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Un cloud ibrido aiuta a gestire i carichi di lavoro

5.2

HPE spiega i motivi per i quali un’azienda debba investire o meno su un determinato tipo di cloud a seconda di dove si voglia inserire un’applicazione. In primo luogo, l’azienda deve considerare gli eventuali guasti e come vi farebbe fronte nel caso avesse fatto ‘uso’ esclusivo di cloud pubblico. In secondo luogo accertarsi se implementare una strategia basata sul cloud ibrido

“Non mettete tutte le uova in un unico paniere”. Tradotto: prima di mettere un’applicazione, che possa essere anche un carico di lavoro, in un cloud pubblico, bisognerebbe accertarsi e chiedersi se ci si possa permettere di avere un guasto per questa o quella applicazione. Queste indicazioni e punti interrogativi, che spingerebbero di fatto a pensare a una soluzione ibrida per il cloud, sono stati tradotti da un articolo di Gary Thome, VP & Chief Engineer di HPE Software Defined & Cloud Group, il quale sosteneva di fare riferimento ad alcuni blackout relativi a strutture cloud pubbliche di grande rilevanza.

Cloud pubblico, privato o ibrido? Un idioma lo fa capire

All’interno di questo discorso, è stato sottolineato come alcune espressioni diano una visione forse saggia ma incompleta; l’espressione utilizzata in questo caso era: non mettete tutte le uova nello stesso paniere. Un idioma, quindi, centrato sul fatto che non si devono mettere tutte le “uova” in un unico “paniere” perché non aiuta molto a guidare gli utenti nel mettere i carichi di lavoro (ovvero le uova) nel posto giusto. Prima di mettere un’applicazione in un cloud pubblico, bisognerebbe chiedersi “posso permettermi di avere un guasto per questa applicazione?” Se la risposta è no, allora è necessario eseguire un’applicazione on premise che consente di controllare quando devono o non devono essere effettuati degli aggiornamenti. Sono queste alcune delle argomentazioni che Thome scrive, citando Dana Gardner, Principal Analyst, Interarbor Solutions. I cloud pubblici non possono essere controllati, se non dalle singole imprese che lo utilizzano. Le aziende che trasferiscono i loro carichi di lavoro nel cloud cedono una discreta quantità di controllo. Una volta a conoscenza di questo, Thome consiglia alle aziende di pianificare di conseguenza e, molto importante, di fare un inventario dei carichi di lavoro per controllare che venga rispettato il Service Level Agreement.  

Implementare una strategia di hybrid IT

Ogni azienda di fare il punto della situazione sulle applicazioni e decidere quali devono essere trasferite su cloud pubblico e quali invece devono rimanere su strutture IT tradizionali o su cloud privati. Grazie alle recenti innovazioni di HPE nelle soluzioni iperconvergenti e componibili, le opzioni cloud private sono ulteriormente migliorate. La velocità, l’agilità e l’efficienza sono caratteristiche standard in queste nuove offerte, che offrono tutti i vantaggi della cloud pubblica senza perdere alcun controllo. Con queste innovazioni legate alla cloud privata, perché inserire le uova nel paniere delle cloud pubbliche? E’ forse auspicabile, invece, distribuire il rischio e attuare una strategia che mescoli il meglio di una cloud pubblica e di una privata.
Molte aziende stanno imparando che diversificare il rischio con una strategia cloud ibrida è un approccio più intelligente. È giunto il momento di riprendere un controllo necessario.

5.1

HPE ha di recente ampliato la propria offerta dedicata alle soluzioni componibili con una nuova proposta di hybrid cloud e relativi specifici aggiornamenti per i sistemi iperconvergenti HPE. Mediante l’estensione dell’infrastruttura programmabile di HPE Synergy alla piattaforma multi-cloud HPE, e attraverso estensioni software per HPE Hyper Converged 380, HPE permette agli operatori IT di fornire infrastrutture software-defined alla velocità richiesta dalle esigenze di business dei clienti. Le nuove soluzioni comprendono:

 

  • HPE Synergy con HPE Helion CloudSystem 10, per fornire una completa componibilità delle risorse di calcolo, storage e fabric sulla piattaforma hybrid cloud basata sulla tecnologia HPE OpenStack, consentendo ai clienti di far girare su un’unica infrastruttura applicazioni bare metal, virtualizzate, containerizzate e native per il cloud con la possibilità di comporre e ricomporre dinamicamente le risorse ottenendo livelli di agilità ed efficienza senza paragoni.
  • Un aggiornamento software di HPE Hyper Converged Operating Environment, che sfrutta le tecnologie componibili per integrare HPE Hyper Converged 380 con nuove funzionalità, quali, ad esempio, nuovi controlli sui workspace, che consentono ai responsabili IT di comporre e ricomporre le risorse virtualizzate per differenti line-of-business, un accorgimento grazie al quale l’IT può agire con più facilità ed efficienza in qualità di service provider interno della propria azienda.

Gli sviluppatori aziendali realizzano sempre più spesso nuove applicazioni native per il cloud sfruttando l’agilità di container e microservizi; nel contempo stanno trasformando le applicazioni tradizionali in modelli “as-a-service”, che richiedono un’infrastruttura capace di supportare entrambi gli ambienti operativi. HPE Synergy fornisce la prima piattaforma infrastrutturale componibile del settore che, trattando l’infrastruttura come codice, permette agli sviluppatori di accelerare il delivery delle applicazioni.