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Top 100 Vendor in IT: per Gartner Apple è prima

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

Cala di 8,8 miliardi di dollari il fatturato in IT raccolto complessivamente da Apple, Samsung, Google, Microsoft e Ibm nel 2016. Le cinque aziende rimangono in ogni caso in vetta alla TOP 100 Vendor in IT di Gartner ma i giganti digitali sono in agguato

Nella classifica delle TOP 100 aziende  in  IT stilata da Gartner per il 2016, Apple si riconferma  al primo posto con più di 218 miliardi di dollari di fatturato IT, e un distacco significativo – pari a 79 miliardi di dollari – rispetto a Samsung che si mantiene salda al secondo posto con un fatturato IT di 139 miliardi di dollari nel 2016.
Seguono Google, con un giro d’affari di 90 miliardi di dollari, Microsoft (85,7) e Ibm (77,8), in posizioni diverse rispetto al passato. Se Apple e Samsung rimangono salde nelle loro rispettive posizioni (anche se entrambi con fatturato IT in diminuzione per un rallentamento del mercato smartphone e tablet), Google balza al terzo posto dalla quinta posizione con una fatturato in crescita dai 75 miliardi di dollari del 2015 ai 90 del 2016, facendo slittare verso il basso Microsoft e Ibm, entrambi con minori giri d’affari IT rispetto al 2015 (rispettivamente 88 e 79,6 miliardi). Complessivamente i ricavi IT delle prime 5 aziende calano di 8,8 miliardi nel 2016  rispetto all’anno precedente.

Fatturati in IT a confronto per le prime 5 aziende della TOP 100 Gartner in IT
Fatturati in IT a confronto per le prime 5 aziende della TOP 100 Gartner

 

I dati, presentati a Los Angeles durante l’evento annuale Gartner Tech Growth & Innovation Conference, premiano quelle aziende che hanno saputo cogliere i nuovi paradigmi del mercato, legati alla  convergenza di quattro forze –  social, mobility, cloud e informazione – che tengono di riflesso  traccia dei tempi diversi in cui le aziende si sono mosse nel mercato digitale.
“Le esigenze dei Cio in fase di acquisto hanno subìto uno slittamento dovuto alle quattro forze che governano oggi il business.  Dal momento che i Ceo sono focalizzati sulla crescita del fatturato leggono anche gli investimenti in IT  dei Cio secondo questa prospettiva”
  ha dichiarato John-David Lovelock, vice president & analyst di Gartner.

Il peso del fatturato IT (che raccoglie anche  gli investimenti sostenuti in servizi di comunicazione) è correlato con la storia delle aziende, fatta di scelte diverse, in tempi diversi, con strategie diverse che hanno saputo cogliere opportunità nel corso degli anni: se Apple e Samsung devono molto del loro fatturato all’allineamento odierno con  mobilty, dati, cloud e social, Microsoft aveva iniziato precedentemente la sua spinta software,  così come  Ibm ricopriva  una posizione dominante all’inizio dello sviluppo del mercato IT quando si richiedevano server, storage e servizi di consulenza. “Se all’inizio questo apporto di consulenza era stato strategico per impostare nuovi progetti, oggi con l’arrivo del cloud, servizi e pc sono diventati delle commodity  precisa Lovelock sottolineando che nello scenario odierno che vede le aziende aumentare  la loro propensione a digitalizzare ogni  servizio, sono destinate a crescere altri giganti accanto a Google o  Apple, come Facebook, Amazon, Baidu, Alibaba e Tencent che  accresceranno la loro rilevanza e la loro forza da qui al 2021 se riusciranno a intercettare qualsiasi business che riguarderà contenuti e servizi digitali.  “Qualsiasi azienda che vorrà ingaggiare consumatori nell’arena digitale  dovrà considerare l’ingaggio attraverso uno di questi giganti digitali” precisa Lovelock soprattutto nel mondo consumer, lasciando però aperte opportunità nel mondo B2B  alle grandi aziende che si occupano di cloud e digital transformation. Amazon Web Services ha cambiato in modo radicale il business software e hardware con la strategia di cloud pubblico, così come Apple è dominate nel mondo delle mobiity enterprise e Google nel mondo della produttività d’ufficio, allargando il suo perimetro iniziale legato al mondo della ricerca web” precisa Lovelock. Sono gli stessi vendor che per stare  al passo devono cambiare il loro profilo.

Ecco le prime 26 aziende della classifica di Gartner:
1. Apple (218.1 miliardi di dollari)
2. Samsung Vendor Group (139.1 miliardi di dollari)
3. Google (90.1 miliardi di dollari)
4. Microsoft (85.7 miliardi di dollari)
5. IBM (77.8 miliardi di dollari)
6. AT&T (70.5 miliardi di dollari)
7. Dell Technologies Vendor Group (59.5 miliardi di dollari)
8. Intel (57.6 miliardi di dollari)
9. HP Inc (48.0 miliardi di dollari)
10. HPE (46.1 miliardi di dollari)
11. Lenovo (42.6 miliardi di dollari)
12. Amazon (41.9 miliardi di dollari)
13. Sony (41.7 miliardi di dollari)
14. NTT Vendor Group (41.3 miliardi di dollari)
15. Comcast (39.7 miliardi di dollari)
16. Oracle (37.0 miliardi di dollari)
17. Huawei (36.6 miliardi di dollari)
18. Cisco (37 miliardi di dollari)
19. Panasonic (35.4 miliardi di dollari)
20. LG Vendor Group (34.2 miliardi di dollari)
21. Accenture (34.1 miliardi di dollari)
22. SoftBank (31.5 miliardi di dollari)
23. Verizon (31 miliardi di dollari)
24. Fujitsu Vendor Group (28.7 miliardi di dollari)
25. Facebook (27.6 miliardi di dollari)
26. Canon (26.8 miliardi di dollari)