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Come cambia il mercato lento e maturo degli smartphone

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

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Il mercato degli smartphone si trasforma. E’ più lento il ricambio dei device, arrivano nuovi attori. Il livello di penetrazione elevato consente di sfruttare gli smartphone per acquisire dati sulle abitudini degli utenti, da qui l’interesse di internet companies e social network

Secondo Gartner le vendite di smartphone continueranno a rallentare nel 2016 e non sarà possibile tornare a una crescita a doppia cifra. Il mercato si fermerà intorno a un  +7 percento, anno su anno, con circa 1,5 miliardi di pezzi venduti. Si tratta di un rallentamento di circa il 14,4 percento rispetto al 2015. Che siamo oramai di fronte a una curva quasi piatta lo dice anche la previsione di 1,9 miliardi di pezzi venduti nel 2020. Gli smartphone quindi sono oggi un business che si affida al mantenimento e al ricambio. Sono finiti i sette anni d’oro (2008-2015), con le più alte percentuali di crescita, e addirittura un +73 percento anno su anno, nel 2010.

Oggi c’è almeno uno smartphone per ogni persona nei mercati maturi, con oltre il 90 percento di penetrazione, nel Nord America, in Europa, in Giappone e nella parte sviluppata di Asia e Pacifico; e in queste aree gli utenti non aggiorneranno il proprio device con la stessa frequenza degli anni precedenti. La tecnologia è matura, anche se ha lasciato irrisolti ancora dei desiderata, come per esempio la durata della batteria. In questi mercati il ciclo di vita di uno smartphone di fascia alta si è allungato a 2,5 anni e questa rimarrà la frequenza naturale di sostituzione anche nei prossimi cinque anni, secondo Gartner.

Nexus 6P
Nexus- Google prima di altre Internet Companies ha compreso il valore di uno smartphone su misura per erogare i propri servizi

Apple ha già in previsione di adeguare la propria proposta a questa situazione di mercato, tanto da aver pianificato – secondo alcune fonti – il rilascio di upgrade incrementali ogni due/tre anni. Già in linea l’offerta dei provider e delle telco, con i loro contratti di sostituzione gratuita dello smartphone utilizzato ogni 24-30 mesi oppure, attraverso programmi di finanziamento ad hoc, il ricambio ogni 12 mesi del modello top di gamma. Si tratta di offerte non nuove anche per il panorama italiano, da un lato per mantenere legato il cliente al contratto con l’operatore, dall’altro garantendo di avere sempre tra le mani lo smartphone all’ultimo grido (ma allo stesso tempo senza finire mai di pagare).

Appena più corto, sempre secondo Gartner, il periodo di ricambio dello smartphone di fascia alta nei mercati emergenti, tra i 2,2 e i 2,5 anni. In questi mercati chi può sostituire il proprio top di gamma lo fa, mentre gli smartphone di fascia media e i features phone hanno un ciclo di vita anche più lungo. La fascia dell’Africa sub-sahariana rappresenta senza dubbio un mercato cui prestare attenzione per tutti i vendor, perché in quest’area geografica il passaggio a un vero e proprio smartphone è ancora in atto.

E poi ancora, l’India ha un potenziale di crescita enorme, considerato che il 61 percento dei telefonini venduti nel 2015 era ancora di features phone. Il motivo è il prezzo degli smartphone, che però è destinato a scendere ancora, permettendo a Gartner di stimare che 139 milioni di smartphone saranno venduti in India nel 2016, con una percentuale di crescita del 30 percento anno su anno. In Cina invece dopo una crescita delle vendite di oltre il 15 percento nel 2015, l’anno scorso il mercato è rimasto flat, saturo e con livelli di competizione altissimi. La Cina, a differenza dell’India, acquista solo smartphone, nel 95 percento dei casi, e anche qui si è già conclusa l’era dei features phone.

Se il mercato è piatto è maturo, è tuttavia ancora assolutamente fluido: vendor ben conosciuti per le loro proposte in altri comparti IT potrebbero cedere il passo a piccoli attori più agili e veloci, tanto che le previsioni indicano come entro il 2018 almeno un vendor non tradizionale di smartphone sarà certamente tra i primi cinque attori. Credono in questo business per esempio non poche internet company, per poter erogare servizi, contenuti, fidelizzare i clienti sul proprio brand e ovviamente intercettare tutta la mole di dati e abitudini che transitano nell’oggetto più personale che attualmente utilizziamo: un vero strumento di misurazione personale, per il business.

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