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Appalti pubblici, più facili per le Pmi accedere ai transfrontalieri

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Attraverso una nuova iniziativa, la Commissione europea intende favorire la partecipazione delle imprese, in particolare di quelle di piccole e medie dimensioni, agli appalti pubblici nell’Ue

Si chiama Peppol, Pan European Public Procurement on-line ed è un progetto cofinanziato dalla Commissione europea per collegare tra loro i sistemi nazionali di appalti pubblici elettronici (e-appalti) già esistenti in otto paesi della Ue. L’obiettivo dell’iniziativa è favorire la partecipazione delle imprese, soprattutto delle realtà di piccole e medie dimensioni, agli appalti pubblici nell’Ue.

Il progetto Peppol prevede un investimento di oltre 19 milioni di euro in tre anni. Di questi, 9,8 milioni di euro saranno stanziati dal programma Competitività e innovazione (Cip) della Commissione europea.
Attualmente, gli appalti pubblici contribuiscono per oltre il 16% al prodotto interno lordo dell’Ue, ma molte imprese europee, soprattutto tra le Pmi, non riescono ad accedervi perché bloccate dall’insormontabileburocrazia amministrativa necessaria alla presentazione di offerte per poter prendere parte a tali appalti, in particolare se si svolgono in altri paesi.

In collaborazione con Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Ungheria e anche Norvegia (quale appartenente allo Spazio economico europeo), la Commissione sta facendo il possibile affinché le imprese di una di tali nazione possano partecipare agli appalti pubblici di un’altra nazione.
Le Pmi oggi rappresentano il 67% dei posti di lavoro nel settore delle imprese e 58% del fatturato nell’Ue. Ma nonostante questi numeri, riescono ad aggiudicarsi solo il 42% degli appalti pubblici.

La possibilità di accedere in modo più veloce e meno burocraticizzato agli appalti pubblici transfrontalieri non solo comporta un risparmio del denaro dei contribuenti e una semplificazione delle procedure, ma permette di incentivare la competitivitàdelle Pmi, fornendo loro strumenti che gli consentano di accedere all’intero mercato europeo dei servizi pubblici.