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Solo il 54% delle Pmi fa leva sull’It per accrescere il business

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Un’indagine condotta da Ifop in Europa offre un’immagine contrastata del rapporto fra Pmi e informatica, pur con lati molto positivi

Esaminando i risultati di un’indagine condotta da Ifop (su commissione di Panda Security e Risc Group), non si può fare a meno di notare quanto importanti siano gli aspetti da migliorare nel rapporto fra Pmi e informatica. Innanzitutto, l’impatto sul fatturato, visto che, fra i 602 dirigenti intervistati, solo il 21% ha chiaramente rilevato una crescita grazie all’uso dell’It, mentre un altro 33% si è semplicemente detto d’accordo con l’assunto. Quindi, un totale del 54% pensa che l’informatica migliori il business. Ci sono però degli altri coni d’ombra. L’informatica è giudicata “ansiogena” dai dipendenti e quindi il 31% dei dirigenti sottolinea lo stress generato nella propria impresa. L’81%, poi, trova il soggetto troppo tecnico e il 63T% pensa che gli investimenti richiesti siano troppo alti.

In termini di motivazioni d’acquisto, La Pmi interpellate paiono avere le idee chiare. In cima alle risposte fornite, troviamo il rinnovamento dell’hardware divenuto obsoleto (62%). Alle spalle, si piazzano la sostituzione di un “pezzo” difettoso (47%) e la risposta a un nuovo bisogno (45%). Più indietro, troviamo la richiesta di dipendenti/utenti (24%), il consiglio di un fornitore esterno (20%), l’intenzione di dotarsi di nuove tecnologie (13%), un’offerta promozionale (10%) e un’offerta integrata multi-servizio (7%).

Una volta presa la decisione di acquistare, come si orienta la scelta? Anche qui le risposte sono state nette, a partire da tre criteri fondamentali, ovvero la compatibilità con prodotti e servizi esistenti (65%), il costo (65%) e la facilità d’uso (62%). Ujn po’ più indietro, troviamo la sicurezza (46%), la facilità di integrazione (27%), la notorietà dei prodotti (25%), un’offerta integrata (20%).

Dopo aver esplorato l’aspetto dell’utente finale, lo studio ha analizzato la relazione delle Pmi con i loro fornitori esterni, a partire dal numero medio. Il 96% ha dichiarato di averne almeno uno, il 25% ne ha uno unico, mentre il 27% ne ha due. Solo il 9% ha dichiarato di averne più di cinque, mentre la media generale è situata intorno ai tre. Quanto alle attese future, le idee sono più chiare, visto che il 66% preferirebbe avere un unico fornitore.

Lo studio di Ifop ha chiesto anche se le aziende sarebbero disposte a esternalizzare la propria informatica. Per le attività software e applicative, il 24% ha dichiarato di essere disposto a dare tutto in outsourcing, il 29% solo in parte, ma il 47% si è dichiarato contrario. Il 23% spera di poter ricorrere a uno specialista esterno per la sicurezza, ma il 52% non ne ha alcuna intenzione. Meglio vanno le cose per il supporto tecnico, visto che il 58% è favorevole all’outsourcing e lo stesso si può dire per lo storage (64%).