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Consumi energetici: i buoni e i cattivi fra gli switch

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In-Stat ha rilevato come alcuni modelli arrivino a consumare fino a sei volte più di altri, a parità di capacità

Secondo la società americana di analisi In-Stat, la variazioni di efficacia energetica fra gli switch dei principali costruttori spaziano da uno a sei. Lo studio pubblicato dallo specialista del mercato delle reti rivela che per un watt consumato i commutatori possono produrre una capacità che oscilla fra 0,5 a 3 Gbit/s.

In-Stat ha testato gli hardware di tutti i principali costruttori del mercato. L’elenco comprende 3Com, Allied Telesyn, Cisco, D-Link, Enterasys, Estreme, Foundry, Force10, H3C, Hp (Procurve), Netgear, Nortel e Smc. Nel campo degli switch Ethernet a 24 porte, quelli che consumano meno sono risultati i prodotti di 3Com, Netgear, H3C e D-Link. Fra i dispositivi a 48 porte, invece, si sono distinti Force10, Netgear, Estreme e Smc. Il bilancio energetico meno lusinghiero è stato registrato per Cisco e Foundry fra i prodotti a 24 porte e per Cisco e Hp a 48 porte.

Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, il risultato varia molto poco fra le gamme di un medesimo costruttore (fascia entry o top di gamma), mentre assai differenti sono fra prodotti equivalenti di differenti costruttori. In aggiunta, più aumenta il numero di porte e minore è l’efficacia energetica. Infine, qui senza grandi sorprese, gli switch che utilizzano la tecnologia Power over Ethernet (PoE), che permette di alimentare a corrente elettrica i dispositivi che vi sono connessi (punti d’accesso Wi-Fi, videocamera Ip e così via), consumano fino a dieci volte di più a parità di capacità di commutazione.