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Luci e ombre della Pec di Brunetta, l’Italia dei Pigs digitali

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I pro e contro della Pec visti dagli utenti finali. I limiti riguardano il fatto di essere una Cec-Pac e non una vera Pec, il valore legale confinato all’Italia e altro ancora. A favore: 100 mila contatti in pochi giorni; la “voglia di PA Digitale”

Dopo il boom della Pec nella Pa “in formato Brunetta”, emergono i limiti della Cec-Pac. Infatti la Posta elettronica certificata (Pec) del ministro dell’innovazione e PA Renato Brunetta, non è tecnicamente una Pec, bensì una Cec-Pac. Ecco dunque i pro e contri della “Pec di Brunetta”.

I pro della “raccomandata elettronica” sono presto detti: il boom di richieste dimostra l’interesse verso la PA Digitale; tagliare le code agli sporetelli e migliorare l’efficienza nella PA è sempre un passo avanti per non fare la “fine dei Pigs Digitali“: l’Italia è fanalino di coda in quasi tutte le classifiche internazionali sulla banda larga e l’uso dell’IT.

Invece i limiti della Cec-Pac sono ancora tutti da decifrare. Bisogna colmare quel 66% di P.A. italiane che non possiedono ad oggi una casella di Posta Certificata. Se un avvocato ha già attivato una Pec per scambiare documenti con altri colleghi o con i propri clienti, ma deve anche dialogare con la Pubblica amministrazione, la sua casella Pec già attiva non funzionn: deve prenotare forza anche la ‘Cec-Pac di Brunetta’, raddoppiando le Pec in uso.

Inoltre la “Pec è gratuita” è vero solo fino a un certo punto: la “firma digitale” è per esempio un servizio aggiuntivo a pagamento della Cec-Pac.In caso di contenzioso, solo la firma elettronica assicura non solo l’invio e la ricezione della missiva (come la Cec-Pac),ma costituisce prova con valore legale sul contenuto del messaggio. La Cec-Pac invece non garantisce nulla sul piano del contrenuto della missiva.

“La Posta certificata ha valore legale solo in Italia, non all’estero”: si tratta della pecca più grande della Cec-Pac essere confinata all’Italia, quando Internet di per sè è senza confini; neanche la Ue viene presa in esame.

Infine, dopo la prima comunicazione tra un ente e la Cec-Pac, l’ente (sia esso l’Inps che Equitalia) non invierà più le comunicazioni all’inidirizzo fisico, bensì alla Cec-Pac e considererà la data di ricezione in casella (e non l’apertura effettiva del messaggio) l’unica data valida. Quindi, occhio alla Pec: se iniziate a usarla, dovete ogni giorno controllarne l’account per non perdervi comunicazioni importanti con la PA.

Il ministro Renato Brunetta però difende la sua Pec, giunta a 100 mila contatti: “Nei prossimi mesi verranno resi disponibili altri servizi accessori a pagamento: la firma digitale tramite smart card; la notifica – via sms, telefono o posta cartacea – della presenza di messaggi nella casella di posta; l’agenda degli eventi, con l’indicazione delle principali scadenze d’interesse; il servizio di fascicolo elettronico personale del cittadino con dimensioni personalizzate (con estensione a un minimo di 1 GB del volume di spazio sicuro per archiviazione)”.

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