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Yahoo! acquisita da Verizon. Le occasioni perse e le opportunità

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

L’acquisizione di Yahoo! da parte di Verizon per 4.8 miliardi di dollari è una delle più “economiche” nel mondo di Internet. Verizon dovrà unire gli asset di Aol e Yahoo! entro la fine del 2017

Una cifra di soli 4.8 miliardi di dollari quella con la quale Verizon si è aggiudicata Yahoo!, una “svenditain discussione da tempo, che solo alcuni anni fa avrebbe avuto cifre più altisonanti e sarebbe stata considerata una delle acquisizioni strategiche in ambito IT e Tlc.

L’azienda pioniere dei motori di ricerca valeva 125 miliardi di dollari nel 2000, quando Facebook non era ancora nata né quotata (2002), Google non aveva ancora iniziato la sua crescita vertiginosa verso la borsa nel 2004, non si parlava né di WhatsApp né di Linkedin. Da icona a realtà che ha perso nel tempo smalto e acquirenti.

Lowell McAdam, Chairman e Ceo di Verizon Lowell C. McAdam
Lowell McAdam, Chairman e Ceo di Verizon

Ci aveva provato Microsoft ad acquisirla nel 2008 per una cifra dieci volte tanto quella di oggi (44,6 miliardi di dollari) che Yahoo aveva definito “troppo bassa” perché ai tempi il suo servizio di posta era il più usato al mondo. Aveva provato a rilanciare l’azienda il Ceo Carol Bartz, che si era accordata con Steve Ballmer, Ceo di Microsoft, per portare l’algoritmo di Bing su Yahoo! pagandone poi lo scotto. Ci aveva provato il Ceo successivo, Melissa Mayer, in arrivo nel 2012 per una cifra stratosferica da Google, facendo qualche taglio (la “cura Mayer”) e qualche investimento poco riuscito (l’acquisizione del social network Tumblr per 1,1 miliardi di dollari)…
Ma mentre da una parte cresceva la popolarità del mobile, dell’advertising online, dei social media, dall’altra Yahoo! decideva di non entrare con convinzione nel mercato delle App, contribuendo a dare il colpo di grazia all’azienda che in passato poco lontando (2006)  aveva lei stessa provato ad acquisire Facebook. Altri tempi.

Marissa Mayer, ceo di Yahoo!
Marissa Mayer, ceo di Yahoo!

Oggi che Verizon arriva al dunque, i giochi di forza sul mercato hanno ridefinito nel frattempo nuovi equilibri. Facebook si è comprata WhatsApp per 19 miliardi di dollari nel 2014, Microsoft si è comprata Linkedin per 26,2 miliardi di dollari quest’anno e prima (nel 2011) Skype per 8 miliardi di dollari (nessuna cifra tanto bassa quanto quella odierna spesa per Yahoo!)
Ma per Verizon, che si aggiudica l’azienda ex-pioniera, è sicuramente una mossa interessante che va ad incrementare la strategia nel mondo web e del digital advertising già avviata lo scorso anno con l’acquisizione di Aol per 4,4 miliardi di dollari e aggiunge ai contenuti di Aol il miliardo di utenti che Yahoo! detiene a livello mondiale, grazie soprattutto al motore di ricerca e alle news.

Nonostante la perdita di valore di Yahoo! negli anni, la Mayer è pronta a lasciare con una buonauscita di quasi 60 milioni di dollari, gli azionisti a godersi un tesoretto significativo (la quota del 15% del sito di e-commerce Alibaba e del 35,5% di Yahoo! Japan per un valore complessivo di 40 miliardi di dollari) ma l’incertezza sul futuro rimane, anche se c’è tempo per definire le nuove strategie: l’acquisizione sarà completata fra un anno e mezzo, entro la fine 2017. La prima incognita sarà se resterà o no il brand.