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Con Basilea 3 le regole anticrisi sono servite

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I governatori G10 e i responsabili della supervisione bancaria, al termine della riunione di Basilea, hanno raggiunto un accordo sulle nuove regole. Ogni banca dovrà detenere, a regime, un capitale di alta qualità pari al 7% dei propri asset a rischio, contro il 2% dell’attuale regolamento

Nuove regole di capitale per le banche grazie a Basilea 3. I governatori G10 e i responsabili della supervisione delle norme bancarie, al termine della riunione di Basilea, hanno raggiunto un accordo sulle nuove regole. Ogni banca dovrà detenere, a regime, un capitale di alta qualità pari al 7% dei propri asset a rischio, contro il 2% dell’attuale regolamento. Le nuove norme potrebbero obbligare le banche a raccogliere centinaia di miliardi di dollari di capitale fresco nel prossimo decennio.

Ma per alleggerire il carico di banche e mercati finanziari, le autorità di regolamentazione hanno dato alle banche un periodo di transizione per adeguarsi: le nuove regole inizieranno ad applicarsi dal primo gennaio 2013, ma entreranno in vigore integralmente solo nel 2019. Ora tali criteri dovranno essere approvati a novembre dal G7 di Seul.

Il presidente della Bce Jean-Claude Trichet ha commentato dicendo che gli accordi raggiunti sono un rafforzamento fondamentale degli standard di capitali globali dando un contributo alla stabilità finanziaria di lungo termine. Inoltre ha detto che il lungo periodo transitorio permetterà alle banche di rispettare i nuovi criteri sostenendo allo stesso tempo la ripresa economica. I regolatori sperano che le modifiche spingeranno le banche verso strategie di business meno rischiose, assicurandosi che esse abbiano riserve sufficienti per resistere a shock finanziari senza bisogno di salvataggi dei contribuenti. Tuttavia le banche affermano che i nuovi requisiti potrebbero ridurre la quantità di denaro che hanno a disposizione da prestare alle imprese, rallentando la crescita economica in Europa e negli Stati Uniti.

Nell’ambito di Basilea 3, le banche dovranno essere in possesso di capitale di alta qualità – noto come “Core Tier 1” del capitale, e composto di titoli azionari o di utili – per un valore di almeno il 4,5% degli attivi. Esse dovranno inoltre costituire un nuovo, distinto “buffer di capitale di conservazione” delle azioni ordinarie, che sarà pari al 2,5% del patrimonio, portando il fabbisogno totale di capitale di alta qualità al 7%. Se esse utilizzano i ‘buffer’, si troveranno a contenere bonus e dividendi.

Un’altra disposizione di Basilea 3, aspramente criticata da alcune banche, richiederà loro di costruire un separato “cuscinetto anticiclico”, fra lo zero e il 2,5%, nel caso i mercati del credito fossero in forte espansione.
I regolatori nazionali decideranno quando le economie si troveranno all’interno di tali periodi di “eccesso aggregato di crescita del credito”. Essi sperano che il buffer rallenterà i prestiti se i mercati del credito rischiano di surriscaldarsi, impedendo la formazione di pericolose bolle.
Il Tier 1 ratios avranno pieno effetto a partire dal gennaio 2015, con il ‘buffer di capitale di conservazione’ che entrerà in vigore gradualmente tra il gennaio 2016 e gennaio 2019.