Quantcast
L´IT al servizio della tua impresa

Le grandi sfide IT per le PMI

hpe-intel-hub-migliorare-redditivita

Il mantra è sempre quello di migliorare la redditività degli investimenti ma capire dove si è strategico per non sbagliare

Non c’è digital transformation senza un’accurata analisi del punto di partenza. Lo sappiamo: le nostre PMI in tanti casi soffrono di ritardi atavici, ma non tutte, e sapere dove si è, e i rischi che si corrono, senza muovere almeno i primi passi nel tempo, sarà l’unica vera non strategia. Le infrastrutture antiche e inefficienti sono la punta di un iceberg da sciogliere.

Partiamo così da un dato davvero suggestivo, quello che spiega come i server che hanno più di quattro anni forniscono appena il 4 percento delle prestazioni dei server attuali, ma utilizzando il 65 percento dell’energia. A volte la scelta di non cambiare è influenzata dal fatto che le macchine che si utilizzano sono sfruttate per meno della metà della loro capacità e la paura con i budget limitati di sbagliare la propria scelta sembra sia sempre meno peggio che rimanere dove si è.

Infatti oltre il 30 percento delle aziende investe in iniziative solo se l’obiettivo finale è la riduzione dei costi: è naturale che fare spendere soldi per non ottenere questo risultato risulterà letale al malcapitato di turno. Tra incudine e martello ai responsabili IT viene però anche chiesto di evitare i downtime non pianificati che sono sempre di più: il 77 percento di essi è dovuto a problemi di prestazioni, per danni (in cifre) che è meglio non pensarci.

Il problema di un’infrastruttura obsoleta che offre sempre meno, anche se non è utilizzata al meglio delle sue capacità, si accompagna alla paura di cambiare perché spesso si crede che un’infrastruttura aggiornata richieda maggiori expertise o l’aiuto di altro personale, che ovviamente non sarà disponibile. I dati dell’infografica parlano chiaro: con una PMI su 5 che non ha a disposizione risorse dedicate a tempo pieno e oltre la metà di esse che dispone al massimo di due persone. Il quadro sembra che non lasci nessuna soluzione possibile e invece è proprio ribaltando gli elementi del paradigma con cui si sono sempre affrontati i problemi che si troverà una soluzione non solo adatta, ma addirittura virtuosa.

La soluzione è fuori dagli schemi
Il quadro che abbiamo appena delineato richiede proprio un cambiamento di prospettiva (e un pizzico di coraggio) ma solo una scelta coraggiosa può avere un senso, certo sfruttando un partner per il quale dalla vostra riuscita dipenda anche la sua.

I dati parlano chiaro: efficientare significa in qualche caso ricorrere a sistemi nuovi. Vuol dire però riuscire a ridurre i costi, risparmiare spazio, beneficiare presto di soluzioni storage con classi di efficienza del tutto diverse, e probabilmente ripensare alla sicurezza di rete integrata. Quasi sicuro il ricorso a meno risorse fisiche e più risorse virtualizzate.

E’ verosimile un risparmio in hardware di circa il 30 percento, che deriva dal consolidamento, dalla gestione di più applicazioni su meno server, dalla distribuzione delle stesse sulle VM.
Ultimo, ma non per questo meno importante, nella nostra strategia a tre punti (i primi due sono efficientamento e virtualizzazione) c’è il consolidamento e la semplificazione della gestione. Questa ricetta è fondamentale, tanto quanto i primi due passaggi: si tratta di automatizzare le funzioni manuali, avere a disposizione un unico set di strumenti, omogenei, integrati, per visualizzare in consolle, il più possibile unificate, l’infrastruttura e ottenere per una vista di insieme che permetta di individuare in meno tempo le criticità. E il dato in infografica è emblematico, con la possibilità di ridurre il downtime del 77 percento, semplicemente con una migliore gestione.

La proposta per un percorso ‘netto’ e senza rischi arriva da HPE con Just Right IT. Significa proprio l’IT disegnata su misura per le organizzazioni più piccole e al prezzo sostenibile (anche attraverso i vostri partner).

I paradigmi che abbiamo visto essere critici sono risolti da proposte corrispettive nell’ambito del portafoglio prodotti HPE che, disegnati per lavorare insieme tra loro, aggiungono un plus di benefici. I server HPE ProLiant Gen9 arrivano a consumare fino al 36 percento in meno, rispetto a soluzioni di vecchia generazione, con risparmi significativi di spazio e energia per il raffreddamento.

Lo storage HPE e la virtualizzazione eleveranno questa riduzione dei costi energetici anche al 60 percento, mentre nel comparto networking, si arriva fino al 35 percento. Tanto si risparmia in costi energetici, quanto in TCO finale, circa il 60 percento. E’ una percentuale chiave, proprio quando si decide di sposare e coniugare virtualizzazione e ProLiant.

Uno studio IDC The Business Value of Connected Support from HPE quantifica in una percentuale di riduzione fino al 77 percento il tempo di gestione per gli eventi straordinari. Aggiungiamo che una scelta di virtualizzazione opportunamente orchestrata permetterà di aggiornare in pochi clic.

Clicca sull’immagine qui sotto per aprire l’infografica completa.

2017-04-06_15h45_02