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I vantaggi delle soluzioni convergenti di HPE: il caso della First National Bank di Darlington

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La storia di una piccola banca che sfrutta le soluzioni di infrastruttura convergente di HPE per il massimo delle performance a costi sostenibili

Immaginate una piccola comunità locale, con ancora la sua banca di riferimento, perché è la più comoda, è la più vicina, perché è stata per anni il riferimento delle famiglie, ecco la First National Bank di Darlington è più o meno una realtà di questo tipo, è al servizio di una popolazione di circa 2500 persone nella contea Lafayette del Wisconsin. Vi sono impiegate 20 persone, e davvero sembra la banca tipica di una volta, quella in cui chi ci lavora conosce anche i clienti per nome e cognome. Sembra fuori dal tempo, ma non lo è, perché anche tante nostre filiali sono ancora così, e mantengono questo rapporto con il cliente.

Approccio antico, ma tecnologia moderna e soprattutto come ogni istituto finanziario è obbligatorio anche in queste realtà una perfetta compliance ai regolamenti, né più né meno che negli altri istituti. Da qui la scelta di un’infrastruttura Converged di HPE.

L’infrastruttura IT di una piccola banca è di classe enterprise

Quella della FNB di Darlington è una piccola storia ma con tanti spunti significativi. Per esempio, Michael Lee, è allo stesso tempo un dirigente e il responsabile dei sistemi informativi di quell’istituto, e ha imparato sulla propria pelle quali siano i rischi in questi casi. E’ soprannominato infatti Big Foot per aver mandato all’aria un sistema di alimentazione e quindi spento un server in un momento critico e oggi è il primo evangelist di un credo semplice, ma vero come il cielo: “Che tu sia una piccola o una grande realtà quando capita qualcosa la paghi uguale, in proporzione ma la paghi sempre cara”. Parliamo dei rischi a cui si va incontro per esempio per l’assenza di un sistema di livello enterprise di ridondanza, di una soluzione di disaster recovery e di potenze di calcolo ben dimensionate.

Allora ecco cosa è stato fatto: la FNB ha iniziato il suo viaggio verso una soluzione di virtualizzazione già anni fa con HPE Smart Bundle Platform. Prima si affidava a una serie di vecchi server, con relativi malfunzionamenti e shutdown anche in orario di ufficio. Lee ha saputo intravedere nella soluzione software di VMware e nella tecnologia HPE la soluzione ai suoi problemi, e ha sposato la proposta HPE Converged Infrastructure che è in grado di fornire server, storage e networking in pool condivisi, con risorse interoperabili , più efficienti a livello di data center e facili da gestire e scalare. Con la virtualizzazione sulla piattaforma HPE, la FNB di Darlington ha ridotto il proprio RTO (Recovery Time Objective), da tre giorni a tre minuti, eaccelerato i processi di patching del 75 percento. I clienti non devono nemmeno aspettare i minuti del caffè se qualcosa va storto. Lee ha guadagnato 10 ore a settimana che poi ha speso in altro modo (ma sempre al lavoro ;-). In caso di problemi Lee ha scelto di affidarsi ai servizi HPE, per garantirsi la copertura 24×7 e il tempi di risposta massimo in 4 ore e dichiara di aver ricevuto un gruppo di alimentazione nel tempo richiesto con la verifica il giorno successivo dello staff HPE per assicurarsi che tutto fosse ok.

La banca ha sviluppato successivamente anche altri servizi e deciso il deployment di un’applicazione per l’apertura di un deposito, chiamata Compliance Concierge. Tra i requisiti di quel software e del database Oracle di riferimento ci sono stati l’aggiornamento dell’ambiente dati, decisamente vetusto, task che è stato sostenuto sfruttando la tecnologia HPE. Lee si è affidato a Core Vision IT Solutions (Partner HPE),uno dei validi partner locali che operano nel Wisconsin, per disegnare l’architettura e per il supporto tecnico day to day.

Ecco allora come si è composta la Converged Infrastructure scelta da Lee: due HPE ProLiant DL380p Gen 8 (ora è disponibile anche HPE ProLiant DL380 Gen 9), ognuno con due quad core Intel Xeon, con le risorse necessarie per garantirsi update rapidi e sistemi di monitoring automatizzati. I nuovi server con otto core Vmware vSphere, il database Oracle aggiornamento e Compliance Concierge sono al centro di un sistema per cui i clienti non aspettano mai.

L’abbiamo anticipato. FNB, come tante realtà di quel tipo, ovviamente ha anche il problema del budget, ma ha voluto lavorare anche al problema storage e lo ha fatto con una soluzione HPE SDS per non precludersi la possibilità di crescere in futuro.

Una soluzione Software Defined Storage permette di separare la risorsa fisica, dalle funzioni di controllo, di protezione e dai servizi avanzati per l’analisi dei dati. Si tratta di task in cui HPE StoreVirtual Storage si presenta come soluzione Converged ideale, per riservarsi i benefici di una vera e propria architettura SAN (Storage Area Network), senza i relativi costi. HPE StoreVirtual VSA sfrutta lo spazio storage disponibile sui server, e crea un pool che viene visto come un’unica risorsa, pur sfruttando lo spazio disponibile su più server. Se si perde l’efficienza di una risorsa VMware sposta l’applicazione su un altro server, mantenendo l’accesso ai dati che VSA ha già copiato.

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Non si può essere sicuri che tutto funzioni fino a che non lo si è provato. E Lee questo lo sa (dopo il suo piccolo incidente), per questo l’ha testato in prima persona, semplicemente strappando un cavo di rete. Il server di riserva è entrato in azione in meno di un minuto, e soprattutto la banca ha superato i test trimestrali e annuali sul recupero dati. Questi test sono pensati in modo che si sia in grado di dimostrare la capacità di garantire i servizi primari in caso di disastri. Nel caso della FNB di Darlington, se un server va fuori uso l’istituto è in grado di gestire il sistema bancario interno e generare documenti di prestito e deposito dopo pochi minuti, perché tutto è virtualizzato in rete e lo può fare proprio grazie all’architettura HPE ProLiant.

La banca dispone inoltre di un backup offsite nel caso di vere e proprie catastrofi e ha scelto le soluzioni Veeam Backup & Replication in questo ambito. La combinazione Veeam e HPE assicura il recupero veloce di intere macchine virtuali, dei file negli OS guest e dei sistemi applicativi direttamente dagli snapshots HPE StoreVirtual. La banca si muove così: ha creato un repository basato su disco, aggiornato tutti i giorni con le immagini di backup VM che salvano le informazioni dallo storage locale alle soluzioni NAS offsite e intanto sfrutta HPE StoreOnce VSA, soluzione SDS per il backup e il recupero negli ambienti virtualizzati. Lee ha deciso davvero di dormire sonni tranquilli… E magari tra qualche tempo nessuno più si ricorderà delle avventure di Big Foot…