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Anche le filiali hanno una dignità

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Il responsabile It di una grande azienda che ha filiali o sedi secondarie rischia di fallire se non ha un budget elevato e velocità di risposta altrettanto celere. Anche per un approccio ROBO (Deploying Remote e Branch Offices), l’Hyperconverged può fare la differenza. Vediamo come

Vi siete mai chiesti quale sia il prezzo che la sede centrale di una società deve pagare in termini di qualità ed efficienza di servizio verso le proprie filiali o gli uffici distaccati? A livello di supporto It, molto, perché ognuna delle filiali non vuole essere diversa dalle altre e vuole ricevere lo stesso trattamento, sia in termini di velocità di risposta, sia in termini di performance operativa e, in secondo luogo, perché il responsabile It che opera presso la sede centrale non ha la capacità e la velocità di soddisfare sempre al 100 per cento le filiali o le sedi distaccate. Stiamo parlando di ROBO (Deploying Remote e Branch Offices) e a quali casistiche vada incontro. Non bisogna dimenticare a quali rischi possa andare incontro il server della sede centrale e quali attacchi possano subire i server remoti.

Il server della sede centrale, sebbene sia un sorvegliato speciale, non è in grado di assicurare che i vari server remoti non possano essere attaccati, forse proprio perché i collegamenti tra casa madre e filiale sono deboli. Ecco che servirebbe implementare un piano di protezione dai rischi molto accurato. Ma questo aspetto presuppone anche un ampio budget, che spesso non è lontanamente pensato dalle aziende.

E allora che fare? E’ in questa situazione che le strutture e l’approccio iperconvergente possono fare la differenza. Poter combinare server, storage e macchine virtuali, in un’unica soluzione integrata, ma non per questo ‘bloccata’, perché grazie all’architettura Software Defined è possibile gestire da un’unica interfaccia ogni aspetto di configurazione e le relative prestazioni, fa la differenza. Una struttura Hyperconverged permette alle imprese: semplicità, flessibilità, bassi costi e performance. Un’infrastruttura iperconvergente permette a chi gestisce l’IT in azienda di fare il deployment alla stessa velocità consentita da una soluzione di cloud pubblico, senza bisogno di disporre di competenze specifiche, oltre a quelle già presenti, con un risparmio per ogni singola postazione vicino al 35 percento (benchmark basato su una scelta HPE Hyper Converged 380).

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L’obiettivo di un sistema iperconvergente come questo proposto è prima di tutto quello di semplificare l’infrastruttura IT, assicurarsi un deployment veloce, ma non per questo meno scalabile, e una gestione centralizzata dell’infrastruttura virtualizzata. HPE parla di risparmi 3X in confronto a quelli di un’infrastruttura IT tradizionale e di un risparmio 2X rispetto a una proposta in public cloud. Se ne è accorta almeno un’azienda su due che sta considerando la possibilità di adottare il modello. Secondo i dati Gartner e di Actual Media, entro il 2019 saranno investiti su sistemi iperconvergenti oltre 5 miliardi di dollari, e il modello diventerà mainstream nell’arco di cinque anni. Sta a ognuno decidere se prendere il treno della Digital Trasformation o lasciarlo passare mettendo a rischio il proprio business. Infine, secondo IDC, nel terzo trimestre 2016, ha corso l’ambito dei sistemi hyperconverged, che sta man mano raggiungendo quello delle integrated platform. Nel trimestre considerato è cresciuto del 104 per cento circa con un giro d’affari di 570,5 milioni di dollari.