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Maxi-decreto su federalismo, cosa cambia per le Pmi

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Molto atteso il primo pacchetto di provvedimenti reali in vista del federalismo fiscale. Pochissimi i segnali di supporto alla ripresa, niente riforme ma solo adeguamenti territoriali

Dal punto di vista tributario è tutto da vedere. Per il momento si tagliano alcune tasse (la tassa per l’abilitazione all’esercizio professionale, l’imposta regionale sulle concessioni statali dei beni del demanio marittimo, l’imposta regionale sulle concessioni statali per l’occupazione e l’uso dei beni del patrimonio indisponibile, la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche regionali, le tasse sulle concessioni regionali, l’addizionale regionale sui canoni statali per le utenze di acqua pubblica) ma in realtà molte di più se ne prospettano per i maggiori poteri di politica tributaria conferiti alle Regioni.

Lasciando da parte gli interventi sul pubblico, diamo uno sguardo agli unici due punti in materia di fiscalità che interessano le Pmi:

Riduzione IRAP: dal 2014 ogni Regione a statuto ordinario, con propria legge, può ridurre le aliquote dell’IRAP fino ad azzerarle, nel rispetto della normativa dell’Unione europea e degli orientamenti giurisprudenziali della Corte di Giustizia dell’Unione europea. L’eventuale riduzione o azzeramento dell’IRAP è esclusivamente a carico del bilancio della Regione e non comporta alcuna forma di compensazione. Non può essere disposta la riduzione dell’IRAP se la maggiorazione dell’addizionale Irpef è superiore allo 0,5 per cento.

Tetto per l’IRPEF: le Regioni possono aumentare o diminuire l’aliquota dell’addizionale regionale all’IRPEF di base. La maggiorazione non può essere superiore: allo 0,5 per cento, sino al 2013; all’1,1 per cento, per l’anno 2014; al 2,1 per cento, a decorrere dall’anno 2015. Resta fermo il limite della maggiorazione dello 0,5 per cento, se la Regione abbia disposto la riduzione dell’IRAP. In ogni caso, la maggiorazione oltre lo 0,5 per cento non deve comportare aggravio, sino ai primi due scaglioni di reddito, a carico dei titolari di redditi da lavoro dipendente o da pensione. Per assicurare la razionalità del sistema tributario nel suo complesso e la salvaguardia dei criteri di progressività cui il sistema medesimo è informato, le Regioni possono stabilire aliquote dell’addizionale regionale all’IRPEF differenziate esclusivamente in relazione agli scaglioni di reddito corrispondenti a quelli stabiliti dalla legge statale.