Quantcast
L´IT al servizio della tua impresa

FIRST Lab, un hub per laureandi e dottorandi che riprogettano Firenze

8.2

Da un Protocollo di intesa per 4 milioni di euro tra HPE, fondazioni, università, distributori e system integrator nasce l’hub per progettare soluzioni innovative per la città e innescare un circolo virtuoso di condivisione di competenze e valorizzazione dei talenti

FIRST LAB significa FIRenze, SmarT Working Lab, ed è un laboratorio tecnologico innovativo per elaborare progetti e prototipi di nuovi servizi per Firenze, i suoi cittadini, i turisti, la città metropolitana tutta. Nasce da un protocollo di intesa triennale del valore di 4 milioni di euro siglato da HPE, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Università di Firenze, Fondazione per la ricerca e l’Innovazione (FRI), Computer Gross, TT Tecnosistemi, Var Group, Webkorner, Nana Bianca.

La sede è in Piazza Ugo di Toscana al Polo di Scienze Sociali dell’Università di Firenze. E’ stata individuata lì su una superficie di 400 mq la collocazione ideale per potenziare le opportunità di studio e di progettazione dei giovani in formazione.

8.1

Cos’è FIRST Lab

Ecco in cosa consiste FIRST Lab: i giovani che sviluppano studi e tesi di laurea o dottorato sui temi come controllo e risparmio energetico, e-government, e-health, infomobilità, sicurezza e sorveglianza intelligente, turismo intelligente potranno applicarsi nel Lab ed eventualmente vedere trasformarsi i propri studi in iniziative imprenditoriali.

Il “programma” FIRSTLab è costituito da progetti a sé stanti tutti allineati al piano strategico della Città Metropolitana di Firenze e da svolgere in collaborazione con il “Sentient City Lab” della Citta’ Metropolitana e del DISIT Lab di UNIFI. In coerenza a tali azioni, FIRST Lab si focalizzata principalmente (ma non esclusivamente) sui temi appena citati.

Gli studenti avranno a disposizione piattaforme software e hardware delle imprese partner (quindi anche HPE) e dell’Università di Firenze e saranno seguiti da tutor aziendali attraverso specifici momenti formativi. Potranno partecipare alle attività dell’hub circa un migliaio di studenti su 18 progetti nelle aree segnalate che si alterneranno nei tre anni.

La stretta di mano tra Venturi (HPE Italia), Dei (Rettore UNiFI) e Tombari (Fondazione CR Firenze)
La stretta di mano tra Venturi (HPE Italia), Dei (Rettore UNiFI) e Tombari (Fondazione CR Firenze)

I punti di forza dell’iniziativa sono molteplici: il primo è indubbiamente lo stretto legame con il territorio. Si tratta di un progetto no-profit per Firenze che riceverà non solo i benefici dei prototipi allo studio ma vedrà fiorire nuove professionalità in grado di rispondere alle sempre più specifiche esigenze dei territori metropolitani.

Il secondo punto di forza è dato dalla realizzazione concreta di un progetto dove la partnership pubblico privato dimostra di funzionare.

Il terzo è la condivisione di infrastrutture informatiche di altissimo livello anche per i giovani.

Stefano Venturi, Corporate Vice President e Amministratore Delegato Hewlett Packard Enterprise Italia in occasione, della nascita dell’hub ha spiegato: “Qui le idee avranno poi modo di crescere, potendo contare sul contributo delle tecnologie, soluzioni, esperienze e competenze di HPE e dei suoi Partner per accompagnare Firenze verso il proprio futuro di Smart City. Crediamo fortemente nella collaborazione con l’ecosistema dei nostri Partner con cui sviluppare soluzioni innovative che permettano di creare valore per il territorio, rendendo possibile e sostenibile la digital transformation. Siamo inoltre impegnati nel diffondere quella cultura digitale che è la base indispensabile per costruire l’Italia del domani, e lo facciamo partendo dai più giovani, che di questo domani saranno protagonisti”.

FIRST Lab in dettaglio

E’ possibile abilitare un nuovo modello operativo per progettare i nuovi servizi per la città. E’ questo il focus dell’iniziativa che si focalizza sulle necessità delle Smart Cities, abilita la conoscenza tra aziende, istituzioni e università e approda nella realizzazione di prototipi in un contesto multiculturale. In seconda battuta potranno nascere startup, essere individuati nuovi talenti fino alla realizzazione di un ecosistema di aziende focalizzate sull’innovazione.

Tre i modelli abilitanti: un modello di business, un modello operativo, un modello infrastrutturale. Per quest’ultimo pilastro si tratterà di integrare le piattaforme UNIFI e HPE hardware e software e fonderle con l’esperienza delle persone che partecipano al laboratorio, per garantire lo sviluppo armonico dell’iniziativa.

Sì, l’integrazione delle persone sarà fondamentale anche per la mera operatività che vedrà interlacciarsi competenze di risorse provenienti dalla facoltà di Scienze Sociali, Economia e Ingegneria, per utilizzare le componenti tecnologiche più avanzate e sviluppare singoli casi d’uso in un programma coordinato del tipo: idea-concept-prototipo. L’obiettivo ultimo resterà molto concreto: migliorare la vita ed il comfort di cittadini e turisti, e creare nuove professionalità.

Il valore dell’iniziativa

Per considerare il valore dell’iniziativa si possono valutare anche i seguenti elementi.
Con FIRST Lab si realizza una una piattaforma integrata su cui definire e sperimentare prototipi in ambito SmartCity, anche se in scala ridotta, ma con tutti gli elementi propri di tale realizzazione, come piattaforme tecnologiche (componenti di edge, piattaforme multiprotocollo per le analisi,sistemi convergenti, ecc.) e servizi (coordinamento, standard e processi di governance, ecc.).

Ecco, tra i risultati la stessa condivisione e collaborazione tra Aziende, Istituzioni e Università sarà un obiettivo, in modo che il modello possa essere replicato virtuosamente. E FIRST Lab possa essere considerato un polo di eccellenza. Anche perché l’importante esperienza di co-working si allinea ai tanti modelli di smart lab che stanno nascendo in altre città metropolitane italiane ed europee. Mostrare le competenze e gli use case sarà un valore riutilizzabile con tutti i visitatori del Lab.

Alla base di tutto il concetto di “idea economy”, con l’IT come fattore abilitante e l’approccio “no profit” per innescare altri futuri percorsi nell’ambito Smart Cities. Essere “no profit” non significa che, al di fuori del Laboratorio e dei suoi obiettivi (al più,prototipali), non possa esservi un passaggio ad una reale industrializzazione e implementazione nella città metropolitana di Firenze (cioè, da un singolo prototipo semplice, fino a migliaia di dispositivi “reali” da gestire, provare