Quantcast
L´IT al servizio della tua impresa

Qual è l’IT ideale per la mia azienda?

Infrastruttura Rete Ridotta_shutterstock_76546462

Coma valutare costi e vantaggi delle diverse opzioni, quando si parla di infrastruttura IT tradizionale, in cloud, o secondo il modello Composable Infrastructure

Non c’è trasformazione digitale possibile senza prima condurre un’analisi economica approfondita di quale sia l’architettura ideale per la propria infrastruttura IT, tra le varie opzioni disponibili. E’ un compito da Chief Information Officer e da Chief Financial Officer quello di prendere atto coscienziosamente che la responsabilità della scelta spetta a loro e che si tratta di una responsabilità che non finisce con la firma al contratto di acquisto, ma in un certo senso inizia proprio con quell’atto perché la trasformazione della propria azienda in quel momento è solamente al primo step, e dovrà essere seguìta attimo per attimo.

Il modo migliore per iniziare questo tipo di valutazione è guardare al potenziale di ogni investimento da due punti di vista, cioè secondo una doppia prospettiva. Entriamo nei dettagli.

Costi complessivi e reali benefici

La prima prospettiva è quella dei costi complessivi. Comprende tutte le spese operative e di investimento di capitale, per l’acquisto, l’installazione, la gestione, sia che si parli di hardware, software o piattaforma, e per tutto il ciclo di vita. Devono essere però valutati con attenzione i costi delle singole lavorazioni (per unità oraria e complessive) di manutenzione in corso d’opera, quelli di gestione, e soprattutto quelli necessari per l’ottimizzazione di tutti i cambiamenti da implementare per supportare i nuovi carichi di lavoro.
Poiché l’obiettivo è quello di creare un ambiente dinamico, scalabile e adattabile questa valutazione dovrebbe comprendere anche la classica domanda relativa agli imprevisti: “Cosa accadrebbe se…?”. Si tratta in verità di imprevisti e probabilità per esempio relativi alle applicazioni che scalano, allo storage che evolve, oppure ai cambiamenti imposti dal mercato, dal business, dalla comparsa di nuove tecnologie e così via.

La seconda prospettiva è la valutazione del valore netto per la propria attività. Decisamente più complesso. Si deve considerare in questo caso l’impatto relativo (positivo e negativo) sugli obiettivi di business, per esempio la fidelizzazione dei clienti, la produttività degli impiegati, e ovviamente i ricavi. Differenti tecnologie infrastrutturali offrono livelli diversi e valori misurabili in modo diverso per quanto riguarda le prestazioni, la velocità e affidabilità.

Questi parametri influenzano in modo diverso la misurazione delle prestazioni delle applicazioni e l’agilità complessiva del business, tutti aspetti che insieme costituiscono e rappresentano l’abilità dell’azienda nel rispondere in modo rapido alla variazione delle condizioni di mercato e alla concorrenza. L’effetto di questi fattori deve essere considerato tanto quanto i costi top-line, per poter disporre di una valutazione completa.

Costi complessivi e valutazione dei valori sono due criteri di valutazione che prima si impara ad utilizzarli, meglio è. Si pensi, per fare un esempio, al settore della ristorazione. Lo chef ha a disposizione un certo budget che servirà per coprire le spese relative alle scorte di cibo, al lavoro dei cuochi in cucina per la preparazione dei pasti, ma anche per le spese materiali e di funzionamento della cucina(energia e apparecchiature). Insieme lo che dovrà anche valutare l’aderenza della proposta al brand del ristorante, in modo da ottimizzare le proposte sul menu in relazione all’obiettivo di riempire la sala e assicurare il successo del locale. Nella preparazione del menu quindi sarà migliore lo chef che valuterà varie opzioni, e ricercherà il massimo appeal con costi diretti minimi (per cibo e forniture, ma non a scapito della qualità) e indiretti bilanciati (per esempio quelli per la preparazione e la conservazione delle pietanze).

E’ evidente come il risultato ottimale non è solo legato alla scelta più economica, perché se in quel ristorante fossero serviti solo cavoli, per quanto buoni, il successo non potrebbe essere assicurato.

Ognuno sarà in grado da solo di costruirsi il corretto in parallelo pensando alla propria infrastruttura IT. Ci arriviamo proponendo degli strumenti ad hoc. Sì, perché proprio un approccio simile deve essere adottato quando si parla di valutare le diverse opzioni infrastrutturali per il proprio data center.

E per questo, per aiutarvi nella vostra valutazione nelle prossime tabelle proponiamo alcuni elementi che dovreste includere nella vostra comparazione. Per farlo facciamo riferimento alle tre tipologie principali di architetture infrastrutturali per le grandi aziende.

1. IT tradizionale, con cui intendiamo indicare la scelta per cui l’azienda continua a mantenere la propria infrastruttura attuale, aggiornandola e aggiungendo quando serve appliance e applicazioni, alla bisogna.

  1. Cloud pubblico, questa opzione che continua a guadagnare terreno permette alle aziende di esternalizzare l’infrastruttura sfruttando i servizi (eventualmente anche per la maintenance) offerti dai cloud service provider.
  2. La Composable infrastructure, si tratta di un nuovo approccio pensato sfruttando pool fluidi di risorse di computing, storagte e neworking, API unificate e intelligenza software-defined per arrivare all’obiettivo di un data center completamente programmabile, senza vincoli.

 hpe-hub-composable

Come valutare i costi effettivi per ogni diversa tipologi di infrastruttura

Sembra quasi ovvio valutare in senso negativo quello che accade oggi, eppure poi tante realtà procedono proprio così: le aziende considerano le diverse opzioni infrastrutturali concentrandosi solo sui costi diretti, quelli per dire valutabili dalla prima fattura del vendor o del provider. Lo fanno semplicemente perché pensano che i costi a valle saranno bene o male tutti equivalenti, tali da non valere nemmeno il tempo di procedere con una valutazione più accurata. Grave errore, senza dubbio.

La tabella seguente mostra quindi alcuni esempi di valutazione dei costi da tenere presenti per le vostre scelte (Fonte Stratecast)

Costo dei componenti IT tradizionale Cloud pubblico Composable Infrastructure
Capacità relativa a computing e storage Richiede la valutazione degli investimenti per i server fisici anticipando quella per i momenti di picco Modello pay per use basato su consumo orario o mensile. I costi possono lievitare negli utilizzi intensivi e costanti per lunghi periodo di tempo Richiede un investimento iniziale per un’infrastruttura flessibile. Non ci sono rischi di overprovisioning e si paga in relazione a quanto cresce il business
Licenze software e Maintanance Costi basati sull’hardware, anche quando non è utilizzato. Si paga per licenze che magari non si utilizzano Si paga per numero di macchine virtuali o core utilizzati a seconda del provider Si paga sulla base dell’ahrdware ma l’utilizzo effeiciente delle risorse mantiene i costi delle licenze software del tutto sotto controllo
Hardware provisioning Il provisioning deve essere su misura, richiesti test di integrazione, sono necessarie competenze specifiche Incluso L’automazione è software based e l’infrastruttura modulata sul codice.
Manutenzione hardware Per diversi vendor, diversi contratti . Sono richieste competenze specifiche Incluso Automatizzata, gli aggiornamenti non determinano stop
Business Continuity e Disaster Recovery E’ necessaria un’infrastruttura DC replicata Sono necessari depoloyments duplicati o upgrade di servizio addizionali Un pool fluido di risorse minimizza le ridondanze infrastrutturali necessarie
Deployment applicativo Manuale, difficile in ambito DevOps, richiede testing dedicato Una sfida, di solito è richiesta assistenza di terze parti Semplificato, automatizzato, ideale in ambito DevOps, e tutto è supportato da API unificate
Scalabilità delle app Manuale, richiede overprosioning o l’implementazione di add-on con ulteriori perdite di tempo Richiede monitoraggio e deployment manuali delle nuove istanze Scaling automatizzato
Supporto al deployment in modalità ibrida (Split Application) Manuale, spesso possibile solo a livello fisico Supporto limitato, potrebbero essere necessarie API dedicate Semplice, attraverso Unified API e un ecosistema di supporto
Monitoraggio e gestione Possibile attraverso piattaforme multiple di monitoring Complesso e costoso. Si può arrivare a spendere il triplo del tempo tanto quanto ne spendono nella manutenzione dei propri servizi cloud in house Un’unica interfaccia unificata per tutta l’infrastruttura

 

Le valutazioni del valore reale di ogni diversa architettura a seconda degli obiettivi

Abbiamo già considerato che i costi, da soli non rappresentano l’unica prospettiva, prima di scegliere la strategia di investimenti IT più adeguata. A seconda del proprio modello di business la valutazione delle priorità nel raggiungere nessuno o tutti i seguenti obiettivi farà di sicuro la differenza. Nella tabella mostriamo come ogni approccio si adatta agli obiettivi e gli eventuali impatti. (Fonte Stratecast)

Obiettivo di business Impatto sull’infrastruttura IT tradizionale Cloud pubblico Composable Infrastructure
Incrementare il time to market, rispondere in modo più veloce alle richieste del mercato e ai competitor E’ richiesta velocità di provisioning e cambiamento sia in hardware che applicativo. Necessarie continue implementazioni e integrazioni tipiche di un approccio DevOps Lento, manuale, impossibile conciliare DevOps Dipende dall’abilità del vostro vendor e dai vostri SLA Veloce, automatizzata. Il modello di consumo è flessibile, facile integrare DevOps
Incrementare la produttività – Abilitare la forza lavoro a fare meglio e di più Sono richiesti incremento dell’uptime e riduzione di latenze Apps e BCDR devono essere forniti con procedure manuali e lo stesso vale per i test; gli update software e hardware possono determinare periodi di interuzione dei servizi Controllo limitato; le performance delle app a seconda degli SLA possono essere limitati dai workload di altre aziende con contratti più vantaggiosi dei vostri. Facile da configurare e adattare per supportare qualsiasi livello di performance richiesto. BCDR più facile da implementare
Aumentare i ricavi Le transazioni e-commerce devono essere veloci, sicure, con accesso completo e affidabile al catalogo completo e alle comunicazioni omni-channel L’integrazione di componenti e apps è manuale, e si possono registrare fluttuazioni di performance Potrebbe essere difficile integrare componenti cloud e tradizionali; lo scaling è manuale Facile integrazione in ambito tradizionale come in cloud delle app, tramite Unified API; è possibile confifurare l’infrastruttura a seconda dei flussi
Migliorare l’esperienza dei clienti Il portale deve essere davvero self-service e completo di tutte le funzionalità, integrare le funzionalità social e gli analytics Richiede un provisioning manuale, e la gestione di app disparate, l’integrazione delle componenti deve essere fatta su misura, tempi lunghi per i cambiamenti Permette il deployment veloce delle app; il provider cloud potrebbe non supportare l’integrazione di tutte le componenti; la latenza potrebbe avere impatti negativi nei workload ibridi Deployment veloce, idem gli aggiornamenti delle app; l’integrazione è veloce grazie a Unified API
Sicurezza per i dati dell’azienda e dei clienti Dati esposti e di backup devono essere protetti E’ richiesto all’azienda un grande sforzo interno Controllo limitato sugli accessi nei casi di infrastrutture condivise Pieno controllo dell’infrastruttura che semplifica l’osservazione dei regolamenti e delle compliance di sicurezza
Compliance con i regolamenti regionali in merito al trattamento dei dati I dati devono soddisfare i criteri di controllo e conformità ai regolamenti in ogni parte del mondo Pieno controllo sulla localizzazione dei dati e sulla possibilità di spostarli negli ambienti più idonei Controllo sulla localizzazione dei dati e possibilità di spostamento a piacere parziali Pieno controllo sulla localizzazione dei dati e sulla possibilità di spostarli negli ambienti più idonei