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Teradata: gestire meglio quel tesoro di dati aziendali

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

Durante l’Enterprise Intelligence Summit di Lisbona, i vertici di Teradata hanno fatto il punto sul ruolo della business intelligence, sul futuro del mercato e sugli sviluppi della recente partnership con Sas

La business intelligence deve passare dal back office al front line di un’azienda. Che le informazioni siano strategiche per ogni imprenditore è un dato di fatto, ma che le stesse possano spostare l’ago della bilancia della competitività e della profittabilità non è sempre chiaro alle imprese. E’ per questo che l’approccio alla Bi non passa attraverso una rivoluzione tecnologica, quanto organizzativa. Questo, in sintesi, uno dei punti cardine dell’intervento di Mike Koehler, president e ceo di Teradata Corporation nell’ambito dell’Enterprise Intelligence Summit di Lisbona.

Un punto fermo dunque è la “massimizzazione della business intelligence, anche attraverso opportunità di investimento in ricerca e sviluppo”, commenta Koehler. Ma quali sono i driver principali del cambiamento verso la massima resa della business intelligence? “I prodotti, i clienti, i fornitori, i processi sono solo alcuni degli elementi chiave – spiega – che non vanno trascurati anche perché quest’anno, la prima problematica che le aziende devono affrontare è proprio la business intelligence. La Bi aiuta le imprese a essere più competitive ed è per questo che dal back office, la business intelligence deve passare al front line perché le informazioni organizzate siano profittevoli. Di questo si devono rendere conto le aziende e non c’è rivoluzione tecnologica che tenga – spiega Koehlerserve una rivoluzione organizzativa.

E il futuro? “Democratizzazione delle informazioni, nuovi player che si affaccino sul mercato e gestione del cambiamento”. Sono questi gli ingredienti che avvicineranno i produttori di tecnologia alle esigenze del mercato, secondo Hermann Wimmer, president Europe, Middle East and Africa di Teradata Corporation.Si, perché il cliente non profittevole che decide di non tenere conto delle informazioni come fattori strategici crea un danno al mercato. Penso che non sia vero che più player ci siano e più si danneggi il mercato, anzi, più player possono dare un impulso competitivo notevole. Mercato – spiega Wimmerè cambiato tanto e cambierà ancora”.

Durante l’evento di Lisbona si è fatto il punto sulla partnership tra Teradata e Sas, che risale a dopo l’estate 2007, e ha visto nuovi annunci pochi giorni fa. In particolare, le due società lanciano un nuovo programma per installare specifiche funzionalità Sas su server gestiti in ambiente Teradata. La prima fase di questo programma è già pronta, mentre ulteriori aggiornamenti saranno disponibili nell’ultimo trimestre del 2008.