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L’infrastruttura iperconvergente al servizio del cambiamento

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HPE propone le soluzioni iperconvergenti per accelerare la trasformazione in azienda. I vantaggi del cloud pubblico anche nel proprio data center

Gli esperti concordano, è il tempo la nuova moneta corrente. La differenza tra chi si muove per realizzare nuovi progetti, ma poi si rileva lento nella loro messa in opera, tra chi non si muove, e tra chi tempestivamente accorcia il tempo tra l’idea e la realizzazione sancisce solo la differenza tra chi fallirà (nei primi due casi) e chi riuscirà nel business, accumulando ulteriore vantaggio rispetto ai competitor.

Portare un nuovo prodotto sul mercato in ritardo è semplicemente perdente. Chi arriva secondo non è considerato.

Per questo è importante sfruttare la tecnologia per “mettere a terra e realizzare” nel minor tempo possibile le buone idee. Un modello di sviluppo DevOps, il cloud computing, e l’infrastruttura adeguata rappresentano tre fattori che abilitano la crescita, e favoriscono il cambiamento in ottica Industry 4.0.

Tuttavia la giusta combinazione di questi fattori non è una ricetta uguale per tutti; qui subentrano le competenze dei responsabili IT, che da un lato devono valutare quali sono le risorse necessarie, e dall’altro si troveranno proprio in prima linea nel consentire, anche con budget limitati, la realizzazione in tempo utile delle idee.

Non sono poche le realtà che hanno già compiuto il primo passo, e hanno abbracciato nel tempo la proposta ibrida e i sistemi convergenti, ora, proprio questi, hanno compreso i vantaggi dei sistemi iperconvergenti. Per quelle realtà già avanti che hanno abbracciato i modelli DevOps, la cosiddetta Composable Infrastructure abilita letteralmente la “composizione” della propria dotazione, in pochi minuti, via software e quindi quella ‘giusta ricetta’ virtuosa e su misura cui abbiamo accennato.

Alla base c’è sempre il cloud computing: concordano su questo 9 aziende su 10 (fonte Kim Weins, Rightscale 2016). I vantaggi sono riconosciuti: semplicità, servizi on-demand, i costi commisurati al reale utilizzo delle risorse, la necessità di competenze (ma non di skill specifici su determinate soluzioni) sono vantaggi indiscutibili.

E però è vero che c’è cloud e cloud. Non sempre un’azienda può esporre i dati, la proprietà intellettuale legata ad alcuni progetti, oppure semplicemente preferisce tenere in casa le applicazioni mission-critical. Ecco, l’approccio Hyperconverged abilità in house le potenzialità del public cloud, senza i relativi rischi. Gli IT manager possono selezionare le componenti migliori in ogni ambito di risorsa, con il mix che ritengono più opportuno per la propria azienda.

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I vantaggi di un approccio Hyperconverged

E’ questo l’approccio iperconvergente: poter combinare server, storage e macchine virtuali, in un’unica soluzione integrata, ma non per questo ‘bloccata’, perché grazie all’architettura Software Defined è possibile gestire da un’unica interfaccia ogni aspetto di configurazione e le relative prestazioni. Ne abbiamo parlato in altri contributi, proprio su questo minisito, sottolineando come sia facile abilitare scenari ROBO (Deploying Remote e Branch Offices) e iniziare a lavorare sfruttando le tecnologie VDI.

Un’infrastruttura iperconvergente permette a chi gestisce l’IT in azienda di fare il deployment alla stessa velocità consentita da una soluzione di cloud pubblico, senza bisogno di disporre di competenze specifiche, oltre a quelle già presenti, con un risparmio per ogni singola postazione vicino al 35 percento (benchmark basato su una scelta HPE Hyper Converged 380). Se ne è accorta almeno un’azienda su due che sta considerando la possibilità di adottare il modello. Secondo i dati Gartner e di Actual Media, entro il 2019 saranno investiti su sistemi iperconvergenti oltre 5 miliardi di dollari, e il modello diventerà mainstream nell’arco di cinque anni. Sta a ognuno decidere se prendere il treno della Digital Trasformation o lasciarlo passare mettendo a rischio il proprio business.

Salire in corsa su treno rapido ma efficiente affidandosi ad HPE offre il vantaggio di allearsi al vendor con la proposizione, e lo stack di servizi, più completi: un ecosistema di partner all’altezza, la tecnologia per business di ogni misura e la visione proiettata al futuro.
Sono tre aspetti da considerare perché si traducono in una maggiore velocità di installazione, configurazione, e in upgrade possibile alla velocità del… cloud, così come sarà possibile in tre clic effettuare update di firmware, driver e software sfruttando le stesse competenze già presenti. Davvero un passo avanti verso il futuro e la Composable Infrastructure