EnterpriseStart up

EFMA: Nel 2010 le banche credono alla clientela con maggiori disponibilità

Silicon è il sito di tecnologia dedicato alle strategie delle aziende IT che cavalcano i nuovi trend di mercato, dal cloud computing alla virtualizzazione, dal mobile al byod. Analisi, approfondimenti, prove di app e prodotti, oltre alle notizie quotidiane, fanno di Silicon l’appuntamento giornaliero per i manager che vogliono capire come la tecnologia possa aiutarli nel fare business. Su queste tematiche Silicon realizza interviste agli attori del mercato e reportage dai principali eventi, sia in Italia sia all’estero.

Secondo uno studio condotto presso 50 banche europee e presentato da EFMA la clientela con disponibilità tra 75 e 800 mila euro ha generato perdite del 10% nel 2009. Per il 76% delle banche il segmento ha accresciuto il rilievo strategico

Il calo dei ricavi registrato nel 2009 sulla clientela con maggiori disponibilità non scalfisce la rilevanza assegnata al segmento “affluent”, che  nel 2010 sarà al centro dell’attenzione delle banche di tutta Europa. 

Lo afferma uno studio condotto presso 50 banche europee e presentato in questi giorni da EFMA, fra le principali associazioni di banche, compagnie di assicurazione e finanziarie, e Finalta, società britannica di ricerca specializzata nel settore finanziario.

L’analisi – resa disponibile in Italia da Equiteam – ha rilevato come nel 2009, la clientela “affluent”, con disponibilità tra  75mila e 800mila euro, abbia generato per le banche europee ricavi del 10% inferiori a quelli del 2008, con punte del -25% per gli Istituti più toccati dalla crisi, non compensate dai maggiori ricavi delle banche più performanti.

Significativo è anche che il calo sia risultato più marcato nei paesi dell’Europa dell’Est (-12%) che in quelli dell’Europa Occidentale (-9%).

Il Rapporto EFMA-Finalta mostra, sempre per il 2009, un calo dell’indice di soddisfazione della clientela affluent. Quest’ultimo è caduto in Europa Occidentale del 2,6%, cancellando i progressi dei due anni precedenti sull’onda della crisi e della conseguente perdita di reputazione degli Istituti più colpiti, del crescere delle esigenze di rassicurazione, e dello scostamento tra le attese e le performance effettive dei prodotti e dei servizi.

Tutto ciò, sempre per EFMA-Finalta, non scoraggia però le banche. Per il  76% di queste il segmento ha accresciuto il rilievo strategico, in ragione di margini per cliente 4 volte più elevati rispetto alla clientela famiglie (mass market). Proprio per questo esse stanno affinando il modo di rivolgersi al segmento, migliorando la qualità dei servizi e contenendo i costi.

L’83% delle banche intervistate sta investendo per migliorare il supporto consulenziale. Molte stanno moltiplicando i servizi personalizzati da canali alternativi (Intenet e telefono) con specialisti qualificati; e si va anche profilando una maggiore selezione della clientela affluent, con il reindirizzamento delle fasce più basse al mass market.  

Si tratta di spinte importanti, che confermano come, già nel 2010 e per le banche che vogliono avere successo nel segmento più ricco,  sia essenziale conciliare esigenze di breve e di medio termine. 

Le banche che lo sapranno fare, combinando investimenti in nuovi servizi e razionalizzazioni,  difenderanno le posizioni e creeranno le condizioni per guadagnare quote con la ripresa. Quelle che invece guarderanno solo alla redditività a breve, limitandosi a massimizzare le commissioni e a tagliare i costi, arretreranno.