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HPE 3PAR Flash Now, Come trasformare il data center nell’era All-Flash

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Come HPE guida e indirizza il cambiamento nei modelli di consumo dello storage per supportare a supporto delle scelte per un’architettura IT ibrida

Negli ultimi anni l’IT ha visto evolvere la tecnologia storage flash a tempi di record, e di pari passo anche le offerte, che pure solo in parte hanno visto scendere i prezzi in base in relazione alla diffusione dei dischi SSD. Da circa di un paio di anni possiamo addirittura sostenere che un’architettura all-flash sia effettivamente proponibile mainstream e a questo risultato hanno contribuito di sicuro gli avanzamenti della ricerca sulle memorie 3D Nand e l’aumento delle densità, ma anche tutte quelle tecnologie in grado di prolungare la vita dei dischi attraverso gli strumenti di controllo che permettono meno scritture dei medesimi dati.

IDC di recente ha pubblicato le cifre relative all’andamento del mercato storage, anche nella nostra regione EMEA. Mentre il mercato dello storage, nel complesso, sembrerebbe in sofferenza, la vendita delle unità all-flash decolla, cersce a doppia cifrà in modo bulgaro anche oltre il 50 percento e la transizione all-flash costituisce uno dei primi driver di crescita non solo per chi lo storage lo vende (Dell, HPE, NetApp, IBM e Hitachi, tra i protagonisti del mercato), ma soprattutto per chi lo usa.

Le strategie di consolidamento e la ricerca di infrastrutture iperconvergenti hanno fatto in modo che oggi sia effettivamente realistica la via all-flash per i data center, e in casa HPE questa via viene declinata attraverso l’insieme di iniziative HPE 3PAR Flash Now. Esso è concepito non solo per permettere ai nuovi clienti di realizzare il Data Center di prossima generazione, ma anche per condurre i clienti per mano nella transizione verso un DC All-Flash indirizzando la domanda per soluzioni storage più flessibili e nuovi modelli di consumo delle risorse.

Lo storage flash è disruptive

Una cosa è sicura: lo storage flash apre nuovi scenari, è disruptive, permette di pensare realisticamente persino a nuovi modelli di business. Non si parla solo di incrementare le performance, ma di una serie di vantaggi a cascata al punto da potere davvero pensare di “cambiare le carte in tavola e persino le regole del gioco”. Dati di una ricerca ESG documentano concretamente quanto scriviamo. Il 49 percento di 373 decision maker responsabili dei propri dipartimenti IT già utilizza risorse flash, il 20 percento ha dichiarato di volerlo fare nei mesi prossimi, ma soprattutto il 44 percento di chi ha già fatto il deployment di progetti flash ha dichiarato di avere abbattuto il TCO, e il 51 percento ha migliorato l’utilizzo delle risorse. Abbiamo ovviamente dato quasi per scontato il miglioramento delle performance (57 per cento), mentre forse fin poco troppo poco considerata è la riduzione sui consumi (rilevata comunque da circa il 43 percento del nostro campione).

Dati ricerca ESG su adozione dello storage Flash e relativi benefici
Dati ricerca ESG su adozione dello storage Flash e relativi benefici

Attenzione però: l’utilizzo di storage flash rappresenta un elemento chiave, ma non è sufficiente per indirizzare il cambiamento. Servono la capacità e l’abilità di ottenere benefici non solo prestazionali, ma anche economici e queste abilità si raggiungono solo se si è in grado di controllare e gestire risorse e processi. Un minore TCO solo perché si sono scelte soluzioni flash non è per nulla scontato.

Lo abbiamo detto: se si accetta che le tecnologie all-flash siano in grado di cambiare i giochi, allora si accetta anche che cambino le regole del gioco. Certo, con storage molto più rapido, anche le applicazioni e i workload godranno di performance accelerate, non solo in termini di throughput ma anche di latenza. Eppure, risolto il problema dello storage, ci si potrebbe ritrovare spostati i problemi a monte, sulla rete. Fare il deploying di un array all-flash su una rete Fibre Channel SAN datata potrebbe vanificare tutta la strategia, così come non agire ottimizzando anche i sistemi di backup.

Parliamo quindi e a ragione dell’importanza non solo di automatizzare tutta la piattaforma storage, ma di inquadrare anche il problema di portare a un livello di classe “all-software-defined” il proprio data center tout court.

Quindi anche la rete e le risorse di calcolo. A questo affianchiamo la capacità di una visione di gestione del rischio di tipo end-to-end. L’integrità del dato è un problema che non vi riguarda solo quando vi rivolgete ai vostri fornitori di sicurezza, ma deve riguardarvi per tutto il ciclo di vita della vostra “data fabric”. L’integrità del dato è figlia anche della rimozione degli errori sulle incosistenze, sulla deduplica, di una buona strategia di backup e compressione.

Le sfide, se ce ne sono state per chi ha già raccolto la scommessa Flash
Le sfide, se ce ne sono state per chi ha già raccolto la scommessa Flash

Verso i modelli di spesa “a consumo”

Per alcuni aspetti si può davvero sostenere che “investimento chiama investimento”. Non ci sono in questo ambito mete raggiungibili solo facendo metà del percorso. In un ecosistema virtuoso ibrido dove risorse off-premise in cloud convivono con risorse on-premise, i costi aggiuntivi che derivano dalla migrazione dei dati su e giù attraverso la WAN possono solo rendere più difficile gli economics. Chi è chiamato a gestire il budget IT non può limitarsi a valutare cosa accada oggi, deve andare oltre una semplice logica metrica, e magari pensare a un ciclo di transizione pluriennale ma ben scandito.

Di sicuro un compito non facile. HPE a questo proposito parla di di un vero e proprio spostamento verso un modello a consumo. Pagare solo per quanto si consuma è di sicuro un approccio intelligente. E’ possibile farlo anche chiedendo risorse top ai propri fornitori, e quindi è possibile farlo anche e proprio pensando a uno scenario di approdo all-flash.

Un’altra ricerca ESG per investigare la crescita di interesse in ambito SDS ha evidenziato che i più importanti vendor di storage ricevono come feedback dai propri clienti (73 percento dei casi) la preferenza per una qualche forma di metodo Pay per Use, in contrapposizione a un modello di pagamento delle forniture tradizionale.


Perché il cloud pubblico non risolve tutto

Fino a questo punto abbiamo dato per scontata la scelta di un’infrastruttura ibrida. In verità lo scenario è più complesso. Da un lato, pur di fronte a dati di TCO inequivocabili la percezione dello storage flash come un costo resta, e allo stesso tempo si pensa invece che la parola cloud sia in ogni caso una parola magica, quando si tratta di risparmiare. Non è in verità sempre così: non è vero cioè che demandare a risorse outsourcing la spesa che non si vuole tenere in casa, magari proprio per storage di migliore qualità, risulti alla lunga un approccio virtuoso. In verità in questi casi si guarda al cloud come elemento di risparmio certo proprio e solo perché in cloud sembrano sempre possibili i modelli di pagamento Pay per Use. Se fossero disponibili anche per lo storage on-premise, penseremmo lo stesso ad affidarci ai contratti con provider in cloud?

La proposta HPE 3PAR Flash Now

Proprio qui si innesta la proposta HPE 3PAR Flash Now: per portare la flessibilità di un modello a consumo, con un TCO bassissimo anche a chi sceglie risorse on-premise e vuole risparmiarsi i colli di bottiglia sulla rete. E questo ugualmente con tecnologia best in class, perché è la tecnologia HPE 3PAR StoreServ Storage disegnata in origine per un ‘architettura ITaaS. Gli array HPE 3PAR StoreServ Storage sono stati disegnati, dall’origine, come “thin” per ottimizzare capacità ed efficienza, quindi per minimizzare i bisogni di risorse e quindi ridurre i costi, senza incidere sull’efficienza dei workload. Questo è ovviamente possibile grazie al software. Con l’iniziativa HPE 3PAR Flash Now si esaltano le potenzialità della tecnologia 3PAR e si incrementa l’agilità con cui i dipartimenti IT possono accedere ad array all-flash e metterli in oper. Il modello Flash Now prevede quindi:

Opzioni flessibili sui consumi. HPE 3PAR Flash Now offre soluzioni on-premise di storage all-flash a partire da capacità utilizzabili minime di 0,03/GB, con due opzioni, Flex Capacity e Pre-Provisioning. La prima è un’offerta assolutamente pura “a servizio” e include IT e supporto con pagamenti mensili allineati all’utilizzo in un modello squisistamente “pay-as-you-go”. Con il modello Pre-Provisioning invece HPE assicura accesso veloce ad array 3Par Flash pronti all’uso con nessun pagamento dovuto fino all’attivazione.

I benefici del modello HPE Flexible Capacity
I benefici del modello HPE Flexible Capacity

L’infrastruttura può essere quindi essere messa in opera prima della richiesta di workload da parte delle applicazioni, ma effettivamente si paga solo per la capacità correntemente in uso. Lo storage è fatturato a seconda dell’utilizzo mensile. HPE pensa anche a quelle realtà che desiderano disporre sempre della migliore tecnologia flash, per questo ha ideato un’opzione di refresh tecnologico non-disruptive.

– Oltre lo storage HPE 3Par Flash Now arriva a includere le risorse di backup e la tecnologia HPE Smart SAN pensata per semplificare la gestione SAN sfruttando l’intelligenza dei componenti HPE Gen5 e Gen6 Fibre Channel.

– Abbiamo espressamente riportato all’attenzione il problema dei dati in transito attraverso la WAN verso le risorse di public cloud. E come non sempre il cloud pubblico sia la scelta migliore. 3PAR Flash Now abilita quindi la possibilità di mantenere una più ampia porzione di dati on-premise, su storage flash e il risultato è di disporre dei dati, controllati nel migliore dei modi possibile, ma non vincolati, pronti da essere utilizzati dalle applicazioni anche per i workload più impegnativi.

 

@tit2:Verso una realtà più grande
@tes:Sono in continuo cambiamento i bisogni delle aziende, delle organizzazioni IT. Ancora di più in questa fase di decisa trasformazione. Lo storage flash ha già dimostrato di poter indirizzare qualsiasi richiesta prestazionale in meglio e di trasformare tutto il data center. Tuttavia questo potenziale, in fondo inscritto nelle stesse specifiche del mezzo fisico, è solo una parte di quello che un’infrastruttura all-flash-array può offrire.

Lasciare il potenziale inespresso “in the box” sarebbe quindi il primo peccato. Per sfruttare tutti i benefici di un TCO che potenzialmente è già di per sé minore, quindi, bisogna proprio studiare le implicazioni delle soluzioni flash nel Data Center, in relazione ai requisiti che il Data Center deve avere.
Le iniziative sotto il cappello HPE 3Par Flash Now sono indirizzate in questo senso per facilitare la transizione e abilitare i clienti a fare business potendo contare sulla tecnologia all-flash più recente, semplicemente pagando per quello che stanno utilizzando, anche nei casi in cui on-premise hanno già disponibilità maggiori, come consentono alcuni profili dell’offerta.

HPE con 3PAR Flash Now evidenzia come un data center all-flash debba essere per poter essere definito tale. I benefit dati dalle performance della tecnologia flash vanno oltre l’array storage, e impattano su tutto il percorso dei dati, soprattutto quando si parla di storage network , dei processi di business e delle operations.

HPE comprende come qualsiasi trasformazione comporti rischi e costi e come per accompagnare per mano i clienti che le danno fiducia in questo processo di trasformazione il primo passo sia proprio quello di sapere gestire il rischio mentre si riducono in modo incisivo i costi.

E’ questo quindi il vero punto nodale dell’iniziativa 3Par Flash Now: guidare i clienti verso un data center all-flash nei propri ambienti on-premise, come momento di una trasformazione più ampia della loro scelta ibrida, togliendo quindi tutti gli ostacoli dal cammino.

Per questo i modelli di HPE vanno ben oltre semplici programmi di leasing, includono il refresh tecnologico, affidabilità garantita, con l’estensione dei programmi eventualmente possibile anche ad altri elementi dell’ecosistema all-flash, come per esempio le risorse di data protection e la rete.

Chi indaga, in questi tempi, di cadenze sempre più ravvicinate e con sempre maggiore urgenza come compiere la transizione verso le tecnologie flash, in modo indolore comprenderà bene che è tempo di fare le proprie mosse. Tutte le tematiche relative alla gestione del dato e alla sua sicurezza indicano come davvero sia rimasto a disposizione meno di un anno di tempo, almeno per progettare e modellizzare come si vuole trasformare il proprio business.
Chi invece ha già compiuto almeno in parte il passaggio da soluzioni di storage tradizionale a tecnologie flash sarà più deciso nella valutazione su come estendere a un numero maggiore di workload la strategia flash già messa alla prova.