice e paritario. La concorrenza si farà , ma basata su applicazioni e servizi. Il modello tecnologico bocciato dai tre carrier è quello di un’architettura G-PON (Passive Optical Network ) che obbliga l’utenza a condividere la banda sulla fibra che va dallo splitter all’apparato di centrale. Mentre con una soluzione FTTH punto a punto la banda disponibile all’utenza è illimitata , nel modello tecnico G-PON la banda disponibile non supererà 1 Gbps, ponendo limitazioni a servizi di IPTv ad alta definizione o di videoconferenza HD.

Con abbondanza di cifre e di giustificazioni a livello economico, Fastweb , Vodafone e Wind hanno presentato un piano di Progetto Comune“ economicamente sostenibile e modulabile in funzione della disponibilità finanziaria che prevede ad oggi la copertura delle 15 maggiori città italiane per un totale di 10 milioni di utenti entro 5 anni con un investimento di 2,5 miliardi ripartito tra tutti gli operatori e le istituzioni coinvolte”. In una seconda fase il piano potrà essere esteso fino a coprire le città con più di 20 mila abitanti raggiungendo il 50% della popolazione italiana con un investimento totale di 8,5 miliardi.