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Unified Communication, questo sconosciuto

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Un’indagine di Forrester rivela come le aziende abbiano ancora le idee poco chiare

Più della metà delle aziende nordamericane ed europee si sono dichiarate quantomeno confuse sul valore dell’Unified Communication. Il rapporto stilato da Forrester e intitolato State Of Enterprise Networks And Telecommunications 2008 rivela infatti che il 55% delle 2.187 imprese intervistate non ha affatto chiari quali possano essere i benefici collegati all’adozione di questa tecnologia a livello organizzativo. Di fatto, è solo l’11% del panel che ha già provveduto a implementarla con un altro 16% che ha spiegato di essere in fase di rilascio. Il restante 57% sta facendo le sue valutazioni o i suoi pilot, confermandosi agli albori dell’esperienza; si tratta di un dato che non sorprende gli analisti che sottolineano comunque un margine di crescita del 21% rispetto alle risposte positive del 2007, seppure i dati di acquisto rimangono invariati.

Insomma sempre più gente parla di Uc anche se alla domanda semplice e diretta di che cosa sia questa tecnologia le risposte rivelano che non esiste in merito un’idea precisa, soprattutto in merito al fattore a cui il Cda è più sensibile: il Roi. VoIp, unified messaging, presence, multimedia conferencing, collaboration sono tutti aspetti che vengono colti come parte integrante dell’Uc ma fondamentalmente non è ancora chiaro che cosa questo significhi a livello aziendale e questo spiegherebbe perché nei prossimi 12-18 mesi non ci saranno grandi rivoluzioni progettuali che muoveranno gli investimenti di imprese e organizzazioni. Ad oggi la priorità dei business plan è la mobilità: per il 64%, infatti, il supporto ai lavoratori in mobilità risulta decisamente più strategico.