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Le Pmi, i Millenials e l’esigenza di mobilità

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Di fronte alla necessità, dettata anche dal mercato, di avere molti device e di potersi connettere ovunque e in qualsiasi momento, anche le piccole e medie imprese stanno raccogliendo la sfida e vogliono migliorare le loro infrastrutture di rete al fine di cavalcare la crescita

Le reti sono il futuro del business. E il futuro è rappresentato dalle nuove generazioni, ossia i cosiddetti Millenials, giovani che, secondo un articolo Forbes, rappresenteranno il 75% della forza lavoro nel 2030. Ma non manca molto e bisogna prenderne atto fin da subito

I Millenials stanno portando con sé una nuova percezione del lavoro e di come vorrebbero vedere realizzati i propri ambiti lavorativi: dal lavoro d’ufficio, fino al rapporto tra datore di lavoro e dipendente stesso. Considerare questa generazione come vincente e portatrice di novità positive, è un’idea che deve far riflettere perché presumibilmente porterà una nuova visione sul fronte proprio del business.

I Millenials sono ‘veloci’ ambiscono a crescere in azienda e se non trovano terreno fertile sono disposti a spostarsi e lasciare l’azienda per trovare un altro lido. Hanno poi una forte mentalità imprenditoriale che li porta a cercare sempre opportunità stimolanti anche al di fuori dall’ambiente in cui operano e, come i nativi digitali, i Millenials hanno a disposizione molti strumenti e risorse pertanto sono ‘pensatori’ più critici. Insomma i Millenials nasceranno in un ambiente lavorativo diverso da quello attuale e, proprio per questo, si aspettano di potersi collegare a qualsiasi dispositivo e in qualsiasi momento senza interruzioni.  

Le attuali tendenze sulla mobilità delle imprese evidenziano un’evoluzione nella natura del lavoro e sottolineano la necessità che le organizzazioni potenzino e gestiscano la mobilità dei dipendenti per soddisfare le esigenze di sicurezza, agilità e produttività. Infatti, il 61% dei lavoratori spiega di connettersi, per parte della giornata, al di fuori dell’ambiente di lavoro; almeno tre dispositivi sono utilizzati quotidianamente da un dipendente per attività di lavoro; il numero di dispositivi gestiti in azienda è aumentato del 72% dal 2014 al 2015; IOS domina il mercato e rappresenta la piattaforma mobile più usata in quasi ogni settore verticale. Di fronte alla necessità, dettata anche dal mercato, di avere molti device e di potersi connettere ovunque e in qualsiasi momento, anche le piccole e medie imprese stanno raccogliendo la sfida e vogliono migliorare le loro infrastrutture di rete al fine di cavalcare la crescita.

Secondo AMI-Partners 2014 ICT & Cloud Study, il miglioramento delle prestazioni della connettività della rete è messo al primo posto tra le priorità strategiche delle Pmi. Allo stesso tempo, il 63% delle piccole imprese con meno di 50 dipendenti si dice disponibile a consentire il BYOD. Ma non solo per le imprese, anche per il dipendente. Infatti, secondo una delle ultime relazioni della Tech Pro Research, permettere ai dipendenti di utilizzare i loro dispositivi personali come telefoni, computer portatili e orologi intelligenti per il lavoro può portare a una maggiore soddisfazione. Secondo Tech Pro Research, la maggioranza degli intervistati dell’indagine, condotta nel dicembre 2015, ha dichiarato che i costi It sono rimasti uguali o sono diminuiti dopo l’implementazione delle politiche BYOD.

Con l’acquisizione di Aruba, i servizi di HPE networking hanno fatto un passo avanti nel soddisfare le esigenze delle piccole imprese consentendo maggiore flessibilità, produttività e risparmi di costi con tecnologia su misura. Per esempio, nell’ambito di una trasformazione digitale dell’impresa, gli switch HPE offrono fino a 10 collegamenti GbE alla memoria e ai server; vi è un guadagno di produttività, fino a 60 minuti, per dipendente all’anno, così come un aumento dei profitti fino a 2400 dollari, sempre per dipendente all’anno.

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