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Costi di manutenzione sono l’ago della bilancia per l’Hyperconverged Infrastructure

12.1

Quanto i costi di manutenzione superano quelli di aggiornamento è arrivato il momento di cambiare. L’impresa può adottare un’infrastruttura iperconvergente per agevolare e velocizzare la struttura rendendola più snella. Testimonianze di Gartner e IDC dicono che il mercato dell’Hyperconverged continua a crescere

Molte aziende stanno valutando l’adozione di infrastrutture iperconvergenti nel tentativo di frenare l’aumento dei costi di manutenzione e della complessità nel data center. Ma come si fa a sapere se è necessario cambiare? Secondo un articolo di Whitney Garcia dal titolo “Time to upgrade your infrastructure? Weighing the costs of traditional vs. Hyperconverged”, tutti gradiscono gli aggiornamenti tecnologici ma per sapere quando è arrivato il momento giusto per aggiornare dobbiamo affidarci al buon senso. Questo ci dice che è arrivato il momento di farsi qualche domanda nel momento in cui i costi di manutenzione iniziano a superare i costi di aggiornamento. Quindi partiamo dai costi di manutenzione. Non è difficile trovare aziende, piccoli uffici che sono ancora dotati di It obsoleti e questo, di certo, non facilita l’agilità di miglioramento. Oltre a queste informazioni, risulta che questi sistemi sono complessi e difficili da mantenere, fanno alzare i costi e creano una mole di dati tale che porta a una proliferazione delle macchine virtuali. Ma oggi, le applicazioni e i servizi in continuo cambiamento (come il cloud computing, virtual desktop infrastructure e DevOps) richiedono un’infrastruttura IT più agile, scalabile e accessibile. I data center moderni richiedono semplicità in modo da tenere basse le spese operative.

L’andamento del mercato

Gartner afferma, in un recente studio, che i sistemi iperconvergenti costituiranno il segmento di crescita più rapido di tutto il mercato dei sistemi integrati per il 2019. I clienti virano verso soluzioni iperconvergenti per semplificare operazioni e risparmiare denaro. Questo andamento è verificabile anche dai dati di un’altra società di analisi, Idc, che proprio relativamente a questi temi, ha messo in evidenza come l’aumento dell’attenzione delle società verso i sistemi iperconvergenti sia anche conclamata dai dati di mercato realtivi ai sistemi stessi. Secondo IDC,  il mercato dei sistemi convergenti ha registrato, nel terzo trimestre 2016, una crescita in valore dell’1,7% anno su anno raggiungendo quota 2,6 miliardi di dollari. Cresce anche la capacità di storage installata: 1,4 exabyte nel trimestre rappresentano un incremento del 12,5%. IDC divide il mercato dei sistemi convergenti in quattro sotto-comparti:integrated infrastructure, certified reference system, integrated platform, hyperconverged system. I primi due rispondono alla definizione in senso stretto di sistemi convergenti, le integrated platform aggiungono una componente software più importante e indirizzata a un ambito specifico (sviluppo, database…), gli hyperconverged system sono ad alto grado di virtualizzazione delle risorse hardware sottostanti (computing e storage) e permettono digestirle in maniera unificata. Ed è proprio l’ambito dei sistemi hyperconverged, quello che cresce di più, che sta man mano raggiungendo quello delle integrated platform. Nel trimestre considerato è cresciuto del 104% circa con un giro d’affari di 570,5 milioni di dollari.

Per via della loro configurazione all-in-one, i sistemi iperconvergenti permettono di costruire, scalare e proteggere l’infrastruttura IT con più convenienza ed efficacia rispetto alle soluzioni oggi disponibili. L’intelligenza software-defined riduce la gestione delle operazioni, fornisce approvvigionamento automatico alle risorse di elaborazione e capacità di storage per carichi di lavoro dinamici.

Iniziare con poco per poi, eventualmente, aggiungere

Le soluzioni iperconvergenti non sono tutte uguali. Per determinare quella più adatta, è necessario vedere quanto si risparmia in termini di spese di capitale e spese operative. HPE offre soluzioni convergenti a basso costo di scalabilità e in grado di supportare un maggior numero di macchine virtuali, che significa meno costi per hardware e software. Non è necessario un nuovo apparecchio per aggiungere storage(se avete spazio in nodi già esistenti) e non sono necessarie apparecchi aggiuntivi per il backup dei dati.

Le soluzioni HPE Hyper Converged sono molto facili da implementare e rendono non più necessaria la gestione sul posto di server, storage e rete, facendo risparmiare ancora più tempo e denaro. Era dai tempi di Discover 2015, a Londra, che HPE lanciò la Composable Infrastructure, come ultimo tassello di una strategia nata negli anni passati, che distanzia di gran lunga la Traditional Infrastracture. La  Converged Infrastructure garantiva velocità di sviluppo di giorni e si collocava dopo l’ultima Hyper Converged Infrastucture che parlava ai clienti di sviluppo inore. Oggi l’infrastruttura garantisce una velocità di sviluppo di pochi minuti e distanzia il mondo tradizionale dell’It che aggiornava applicazioni e sistemi una o due volte l’anno, e si adegua ai tempi della IT Economy, dinamica, radicalmente diversa dal passato, con flussi di lavoro ottimizzati e sviluppo di applicazioni già native in cloud.