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Operation, i consigli per gestirle con successo

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Manager di importanti multinazionali, riuniti al convegno “Esperienze nella gestione della logistica” organizzato da Ailog, suggeriscono le azioni da intraprendere e i rischi evitare

Il convegno “Esperienze nella gestione della logistica”, tenutosi di recente a Milano, è stata per Ailog l’occasione di mettere a confronto alcuni manager di importanti aziende multinazionali affinché fornissero esempi della loro esperienza sul campo, illustrando casi pratici ed evidenziando quali sono le azioni vincenti e quali gli errori da evitare.

Luca Saporetti, European Supply Finance Manager di Pioneer Dupont
, durante l’evento ha esposto la propria vision strategica: “Proporre di differenziare il livello di servizio per tipologia di clienti è uno dei compiti fondamentali di chi si occupa di strategia. La strategia deve essere quindi proattiva, innovativa e soprattutto flessibile, per essere in grado di rispondere velocemente ai cambiamenti del mercato, apportando valore aggiunto al cliente finale”.

E’ proprio dalle esigenze dei clienti e dalla necessità di capirle in anticipo che si evince il ruolo del Customer Service, così come illustrato da Marco Albino, Supply Services Director di Reckitt Benckiser. Quanto più ci si orienta verso una relazione attiva con il cliente, tanto più è importante migliorare questa funzione, non solo per quanto riguarda l’ottimizzazione dei flussi, siano essi relativi ai prodotti o alle informazioni, ma anche nel ruolo di interfaccia attiva. La specializzazione in questo ambito richiede che all’interno del customer service si sviluppino competenze di Customer Relationship Management.

Dal canto suo, Alberto Lupano, Country Supply Chain Manager Coca-Cola Hellenic Group Bulgaria, ha ribadito il ruolo chiave della pianificazione delle operation, attività che, per funzionare in modo ottimale, deve avere determinate caratteristiche, quali una gestione centralizzata e soprattutto integrata di tutte le attività di pianificazione, dalla domanda alle materie prime. È inoltre necessario rivedere e sistemare dapprima i processi di pianificazione, poi scegliere le persone adatte alle attività di pianificazione e infine adottare la giusta tecnologia.

L’intervento di Lelio Gavazza, General Manager di Sharmoon (gruppo Ermenegildo Zegna), ha rappresentato un’occasione importante per parlare di delocalizzazione quale elemento imprescindibile della Supply Chain. Nel caso aziendale specifico, che ha visto la nascita di un nuovo stabilimento di produzione in Cina, per avere successo è innanzitutto indispensabile affrontare le differenze culturali e comunicative. Un’efficace delocalizzazione passa attraverso la massimizzazione del livello qualitativo dei manufatti, una forte capacità di innovazione dei prodotti e una gestione logistica integrata. Inoltre, il passaggio verso questo nuovo continente deve prevedere una definizione molto accurata dei processi di progettazione e di approvvigionamento: il cosiddetto sourcing.

Augusto Leonida, Logistic and Custom Director di Same Deutz Fahr, ha illustrato tutte le componenti che concorrono a trasformare il trasporto, da problema a parte integrante del processo logistico. “Innanzitutto – ha affermato – è indispensabile partire da obiettivi precisi e da informazioni di base molto accurate. In secondo luogo, trattandosi di un’attività prevalentemente terziarizzata, diventa fondamentale la scelta di un partner, che abbia una conoscenza approfondita di gestione del trasporto, unita a doti di flessibilità e capacità reattiva”.

Luca Guzzabocca, Director Procurement GlaxoSmithKline, ha esposto la propria esperienza sulla funzione degli acquisti, evidenziando come, da semplici “cacciatori di saving” e quindi esperti in grado di ridurre i costi, i professionisti che operano in questo settore diventano “creatori di valore” in quanto sempre più spesso l’ampiezza delle loro responsabilità viene allargata su tutte le voci di spesa entrando, in definitiva, in tutto il processo.

L’adozione di sistemi automatizzati per la gestione del magazzino – ha aggiunto Filippo Indovina, Project Management Manager di Dematicè sempre più diffusa anche se rimane, soprattutto nel caso di direttori logistici più tradizionali, un certo scetticismo iniziale nell’adottare queste attrezzature”. Il costo dell’automazione è comunque molto diminuito rispetto al passato, le soluzioni sono sempre più affidabili e garantiscono veloci ritorni dell’investimento.

Marco Radaelli, Partner 4ward Consulting, ha parlato della sua esperienza nell’ambito della consulenza e di come questa abbia cambiato volto e sia indotta dal mercato a dimostrare la propria efficacia. Quali sono dunque le caratteristiche di buon consulente e di una consulenza efficace? Per le medie aziende manifatturiere vince chi riesce a fare recepire nei processi aziendali gli obiettivi strategici dell’impresa, riducendo i costi e offrendo prodotti e servizi migliori. L’azienda spesso chiede di comprendere la realtà con uno sguardo oggettivo sui processi, identificare le aree di intervento e prevedere i benefici attesi.

Infine, Caterina Penati, Country Manager Goodman, ha posto l’accento sul ruolo ancora fondamentale svolto dai magazzini e sulle azioni vincenti (partendo da un check up del proprio magazzino fino a intervenire sul proprio network) da intraprendere al fine di offrire un ottimo servizio a una clientela sempre più esigente.