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E se Apple abbandonasse Qualcomm?

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Apple in seguito all’interminabile querelle con Qualcomm potrebbe abbandonare il produttore di chipset per Intel o Mediatek. Una mossa rischiosa per entrambi, ma intanto la Mela schizza in borsa

Secondo il Wall Street Journal, Apple sarebbe in procinto di abbandonare i chip di Qualcomm a partire dal 2018 e pensare a un futuro diverso per i suoi iPhone e per gli iPad. Potrebbero quindi diventare Intel e Mediatek i fornitori della Mela. Non sono gli unici vendor disponibili, ma considerata la concorrenza con Samsung e Huawei , diretti competitor in questi comparti, sarebbero queste le uniche verosimili vie percorribili.

Le battaglie legali, si sa o finiscono con un accordo oppure sono un vero e proprio stillicidio di risorse. Apple ha sul piatto nella questione oltre un miliardo di dollari (che la Mela rivuole indietro per aver pagato eccessive royalties non dovuto a Qualcomm). Qualcomm le fa guerra in Cina.

Tim Cook. ceo di Apple
Tim Cook. ceo di Apple

Nessuno si trova di fatto in una posizione forte. Non lo è Qualcomm con i risultati nel terzo trimestre non proprio esaltanti – e gli azionisti solitamente finiscono più con il preoccuparsi che non con il sottoscrivere su carta bianca il giocare a braccio di ferro – ma non dovrebbe sentirsi in posizione forte a nostro avviso nemmeno Apple.

Non bisogna infatti dimenticare che se i grandi volumi nella vendita di smartphone e tablet sono fatti da Apple e Samsung, Google resterà senza dubbio fedele a Qualcomm e con i nuovi Pixel nel tempo potrebbe rivelarsi un competitor molto più fastidioso di quanto non lo sia ora (proprio in questi giorni Alphabet con i suoi 700 miliardi di dollari di capitalizzazione si è collocata alle spalle della Mela nella classifica tecnologica di S&P 500), e davanti a Microsoft. Apple poi si potrebbe trovare costretta a reingegnerizzare una serie di caratteristiche di punta sui nuovi chipset, non è detto con il medesimo risultato e soprattutto con uno slittamento nei tempi che potrebbe rivelarsi critico.

Tim Cook lo sa benissimo, gli azionisti non perdonano passi falsi e se di sicuro non sarebbero contenti di una Mela che cede le armi e paga per i brevetti di Qualcomm, non lo sarebbero nemmeno per un iPhone non “allo stato dell’arte” o che arriva in ritardo. Intanto il prossimo appuntamento di verifica sotto la lente sarà la strategia del doppio device: iPhone 8 Plus e iPhone X praticamente fianco a fianco nelle vetrine.

Quotazioni Apple da Gen 2017 - Fonte Yahoo! Finance
Quotazioni Apple da Gen 2017 – Fonte Yahoo! Finance

L’offerta almeno in parte sovrapposta non è detto che prenda la stessa piega che Apple ha immaginato. Un iPhone di dimensioni “plus” di seria A e uno di serie AA da un lato potrebbe non piacere al mercato, ma allo stesso tempo potrebbe invece piacere al canale di Apple, alla vendita del device nelle flotte aziendali (agli stessi operatori), in volumi, dove a parte il “lusso” sono anche altri i criteri di scelta. 

Intanto l’iPhone X in questi giorni in arrivo ha già dato tutto il boost necessario per riaccendere gli entusiasmi delle borse e così come le poche richieste di Apple iPhone 8 sembravano solo una settimana fa avere contribuito al calo delle quotazioni, in queste ore il vento di iPhone X ha permesso ad Apple ieri di chiudere a 166,72 dollari. Da record.