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Online le Pmi rischiano di più

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Trend Micro ha analizzato il comportamento degli utenti informatici aziendali, evidenziando che le imprese di piccole dimensioni sono le più esposte a potenziali attacchi

Negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania e in Giappone, i dipendenti di imprese di piccole dimensioni tendono a esporsi maggiormente al rischio onlinerispetto ai loro colleghi che lavorano in realtà di più grandi dimensioni. Lo ha reso noto uno studio di Trend Micro incentrato sull’analisi delle percezioni e delle esperienze degli utenti informatici aziendali nei confronti delle minacce alla sicurezza

Lo studio, che ha preso in esame i comportamenti online di 1.600 utenti, 800 dei quali dipendenti di Pmi, ha messo in evidenza come determinate abitudini rischiose siano molto più frequentemente rilevabili presso le aziende di piccole dimensioni: dalla navigazione su siti Web non strettamente legati all’ambito lavorativo, agli acquisti online, alla frequentazione di siti di social networking, al download di file eseguibili, fino alla consultazione della Webmail personale.

Per esempio, il 32% dei dipendenti delle piccole imprese del Regno Unito ha ammesso di aver scaricato file eseguibili, causa potenziale di attacchi Trojan o virus, oltre che di furti di dati o di identità. In Germania, il controllo dell’email personale costituisce la principale attività online non lavorativa, un’abitudine che vede coinvolto il 70% dei dipendenti tedeschi di Pmi contro il 59% di quelli delle grandi imprese. Per quanto riguarda il Giappone, è risultato che la maggior parte delle pratiche online sopra elencate avviene principalmente nei contesti aziendali di piccole dimensioni.

Nonostante il livello considerevole di attitudini online a rischio, solo meno del 50% degli utenti di piccole aziende ha affermato di disporre di un dipartimento It interno in grado di spiegare le ragioni per cui spam, phishing e spyware sono state le minacce maggiormente segnalate presso tali aziende rispetto a quelle più grandi.

In tutti i Paesi presi in esame, le piccole imprese si sono mostrate meno inclini a implementare policy preventive rispetto alle grandi strutture. Un dato che probabilmente spiega perché dal sondaggio sia emerso che gli utenti delle piccole aziende in Giappone sappiano in misura minore rispetto ai loro colleghi delle grandi organizzazioni quali dati corporate siano di natura confidenziale. Solo il 33% degli utenti di piccole realtà ha ammesso di conoscere quali informazioni siano riservate, rispetto al 46% registrato presso le grandi aziende. Un dato valido anche per gli Stati Uniti e il Regno Unito, in cui però la disparità dei valori è risultata inferiore.